Francesco Agnoli

Kurt Gödel: l’universo rimanda ad un Oltre

Godel e Einstein

Piergiorgio Odifreddi, noto divulgatore, ha dedicato uno dei suoi ultimi lavori a Kurt Gödel (1906 – 1978), considerato da molti il più grande logico di tutti i tempi. Anche Odifreddi condivide questo giudizio, ed infatti il suo libro si intitola “Il Dio della logica. Vita geniale di Kurt Gödel, matematico della filosofia”. Pur essendo dichiaratamente ateo, Odifreddi si è spesso confrontato con scienziati credenti, come Isaac Newton, Galileo Galilei eccAnche questo libro è molto interessante, a patto che il lettore sia da principio cosciente del fatto che l’autore tenta talora di strattonare per la giacchetta il personaggio che sta raccontando. Per questo il lettore che voglia approfondire l’insigne logico austriaco dovrebbe leggersi anche “I demoni di Gödel”, di Pierre Cassou-Nouguès.

Ma veniamo al dunque: Godel, i cui contributi nei campi dell’intelligenza artificiale, della logica e della matematica (in particolare i teoremi di incompletezza), sono ben conosciuti, ha invece spesso occultato, volutamente, le sue riflessioni filosofiche e religiose. Riteneva che il suo secolo, il Novecento, segnato dal marxismo, dal positivismo, dal progressismo…, non potesse capirle, impregnato com’era del “pregiudizio materialista”

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Buon anno con Frodo Baggins

La Fede, spiegavano Machiavelli, Marx e tanti altri, è un freno all’azione terrena, impone una visione rassegnata dell’esistenza, perché rimanda tutto all’eternità. Credere nell’aldilà, insomma, impedirebbe all’uomo di essere protagonista nell’aldiqua.

Mi sembra che le cose non stiano così. Cercherò di spiegarlo ricorrendo ad un personaggio de “Il signore degli anelli“: il piccolo Frodo. Egli decide di assumersi un compito molto più grande di lui: prendere l’anello del potere, bramato dal Signore del male, e portarlo là dove può essere distrutto. “Prenderò io l’anello,- afferma- solo non conosco la strada“. Continua a leggere

Mancanza… d’Infinito

Si ricordano in questi giorni i 200 anni dalla composizione del celebre idillio L’Infinito di Giacomo Leopardi.

Leopardi vive in un’epoca decisiva per la storia dell’Italia: nasce infatti durante le invasioni napoleoniche e muore all’inizio dell’età risorgimentale.

Il suo pessimismo deriva anche da qui. Ma andiamo con ordine.

Ognuno infatti è figlio della sua famiglia, oltre che della sua epoca. E i genitori di Giacomo non sono tipetti banali banali, incapaci di lasciare il segno.

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L’Altrove da cui viene la vita

E’ quasi Natale. Nella tradizione cattolica questa festa è legata anche alla bellezza della famiglia, della maternità e della paternità.

Per questo la grande arte ha rappresentato in mille modi la gioia, la tenerezza, la dolcezza di Maria, la docilità di Giuseppe.

Un’amica pittrice, Tiziana Sembianti, però, ha recentemente dipinto un bellissimo quadro, che a prima vista può lasciare stupefatti: la Madonna ha lo sguardo un po’ triste, spaventato! Con la mano copre quella del figlio, quasi a volerlo proteggere.

Divenire padri e madri è una grande avventura che richiede coraggio e fiducia: il figlio porterà con sé gioie e dolori, speranze e delusioni.

Oggi la denatalità, in Occidente, non ha, se non marginalmente, motivazioni economiche: infatti gli italiani facevano molti più figli alla fine della seconda guerra mondiale, sotto le bombe, quando si stava certamente molto peggio di oggi.

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Come parlare dell’affettività a mia figlia? Arrivano i progetti «Mamma/Figlia» e «2 giorni con papà»

Diego Andreolli e Roberta Paletti sono due giovani sposi (nella foto), con tre bambini.

Entrambi insegnanti, con solida formazione sia nel campo pedagogico sia in quello biologico-scientifico, da alcuni anni portano tra i giovani e nelle scuole le loro competenze nel campo dell’educazione all’affettività.

Li abbiamo incontrati per qualche domanda su due bellissimi progetti cui stanno dedicando tempo e passione: “mamma/figlia” e “2 giorni con papà”.

Roberta, in cosa consiste “mamma/figlia”?

«Si tratta di un percorso ideato da una mamma svizzera italiana che, avendo due bambini, un giorno si è chiesta: come parlare dell’affettività a mia figlia?

E così, sfruttando le sue ampie competenze, comprese quelle di insegnante di metodi naturali, ha ideato un percorso che si sviluppa in due pomeriggi, di 3 o 4 ore l’una, aperti alla presenza di 6/8 coppie di mamme con le rispettive figlie».

Solo donne insomma?

«Sì, ci si prende il tempo per stare soltanto con la propria figlia, lasciando il marito e il resto della truppa a casa! E così, accompagnati da persone preparate, in un contesto favorevole ed intimo, si affrontano tematiche molto importanti per lo sviluppo affettivo di una ragazzina.

Noi donne vediamo come siamo fatte, da un punto di vista biologico; cerchiamo di capire cosa accade nella crescita, che significato hanno i cambiamenti del corpo…»

Per proseguire:

https://www.lavocedeltrentino.it/2019/12/04/come-parlare-dellaffettivita-a-mia-figlia-arrivano-i-progetti-mamma-figlia-e-2-giorni-con-papa/

Il misticismo dei matematici

Il legame tra matematica e misticismo data dalle origini della matematica stessa.

Il matematico e logico ateo Bertrand Russell nella sua Storia della filosofia occidentale, parlando di Pitagora ricorda: “La matematica… comincia con lui e in lui è strettamente connessa con una particolare forma di misticismo… L’ideale contemplativo, dal momento che portò alla creazione della matematica pura, fu l’origine di una attività utile… La matematica è, credo, ciò su cui sostanzialmente poggia la fede in una eterna ed esatta verità, nonché in un mondo intelliggibile al di sopra dei sensi. La geometria tratta di cerchi esatti, ma nessun oggetto sensibile è esattamente circolare… Anche le dottrine mistiche sul rapporto del tempo con l’eternità sono rafforzate dalla matematica pura, dato che gli oggetti matematici, come i numeri, anche se del tutto reali, sono eterni e fuori del tempo. Tali eterni oggetti si possono concepire come pensieri di Dio. Di qui la dottrina platonicache Dio sia geometra… Non so di nessun altro uomo che abbia avuto altrettanta influenza nella sfera del pensiero. Lo dico, perché ciò che appare come platonismo, si trova già, se analizzato, nell’essenza del pitagorismo. L’intera concezione di un mondo eterno rivelato all’intelletto, ma non ai sensi, deriva da lui”1.

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Polacchi ed ungheresi conoscono bene il nazi-comunismo

Per capire meglio cosa accade oggi nell’ Ungheria di Viktor Orban e nella Polonia di Jaroslaw Kaczynski, due paesi ex comunisti fortemente identitari, occorre tornare ad uno dei tanti episodi della storia poco raccontati, sebbene cruciali: il patto Von Ribbetrop-Molotov del 23 agosto 1939, che portò allo scoppio della II guerra mondiale e che vide Hitler e Stalin alleati per ben 22 mesi. In quel patto nazi-comunista l’Europa orientale veniva spartita tra  due dittatori.

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Menzogne di ieri e di oggi sul muro di Berlino

In questi giorni celebriamo i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, ma i ricordi si possono fare in tanti modi: si può ricordare tutto davvero, oppure solo quello che interessa (può essere utile fare gli “smemorati”); si può persino appropriarsi del passato, per strumentalizzarlo ancora una volta, adattando quello che si vuole ricordare alle esigenze politiche-partitiche del momento.

Mi spiego meglio: in questi giorni si sente spesso parlare del muro di Berlino, ma assai di rado di chi lo ha voluto e di quello che c’era dietro quel muro e dietro quella cortina di ferro: i gulag da cui prese esempio Adolf Hitler; un sistema repressivo inaudito, paragonabile solo a quello nazista, che portò allo sterminio di milioni e milioni di persone, in tempo di pace; la repressione di milioni di cittadini che venivano sacrificati con ogni scusa, persino se erano sempre stati comunisti.

Talora si scherza, in modo macrabro, ricordando che il maggior sterminatore di comunisti fu… il comunista Stalin, con le sue purghe, piccole e grandi, durante le quali, come ricorda nel suo Stalin (Mondadori, Milano, 1988) Gino Rocca, già giornalista de L’Unità e di Repubblica, circa 5 milioni di cittadini finirono negli ingranaggi della polizia politica, negli anni 1937 e 1938.

Prosegui qui: https://www.lavocedeltrentino.it/2019/11/09/9-novembre-1989-30-anni-fa-cadeva-il-muro-di-berlino/

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Dialogo immaginario tra Alain Turing e Tommaso d’Aquino

Nella storia delle macchine il fisico e matematico Alain Turing (1912-1954) è un nome imprescindibile. Nel 1931 l’autore di The bomb, una macchina elettromeccanica capace di decifrare il codice segreto tedesco Enigma, e l’ideatore della “macchina universale di Turing“, scrive un saggio, Nature of spirit per la madre di un caro amico defunto, Christopher Morcom.

In questo saggio Turing nota che “noi possediamo una volontà capace di determinare, probabilmente in una piccola porzione del cervello, possibilmente su tutto il cervello, l’azione degli atomi. Il resto del corpo agisce in modo da amplificare questa volontà“. Esiste dunque una volontà umana, invisibile, immateriale, eppure efficace, che governa la materia, gli atomi.

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Sacrifici alla Pachamama: feti di lama e bambini di dieci anni

Le PACHAMAME nel Tevere ricordano un fatto storico: nei primi secoli del cristianesimo i pagani preseguitano spesso i cristiani, mandandoli a morire nei circhi, sbranati dalle belve; anche i cristiani, compresi i santi, esprimono il loro credo, distruggendo non le persone ma statuette ed idoli pagani. Li abbattono, li buttano, li sfregiano… Oggi abbiamo una conoscenza molto vaga del paganesimo e dei suoi idoli, e dimentichiamo spesso che tali idoli erano assetati di sangue, animale o umano; che gli uomini, prostrandosi davanti ad essi, vivevano nella superstizione, nella paura, nel terrore.

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