Francesco Agnoli

La vera storia di Guernica, di Picasso

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Non molti giorni fa Repubblica pubblicò una fotografia di una manifestazione pubblica americana organizzata da gruppi ideologici affini, e che quindi doveva essere per forza di cose grandiosa ed imponente.

Detto fatto: si è trovata la foto di un’ enorme manifestazione di alcuni anni precedente e, grazie alla didascalia e ad un’opportuna ridatazione, si è offerta al lettore la versione dei fatti desiderata.

In poche ore, grazie alla rete, è comparsa la verità: Repubblica ha pubblicato una bufala, semplicemente cambiando didascalia e data ad una foto!

Qualcosa di analogo è successo centinaia di volte, soprattutto durante le guerre: basta una fossa comune (ricordate Katyn o il Kossovo?), e poi l’attribuzione: “è stato X”. Magari X è assolutamente innocente, ma molta gente, causa la forza delle immagini, dirà: “eppure noi abbiamo visto!”.

Ma non solo foto. Anche i quadri possono servire ad ingannare.

Una delle balle spaziali più longeve è quelle che i libri di arte, di storia ecc. ci continuano a raccontare sul celeberrimo quadro di Guernica.

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La morte di Albert Einstein e il suo cervello

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Gli ultimi anni della vita di Einstein sono segnati da vari rifiuti, ad esempio alla presidenza di Israele, e dal progressivo prendere familiarità con la morte. Einstein sembra prendere con serenità e ironia la prossima dipartita. All’amico Max Born, scrive di essere ormai considerato, dai colleghi, una “specie di fossile”. Ma la cosa non lo angustia: “Provo soltanto più gioia nel dare che nel ricevere, in ogni senso; non mi prendo sul serio, né prendo sul serio l’affaccendarsi dei più…”.

La morte sta prendendo, uno ad uno, amici e conoscenti, ed Einstein commenta: “Breve è questa esistenza, come una visita fugace in una casa sconosciuta… La via da seguire è scarsamente rischiarata dal lume tremolante della coscienza”. Ad un’amica scrive che “ci si sente trasposti nell’infinito, più o meno soli”. La passione per la musica non è cessata: Albert “suona insistentemente” la Missa solemnis di Beethoven1,

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L’uso strumentale dei diritti umani in politica estera

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L’espressione diritti umani non ha ormai più alcun significato. Diritto dovrebbe essere qualcosa di oggettivo e fondato. Oggi è sinonimo di capiriccio. Per esempio viene definito diritto umano la possibilità per due uomini di comperare ovuli, affittare il corpo di una donna e prodursi così un bambino, privandolo per sempre di sua madre. Questo è un diritto umano o il diritto del più forte?

Ma a parte questo discorso, il tema dei diritti umani viene utilizzato anche in politica estera. E’ un’altra faccia delle guerre umanitarie, delle guerre per l’esportazione della democrazia.. Si deve dare ad una rivalità politica, geopolitica, economica… una patente di nobiltà e si tirano in ballo i diritti umani: su cui gli avversari, guarda caso, sono sempre carenti. Continua a leggere

Dio: una favola per bambini ed anziani?

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Russell Stannard è un fisico americano che indaga il rapporto tra scienza e fede. In Italia è stato pubblicato un suo testo, La scienza e i miracoli, in cui vengono intervistati molti scienziati, sui temi più scottanti. Alcuni di essi, dopo essere stati genetisti, fisici, astronomi, hanno deciso di diventare anche teologi. Perchè la loro scienza non Continua a leggere

Resistenza o guerra civile? Liberazione: il 25 o il 18 aprile?

Con l’entrata in guerra e le prime sconfitte il fascismo aveva cominciato a perdere il consenso popolare accumulato in tanti anni: il popolo, che aveva accettato, bene o male, l’odioso obbligo della tessera, l’intruppamento della gioventù, la retorica del partito ecc., non sopportò la morte dei propri giovani, mandati a combattere con grande superficialità, senza mezzi e senza preparazione, in Grecia o in Russia, per folli manie di grandezza o per servilismo nei confronti di Hitler.

Gli stessi bombardamenti anglo-americani sulla città italiane sollevarono l’ira popolare verso Mussolini: Continua a leggere

Orfani, programmati, di padre

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Si legge talora, sui giornali, di bambini che hanno “due madri“. Come nel caso dei “due padri” si tratta di un inganno.

Occorre dire che il bambino non ha due mamme, ma una sola, e un padre assente, il cui seme è stato comperato, il più delle volte, presso una banca.

Di che qualità sia il seme e quanto sia costato, è un dettaglio non essenziale. Necessario, però, è capire se davvero, per la riproduzione dell’umanità, sia possibile di volta in volta escludere metà di essa: dichiarando ora, nel caso di Lo Giudice o Vendola, l’inutilità delle mamme; ora, invece, quella dei padri. Continua a leggere

Svevo, Montale, e la Pasqua

Con la Pasqua abbiamo festeggiato la vittoria della vita sulla morte. Mors et vita duello conflixére mirando: dux vitae mortuus, regnat vivus.

La morte e la vita conbatterono, in un mirabile duello: il duce della vita, morto, rega vivo“. Così recita lo splendido inno Victimae paschali laudes, per ricordarci che la morte è stata sconfitta per sempre dalla Resurrezione di Cristo, aprendo agli uomini le porte dei cieli. Queste brevi considerazioni mi fanno venire alla mente due scrittori del Novecento, di questo secolo intriso di pessimismo gnostico, di una tristezza mortifera che non ha pari nella storia.

Intendo Italo Svevo ed Eugenio Montale, così simili, per tanti aspetti, ma anche così diversi. Continua a leggere

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