Francesco Agnoli

Harry Wu, il Solgenitsyn cinese

 

Controrivoluzionario, cattolico, reazionario, revisionista: con queste etichette, con queste genericissime accuse, che ricordano le condanne giacobine della rivoluzione francese, e l’articolo 58 del codice penale sovietico, milioni di uomini sono stati e sono rinchiusi a tutt’oggi nei campi di concentramento Continua a leggere

Breve biografia di Albino Luciani (Giovanni Paolo I)

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Si è cominciato a parlare in questi tempi di Albino Luciani, di cui ricorrono l’anno prossimo i 40 anni dalla morte. Luciani è stato una meteora: solo 33 giorni di pontificato, che sono rimasti però nel cuore di molti.

Per due motivi: per la sua evidente e innata simpatia e bonarietà e per le circostanze in parte misteriose della sua morte.

Cosa intendeva fare, quell’uomo venuto dal Veneto, per la Chiesa universale? Chi non gli lasciò il tempo di farlo? Il buon Dio, o gli uomini?

La morte

L’idea che Luciani sia stato ucciso non è soltanto una boutade giornalistica. Non è solo l’ipotesi di David Yallop e del suo best seller da 4 milioni di copie,

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Come il comunismo produsse milioni di orfani

La cultura e le leggi bolsceviche che avrebbero dovuto portare alla “liberazione della donna”, magari contro la “sessuofobia cristiana”, causarono la disgregazione della società, il boom degli infanticidi e degli aborti.

Tanto che i paesi comunisti, dal Vietnam alla Cina, da Cuba alla Federazione russa, mantengono ancor oggi il triste primato degli aborti nel mondo. Ma non è tutto: anche i bambini già nati furono vittime, in massa, dell’ideologia. Riguardo alla famiglia, infatti, all’inizio della rivoluzione comunista si sostenne che la lotta tenace al matrimonio religioso, il lavoro obbligatorio per le donne e l’intervento dello Stato per sollevare i genitori dal “fardello dell’educazione dei figli”, avrebbero portato ad una società armoniosa e felice.

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Alexandra Kollontai, in due discorsi del 1921, aveva infatti dichiarato: “Nella Società Comunista la donna non dovrà passare le sue scarse ore di riposo in cucina, perché esisteranno ristoranti pubblici e cucine centrali in cui si darà da mangiare a tutti…”; neppure sarà più necessario che le donne facciano le pulizie in casa, visto che ci penseranno persone stipendiate ad hoc dallo Stato. Continua a leggere

Giovanni Paolo I: le profezie di Fatima e il decesso

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105 anni fa nasceva Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I. Diventa papa il 26 agosto 1978 e muore 33 giorni dopo. Molto si è discusso intorno a questo decesso, così rapido.
Ucciso?
Morto a causa del suo mal di cuore, aumentato dalle innumerevoli difficoltà nei primi giorni del pontificato?

La seconda sembra la riposta più convincente: i malanni c’erano, i suoi scontri, appena eletto, con il cardinal Villot, segretario di Stato, in odore di massoneria, nemico accerrimo del mondo cattolico tradizionale francese (Mons. Lefebvre compreso), pure.

Luciani aveva avuto, come patriarca di Venezia, una pessima impressione di Marcinkus, e sembra certo che da papa volesse:

1) fare piazza pulita dei prelati massoni, compreso Villot, accusato da molti di far parte della società segreta;
2) imprimere una svolta tradizionale, o conservatrice che dir si voglia, alla Chiesa, in fatto di dottrina (certa la sua decisione di affrontare a muso duro i Gesuiti e le loro innovazioni dottrinali);
3) cambiare completamente lo IOR. Continua a leggere

Jacques Maritain legge Martin Lutero

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Lutero, scrive Jacques Maritain nel suo celebre Tre riformatori, «si appoggiava, per giungere alla virtù, alle sue sole forze, fidandosi dei propri sforzi, delle sue penitenze, delle opere della sua volontà, molto più che della grazia. Praticava così quel pelagianesimo di cui accuserà i cattolici, e da cui in realtà lui stesso non riuscirà ad affrancarsi. Praticamente egli era, nella vita spirituale un fariseo che conta nelle sue opere, come fa fede il suo raggrinzimento di scrupoloso. Si rimproverava come peccato ogni involontaria impressione della sensibilità, e si studiava di acquistare una santità da cui fosse esclusa la minima traccia della debolezza umana».

Ma ovviamente, non riuscendo a raggiungere la perfezione cui tende con troppo orgoglio, finisce per scorarsi, per abbattersi, e per cedere alla tentazione: «rinuncia a lottare, dichiara che la lotta è impossibile», arriva a concludere che «la concupiscenza è invincibile».

Poiché ha troppo fidato in se stesso, poiché ha creduto di potersi auto-redimere, di poter divenire, con le sue forze, una creatura angelica, disincarnata, ora non può che capitolare, e gettarsi dalla parte opposta, finendo in quello che è, per la Chiesa cattolica, uno dei peccati contro lo Spirito Santo: la sfiducia totale, la disperazione della salvezza.

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Alberto Masani (astrofisico): con l’uomo l’Universo ha raggiunto il suo compimento

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Alberto Masani (1915-2005), già docente ordinario di astrofisica all’Università di Torino, direttore dell’Osservatorio Astronomico della città, direttore scientifico del Giornale di Astronomia della Società Astronomica Italiana e pioniere nel campo degli studi sul principio antropico, notava che il principio antropico è estraneo alla cultura greca, mentre “domina la cultura biblica”, in cui la “Terra (e il cielo) viene creata in funzione antropica: dalla polvere del suo suolo viene plasmato l’uomo, elevato alla vita con un soffio vitale”. Masani proseguiva ricordando che “l’idea di creazione, unita alla concezione della natura come libro scritto direttamente dal dito di Dio, spinse ad indagare la natura con un taglio che favorì l’indagine di tipo sperimentale” e concludeva domandandosi se l’uomo costituisce la tappa finale del processo evolutivo o se vi sarà una ulteriore tappa che porterà al superuomo.

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Carlo Magno e Lutero: costruzione e distruzione dell’Europa

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Si parlava, qualche mese fa del Premio Carlo Magno, un premio dedicato all’uomo che fondò il Sacro Romano Impero e unì l’Europa, per la prima volta dopo il disfacimento dell’impero romano. Nel contempo si continua a discutere, essendo nel 2017, di Martin Lutero e del cinquecentenario delle sue famose tesi sulle indulgenze.

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Carlo Magno e Martin Lutero: due figli molto diversi del popolo germanico.

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Il vero volto del Che

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Il mitico Che Guevara fu un ammiratore dello sterminatore Stalin, prima di divenire un seguace entusiasta del più grande massacratore di tutti i tempi, il dittatore cinese Mao Tse Tung. Il Che fu il primo filocomunista e il primo filosovietico, ben prima di Castro, tra i ribelli cubani, e riempì l’isola di manuali e di tecnici russi; fu l’ uomo che durante la crisi dei missili di Cuba del 1962 sperò ardentemente che potesse scoppiare la guerra mondiale tra Usa e URSS, ritenendo che essa avrebbe sconfitto il nemico americano e portato automaticamente la pace e la giustizia sociale ai popoli.

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