Francesco Agnoli

Nobel per la fisica e fede

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Tantissimi sono i premi Nobel che hanno espresso pubblicamente la loro fede in un Dio trascendente, cattolici e protestanti. Ne segnalo solo qualcuno.


* Robert Millikan, vinse il Premio Nobel per la Fisica nel 1923. Fu membro della Pontificia Accademia delle scienze dal 28 ottobre 1936. La biografia ufficiale dei Nobel scrive di lui: “Egli non fu solo un grande scienziato, ma la sua natura filosofica e religiosa fu evidente dalle sue letture sulla conciliazione tra scienza e religione, e dai suoi libri: Science and Life (1924); Evolution in Science and Religion (1927); Science and the New Civilization (1930); Time, Matter, and Values (1932)”. (http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/physics/laureates/1923/millikan-bio.html).

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Le radici di Civica Trentina

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Di seguito l’intervento, come candidato di Civica Trentina, alla riunione di coalizione nella sala della cooperazione, il 6 ottobre. a sostengo di Maurizo Fugatti presidente.

E’ un onore ed una responsabilità essere qui a rappresentare Civica Trentina, un partito costruito negli anni, con tenacia, passione e competenza dall’amico Rodolfo Borga e da quanti lo hanno voluto seguire e accompagnare.

Siamo anzitutto trentini, magari solo d’adozione, lo siamo anche se siamo nati altrove!, perchè questa Terra ci sta a cuore. La nostra patria infatti è la terra che calpestiamo, quella in cui lavoriamo, quella in cui vivono e vivranno i nostri cari; sono i paesi piccoli e grandi disseminati su di un territorio esteso e variegato, fatto di valli, laghi, montagne e città.

Cento anni fa Alcide De Gasperi vantava con orgoglio la sua italianità, contro chi lo accusava di essere austriacante, ma nello stesso tempo stigmatizzava il centralismo e l’opprimente burocrazia dello Stato italiano.

Lui che è stato il padre della nostra autonomia e un fondatore dell’Europa unita, cosa direbbe oggi di una Provincia di Trento che da anni utilizza il suo potere per burocratizzare, complicare, centralizzare ogni cosa? Continua a leggere

Francesco Severi: un matematico verso la Conoscenza

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“La persuasione dell’impossibilità di conseguire scientificamente qualche verità assoluta, tende piuttosto a piegare la mente umana, riverente e umile, di fronte all’infinito ignoto, al mistero che circonda le nostre scarse conoscenze, le quali possono essere integrate soltanto dalla Rivelazione”

Francesco Severi, nato ad Arezzo il 13 aprile 1879, rimasto presto orfano di padre, giunge come docente nella prestigiosa università di Padova nel 1905. Vi rimane per diversi anni, sino al 1921, svolgendo anche la carica di assessore socialista alla Pubblica Istruzione e di presidente delle Aziende municipalizzate del gas e dell’acquedotto.

Tra i suoi colleghi, che non dimenticherà mai, ci sono il matematico cattolico Gregorio Ricci Curbastro e Roberto Ardigò, massimo rappresentante del positivismo sensista e scientista italiano, dopo essere stato sacerdote ed aver deposto prima l’abito talare, poi la fede in Dio, ed infine la vita stessa (morirà suicida).

Come molti socialisti e come lo stesso Ardigò, anche Severi nel 1915 si schiera con gli interventisti, e parte per la guerra. E’ nel 1921 che approda all’Università di Roma per divenirne presto rettore.

Di fronte al fascismo, prima lo avversa, con coraggio (sino a dimettersi dopo l’omicidio Matteotti e a firmare il Manifesto degli intellettuali antifascisti nel 1925), poi aderisce al regime, dimostrando, come farà anche in altre occasioni, un certo desiderio di potere mondano e di riconoscimenti. Si schiera, però, contro le idee che provengono dalla Germania, secondo cui i libri di Matematica dovrebbero essere classificati e valorizzati in base alla razza degli autori.

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Così hanno svenduto i beni nazionali e hanno fatto Bingo!

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Dalla privatizzazione di Autostrade agli affari con il gioco d’azzardo. Come una classe politica ha venduto il paese e riemepito le sue tasche e quelle degli amici

Lo scontro tra il governo Conte da una parte, Austrotrade (Benetton ecc.), dall’altra, riporta alla memoria gli anni in cui lo Stato italiano mise in vendita molti dei suoi beni nazionali.

Negli anni Novanta, specie dopo il crollo della DC e del PSI, si alternano al potere coalizioni di centro-sinistra; dal 1996 al 2001 c’è l’Ulivo di Romano Prodi, costituito in buona parte dall’ex PCI, divenuto poi PDS e infine DS, con una operazione di maquillage di tutto rispetto, avviata con grandissimo tempismo, cioè allorchè cadevano i muri, finivano i dittatori alla Ceausescu, e tutti venivano a sapere di quali orrori grondasse il mondo comunista.

Ci si potrebbe aspettare, se il concetto di sinistra ha ancora un senso, una politica sociale, che privilegi il pubblico sul privato, che, senza giungere allo statalismo bolscevico, conservi allo Stato poteri e prerogative sue proprie. Continua a leggere

Albert Einstein e fra Odorico

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Analizzare  e studiare la vita e il pensiero di Albert Einstein è affascinante per più motivi: anzitutto per la singolarità del personaggio e per l’acutezza di tanti suoi giudizi non solo sulla fisica, ma anche sui fatti contemporanei, dal nazismo al comunismo, al materialismo consumistico del primo Novecento; in secondo luogo perchè il ritratto che ne esce è quello di un uomo in divenire, anche nel suo rapporto con la fede e con Dio (rapporto che non rimane sempre uguale, come spesso sembra di capire da varie biografie, ma anzi si approfondisce sempre più, con il tempo).

 

 

Ci sono almeno tre Einstein: il giovane infervorato che scrive canti religiosi Continua a leggere

Breve biografia di Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

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Si è cominciato a parlare in questi tempi di Albino Luciani, di cui ricorrono l’anno prossimo i 40 anni dalla morte. Luciani è stato una meteora: solo 33 giorni di pontificato, che sono rimasti però nel cuore di molti.

Per due motivi: per la sua evidente e innata simpatia e bonarietà e per le circostanze in parte misteriose della sua morte.

Cosa intendeva fare, quell’uomo venuto dal Veneto, per la Chiesa universale? Chi non gli lasciò il tempo di farlo? Il buon Dio, o gli uomini?

La morte

L’idea che Luciani sia stato ucciso non è soltanto una boutade giornalistica. Non è solo l’ipotesi di David Yallop e del suo best seller da 4 milioni di copie,

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Perchè candido in Civica Trentina

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Pubblico il discorsetto che ho tenuto in occasione del Congresso di Civica Trentina.

Buongiorno a tutti, devo ringraziare Rodolfo Borga e Claudio Civettini, che hanno costruito una “casa” politica di cui è un onore far parte.

Non oserei “buttarmi”, se non potessi contare sulla loro competenza e sul loro idealismo. Mi è stato chiesto di dire anzitutto perchè candido.

Credo che il motivo sia il seguente: l’uomo non è, come molte filosofie hanno sostenuto, un lupo per gli altri uomini, tutto teso all’affermazione di sè, in guerra con il mondo; al contrario è un animale sociale e politico, che nasce da una relazione tra due persone differenti, e vive di relazioni, in famiglia, sul lavoro, nella sua madre-patria.

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Papa Luciani, difensore convinto di Humanae vitae

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Siamo nel 1968, l’anno in cui esce l’enciclica Humanae vitae di Paolo VI, che sarà il suo calvario e romperà definitivamente la possibilità per la Chiesa di annullarsi nel mondo. Molti cardinali, interi episcopati del nord Europa attaccano Montini, reo di aver detto un no deciso alla rivoluzione dei costumi allora imperante; un no deciso, per essere sintetici, alla pillola anticoncezionale, vista come l’inizio della separazione tra sesso e procreazione, ma anche tra uomo e donna. Oggi, mentre assistiamo all’incalzare della fecondazione artificiale o dell’utero in affitto, che proseguono in questa scissione di ciò che in natura è strettamente connesso, l’enciclica Humanae vitae dovrebbe essere rilanciata e spiegata, perchè non perde affatto la sua validità, e perchè è stata confermata da tutti i papi successivi. Invece assistiamo, 50 anni dopo, ad un tentativo di rimetterla in discussione, all’interno della Chiesa. Alcuni commentatori, come Andrea Tornielli, per suffragare tale tesi, chiamano in causa proprio Albino Luciani, sostenendo che l’allora patriarca di Venezia, prima dell’enciclica di Montini, fosse favorevole alla pillola.

Ma le cose stanno proprio così? Continua a leggere

Il padre dei vaccini: vita e filosofia

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Louis Pasteur (1822-1895) è stato il padre della microbiologia (branca della biologia che studia i microorganismi, batteri e virus), e come tale è uno degli scienziati che con le sue scoperte ha giovato maggiormente al benessere dell’umanità.

Pasteur esordisce come chimico, fondando la nuova scienza della stereochimica. Proprio attraverso questi studi, si convince dell’ incommensurabilità tra materia bruta, inorganica e materia vivente e dasserisce che la vita è un vero “mistero”.

Un’idea questa che resiste tutt’oggi, se è vero come è vero che il padre della biochimica, Erwin Chargaff, vi ha dedicato un intero libro, intitolato “Mistero impenetrabile“, mentre il genetista Francis Collins, dopo aver concluso la mappatura del genoma umano, ha sostenuto che “nessuno scienziato serio oserebbe oggi affermare di avere a portata di mano una spiegazione naturalistica dell’origine della vita”.

Nel 1855 Pasteur comincia a studiare la fermentazione lattica, quella alcolica, quella acetica, le malattie dei vini e della birra. E’ qui che “manifesta la sua genialità” e “mette in evidenza come in ogni genere di fermentazione siani implicati microrganismi di specie diverse; quindi dimostra che, elevando la temperatura del liquido nel quale è in corso una fermentazione, si arresta il processo, presumibilmente per la morte dei microrganismi responsabili” (Guido Cimino, in Storia delle scienze, Roma, 1984). Nasce così la pastorizzazione. Continua a leggere

News dalla rete
  • L’ombra dei pedofili e le strane carriere dei porporati gay tra le mura vaticane

    bergoglio_mccarrick di Riccardo Cascioli. Non basterà a papa Francesco la ormai certa riduzione allo stato laicale dell'ex cardinale statunitense Theodore McCarrick per calmare le acque e gestire a suo modo il vertice sugli abusi sessuali del clero convocato in Vaticano dal 21 al 24 febbraio prossimo, con la presenza dei presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo. Leggi il seguito… 

  • Tutti eredi di Sturzo. Ma c’è poco di cui rallegrarsi

    luigi_sturzo di Stefano Fontana. La statura morale e intellettuale di don Luigi Sturzo è indiscutibile, ma gli esiti di quel suo "appello ai liberi e forti" di cento anni fa sono tutt'altro che positivi: è iniziato allora il cammino di un progressivo distacco del criterio della fede dalla politica. Vedere oggi i tanti - anche di opposte visioni - che vogliono far rivivere quell'esperienza con nuovi appelli "ai liberi e forti" non può non lasciare perplessi. Leggi il seguito… 

  • ll ’68, sfida per i cattolici oggi. La lezione di Del Noce

    del-noce di Luca Del Pozzo. Tra le tante letture critiche di quel ‘68 che ha rappresentato, come ebbe a dire Benedetto XVI, una vera e propria “cesura storica”, un posto a parte merita quella di Augusto Del Noce. Tanto il marxismo quanto la società tecnocratica quanto il ’68 ponevano quella per Del Noce era “la” questione innanzi alla quale i cattolici erano (e sono) chiamati a dire la loro: la questione antropologica. Leggi il seguito… 

  • “Ecco chi raccoglie l’eredità di don Luigi Sturzo…”

    luigi_sturzo di Federico Cenci. È passato un secolo da quando un giovane sacerdote siciliano, don Luigi Sturzo, pronunciò il celebre appello destinato a cavare una massiccia sacca elettorale dalle paludi del "non expedit". Dopo decenni in cui i cattolici italiani, su indicazione di Pio IX, avevano rifiutato lo Stato unitario e la partecipazione alle elezioni, il Partito Popolare Italiano offrì loro una forza in cui riconoscersi.  Della possibilità di tener viva l'eredità popolare e democristiana se ne discute oggi alla Camera, nel corso della conferenza “1919-2019. Popolari oggi, da Sturzo al nuovo millennio”. La relazione introduttiva è affidata a Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2. In Terris lo ha intervistato per conoscere uno dei diversi punti di vista sul tema Leggi il seguito… 

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