Francesco Agnoli

I nemici del Natale

Il Natale è una di quelle feste che hanno civilizzato l’umanità, insegnando il rispetto per la vita, per i deboli, gli innocenti, la sacralità della famiglia… Per questo sono stati i peggiori nemici della civiltà, a cercare di abbatterlo.

I primi a sradicare le feste religiose, il Natale e la Pasqua, furono i comunisti. Francine-Dominique Liechtenhan, nel suo Il laboratorio del gulag (Lindau, Torino, 2009), ricorda gli sforzi del PCUS per spingere i cittadini a festeggiare l’inverno al posto del Natale, e la rinascita primaverile della natura al posto della Pasqua.

«Nei tempi antichi, quando si celebrava il culto delle piante e degli animali ignorando l’ipocrisia della Chiesa – recitava un testo della propaganda –, l’umanità festeggiava quel giorno e celebrava ingenuamente le forze della natura».

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Pietro Nenni, l’uomo del centro sinistra in Italia

Vale la pena ricordare, seppure in breve, la storia di quest’uomo con cui Fanfani e Moro vollero condividere il governo del paese: ardente repubblicano, intimo amico di Mussolini, socialista interventista e collaboratore de Il Popolo d’Italia, avversario dei socialisti filo-bolscevichi, membro della giunta direttiva del Fascio di Bologna nel 1919, socialista e collaboratore de l’Avanti nel 1921, fiero antifascista (rimanendo però nelle grazie del Duce che lo strappò alla condanna di Hitler salvandogli la vita), rifugiato in Vaticano… poi filocomunista entusiasta di Stalin (tanto da andarlo a trovare in Russia e ricevere, lì, il Premio Stalin), avversario politico intransigente di Degasperi e della Chiesa, tessitore dell’elezione alla Presidenza della Repubblica di Gronchi, appassionato celebratore di Mao (dopo un viaggio in Cina), sempre nel 1955, ed infine, dal 1960, alleato della DC post ed anti Degasperi (appoggio esterno al governo di Amintore Fanfani nel febbraio 1962 e vicepresidente del consiglio all’epoca del Governo Moro del 1963, primo esecutivo di centrosinistra).

Alla morte di Stalin, nel 1953, si recò al suo funerale, e il 6 marzo 1953, davanti alla Camera, affermò:

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Cosa pensa veramente Giorgio Parisi?

Dopo i grandi successi sportivi, l’Italia ha ottenuto anche il Nobel per la Fisica a Giorgio Parisi.(foto)

La scelta dell’Accademia svedese ha sollevato molti entusiasmi e qualche evitabile polemica. Giorgio Parisi risulta infatti tra i firmatari di una lettera di diversi anni orsono in cui si osteggiava la presenza di Benedetto XVI a la Sapienza di Roma, cioè presso l’università della capitale fondata proprio da un papa nel lontano 1303.

Il ricordo di questo fatto ha sollevato le gioie degli atei militanti dell’Uaar, convinti di poter usare questo Nobel per le loro battaglie ideologiche, ma anche il risentimento di tanti cattolici che si sono chiesti: “Perché il cattolico Nicola Cabibbo, nel 2010, no, e Giorgio Parisi sì?”.

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Degasperi e Guareschi

Nel libro “Alcide Degasperi. Vita e pensiero di un antifascista che sconfisse le sinistre” viene analizzato il rapporto tra Alcide Degasperi e Giovannino Guareschi, spesso ridotto miseramente ad un solo episodio: lo scontro al calor bianco che ci fu tra i due nel 1954.

Si badi bene alla data: 1954! E’ l’anno della morte di Degasperi, che, l’anno prima ha cessato di essere l’uomo forte della politica italiana.

Quello che si dimentica spesso di dire è che prima di quell’anno, con poche eccezioni, tra i due ci fu un ottimo feeling, e Guareschi indicò spesso in Degasperi il miglior politico italiano: Degasperi, oltre ad essere un galantuomo, è l’unico uomo politico in Italia che abbia classe” (1950).

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News dalla rete
  • Gente seria, tornerà di moda!

    Alcide De Gasperi è una figura gigantesca della storia italiana. Tanto centrale da risultare "utile" per leggere ed interpretare la contemporaneità.… Leggi il seguito…

  • Il Papa, il Conclave. Ogni dittatore ha bisogno di un complotto, prima o poi…

    di Marco Tosatti. Cari amici e nemici di Stilum Curiae, vorrei tornare sulle straordinarie esternazioni fatte dal Pontefice regnante durante il suo incontro con i gesuiti in Slovacchia, e di cui ha già scritto benissimo Americo Mascarucci su queste pagine. Vorrei farlo riportando il lavoro di due persone che certamente non sono sospettabili di non amare il Vaticano, la Chiesa e il Pontefice regnante: Vik van Brantegem e Luis Badilla. Ed entrambi sono rimasti colpiti, per non dire sbalorditi (giustamente….), dalle frasi di papa Bergoglio. D’altronde quando mai nella storia di un dittatore non c’è un momento in cui si grida, più o meno strumentalmente, al complotto? Prologo di chiamata alle armi dei fedelissimi, e di inevitabili purghe…Ma lasciamo direttamente la parola a loro. Buona lettura Leggi il seguito…

  • La Cei tratta (poi ritratta), ma la Messa non è negoziabile

    di Stefano Fontana. L’allineamento della Chiesa italiana continua. Il presidente della Cei Bassetti parla di trattativa con lo Stato a proposito del Green pass a Messa. Poi cerca di correggersi e dice di intendere il protocollo di un anno e mezzo fa. Ma i riferimenti al lasciapassare e al coinvolgimento dei vescovi sono indizi chiari. Però l’uso del pass per partecipare alla Messa non può essere oggetto di “trattativa”. Sarebbe intollerabile e preoccupa che Bassetti abbia usato la parola “trattativa” e abbia dato la disponibilità della Cei ad una contrattazione che sarebbe scandalosa. Leggi il seguito…

  • Riflessioni (amare) sul green pass

    di Iustitia in Veritate. Una serie di articoli, redatti dai collaboratori di Iustitia in Veritate, per approfondire la virulenza liberticida del marchio verde, così come è stato concepito e applicato in Italia.

    1. CONSEGUENZE E PRESUPPOSTI NEFASTI
    L’introduzione e l’estensione ormai indiscriminata del cosiddetto green pass costringe ad alcune considerazioni sulla sua caratura morale, sulle sue implicazioni politiche e giuridiche, sui suoi effetti sulla convivenza civile. Leggi il seguito…