Francesco Agnoli

Francesco e l'”abbaiare della Nato alla porta della Russia”

Sin dall’inizio della guerra in Ucraina il papa si è rifiutato di fare il “cappellano dell’Occidente“. Già nella prima e nella seconda guerra mondiale i pontefici avevano evitato di schierarsi, consci da una parte del loro ruolo universale, dall’altra di trovarsi di fronte a conflitti provocati non da una sola parte.

Durante la seconda, gli Usa spinsero spesso Pio XII ad intervenire, con condanne del nazismo strumentali, ma il papa rispose che da una parte c’erano i nazisti, già condannati nell’enciclica Mit brennender sorge,  e dall’altra i comunisti! Nessuno dei due fronti poteva dunque presentarsi con tanta disinvoltura come il “Bene” contro il male.

Analogamente, a Mussolini che tentava di spingere la Santa Sede  a pronunciare nuove condanne del comunismo, il Vaticano rispose che la posizione della Chiesa sul comunismo era chiarissima e notoria,  ma che un pronunciamento strumentale in quel particolare momento sarebbe stato evidentemente strumentale e fazioso.

Ebbene, riguardo all’attuale guerra in Ucraina, ieri Francesco ne ha parlato nuovamente, dopo che da giorni e giorni la sua posizione veniva attaccata in Occidente perchè definita, molto sommariamente, “equidistante“, se non addirittura “filo-putiniana”. Francesco è stato chiarissimo: l’aggressione all’Ucraina va condannata, e il popolo ucraino, come sostenuto sin dal principio, è la vera vittima della guerra.

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Onorevole Bazoli (PD): eutanasia, perchè no! (1)

Vi sono tante argomentazioni contro l’introduzione dell’eutanasia. Vediamone alcune, due alla volta:

1) Anzitutto non è che i medici e il personale sanitario inclini a scelte folli non esistano: si tratta certamente di una piccola minoranza, perché la gran parte dei medici vuole curare i suoi pazienti, ma se i medici “euta-nazisti” esistono anche oggi che l’eutanasia è vietata, quanti saranno quelli che usciranno allo scoperto una volta permessa?

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L’aborto di Mussolini, i “giovinetti” di Hitler, le perversioni di Stalin

Riscuote sempre più interesse la vita privata dei grandi personaggi storici, in particolare dei dittatori del XX secolo. Le loro vite sono state indagate in lungo e in largo, quanto al pensiero, le scelte politiche ecc. Da tempo godono di notevole successo anche le indagini sulla vita privata ed affettiva, in particolare di Mussolini ed Hitler (meno “fortunato”, invece, Stalin).

Mussolini “donnaiolo”

La nostra Italia è stata segnata per molti anni dall’attività politica di Benito Mussolini, prima leader socialista, acclamato a sinistra per il suo anticlericalismo e zelo rivoluzionario, e poi fascista.

La vita sentimentale di Mussolini è abbastanza nota: da giovane è un teorico del “libero amore”, contrario al matrimonio ed ai figli (traduce un opuscolo neomalthusiano dal titolo Meno figli, meno schiavi), vicino al femminismo di sinistra. Prima di essere il duce, frequenta bordelli, gestisce anche 3 o 4 relazioni contemporaneamente, disinteressandosi dei figli che ne nascono: per loro c’è il manicomio, come per il figlio avuto da Ida Dalser, l’abbandono, oppure ancora il ricorso all’aborto, come nel caso di uno dei due figli avuti dalla giovanissima Bianca Ceccato, sua giovanissima segretaria personale al Popolo d’Italia.

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Toni Capuozzo incontrai trentini

Il circolo cultura il Mosaico di Trento – fondato nel 1983 sull’onda del carisma espresso dal fondatore di Comunione e Liberazione (CL), don Luigi Giussani – propone per il 26 aprile un incontro online con il celebre giornalista Toni Capuzzo (clicca qui per collegarti)

Per proseguire: https://www.lavocedeltrentino.it/2022/04/24/martedi-26-aprile-toni-capuzzo-incontra-i-trentini/

Il PD torna alla carica: guerra e gender

In questi ultimi mesi il PD di Letta si è caratterizzato come il partito della guerra: armi, armi, armi, e ancora armi. Così chiedono gli Usa, ed Enrico Letta risponde.

E poco importa che da premier Letta capisse bene l’importanza della relazione anche economica tra Italia e Russia, firmando 28 accordi con Putin il 26 novembre 2013, a Trieste.

Oggi Letta ha bisogno dell’appoggio del leader Dem mondiale, Biden, ed obbedisce. Anche perchè il Pd è, in generale, il partito delle armi e degli affari in campo militare (https://www.ilgiornale.it/news/politica/nella-filiera-delle-armi-tutte-poltrone-sono-pd-2022604.html ).

Epperò, se in politica estera il Pd è il partito guerrafondaio per eccellenza, il sostegno principale al banchiere “americano” Mario Draghi, lo sponsor della corsa alla crescente spesa bellica,

in politica interna bisognerà pur continuare a dire “qualcosa di sinistra“. Ecco perchè il “cattolico” Letta spinge come può per introdurre nel paese anche l’eutanasia; ed ecco perchè il rilancio, in questi giorni, del ddl Zan.

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Usa-Russia, come ai tempi di Atene e Sparta. Un parallelismo storico per capire l’attualità

Se qualcosina si impara, a scuola, è che le storie vanno raccontate dal principio, altrimenti non si capisce nulla.

Prendiamo la celeberrima guerra del Peloponneso, tra Atene e Sparta, tra la città democratica per eccellenza e quella oligarchica. Atene è al culmine del suo potere: democrazia fa rima, nell’età di Pericle, con imperialismo.

Domenico Musti, nel suo Storia greca, ricorda che Atene non fa che vantare la sua superiorità morale rispetto all’Oriente, alla Persia “tirannica” e alla Sparta oligarchica. E lo fa in nome della stessa democrazia, che va esportata, se serve, con la forza. Per proseguire:

https://www.lavocedeltrentino.it/2022/04/13/questione-ucraina-una-guerra-che-non-si-e-voluta-fermare-ma-foraggiare-perche/

Falsificare l’informazione in guerra

In questo periodo stiamo vedendo ancora uan volta come i media possano falsificare le informazioni attraverso le immagini. Bastano morti, feriti, scene raccapriccianti…vere, a cui si affiancano informazioni false. Così il lettore è convinto di sapere, perchè “ha visto con i suoi occhi”.

Qui racconto come questo accade molto spesso in guerra, a partire dal grande scontro tra Inghilterra e Spagna per il dominio sui mari, per arrivare alle ultime guerre:

Svevo, Montale e la Pasqua

Con la Pasqua abbiamo festeggiamo la vittoria della vita sulla morte. Mors et vita duello conflixére mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus.

La morte e la vita conbatterono, in un mirabile duello: il duce della vita, morto, rega vivo“. Così recita lo splendido inno Victimae paschali laudes, per ricordarci che la morte è stata sconfitta per sempre dalla Resurrezione di Cristo, aprendo agli uomini le porte dei cieli. Queste brevi considerazioni mi fanno venire alla mente due scrittori del Novecento, di questo secolo intriso di pessimismo gnostico, di una tristezza che non ha pari nella storia.

Intendo Italo Svevo ed Eugenio Montale, così simili, per tanti aspetti, ma anche così diversi.

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Benito Mussolini, 1915: il Belgio aggredito ci attende!

L’ interventismo si copre sempre di nobili motivi: per salvare il povero Belgio aggredito, per i poveri irakeni e libici sotto un dittatore, per evitare che l’ antrace ci uccida tutti, perché la Siria non usi le armi chimiche … Così la iusta causa cessa di essere giusta, quando non vuole essere extrema ratio né è mossa da recta intentio.

Un Ungaretti pasqualino poco noto

Giuseppe_Ungaretti_(basco) (1)

Pasqua 1928: Giuseppe Ungaretti – il grande poeta da tutti conosciuto per le sue poesie scritte al fronte durante la prima guerra mondiale-, dopo un periodo trascorso a Subiaco, approda “definitivamente” alla fede cattolica. Suggella la sua conversione con una poesia, La pietà, che inizia con un’ ammissione, “Sono un uomo ferito”,

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