Fabrizio Cannone

La Croix e l’aborto

La Croix è (o era) il quotidiano dei cattolici francesi, fondato dalla Congregazione religiosa degli assunzionisti nel lontano 1883. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti della Senna, ma ancora oggi, come del resto è indicato dal nome (La Croix significa La Croce), “il giornale si proclama apertamente cristiano e cattolico” (Wikipedia).

Già in passato ha mancato a questa ispirazione, e ha preso, attraverso gli editoriali dei suoi giornalisti, delle posizioni alquanto libere. Specie sulle tematiche etiche e bioetiche. Ma c’è un limite a tutto.

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“Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge sul celibato” (Paolo VI)

Papa Francesco, il 28 gennaio 2019, tornando da Panama, ha citato questa nobile affermazione di Paolo VI e la ha fatta propria. Aggiungendo: “Questo mi è venuto in mente e voglio dirlo perché è una frase coraggiosa, la disse nel 1968-1970, in un momento più difficile di quello attuale”.

Eppure vanno aumentando, e non solo in Germania, i teologi del dissenso anti-celibatario. In Italia, un’ottima sintesi delle (false) argomentazioni anti-celibatarie l’ha offerta il teologo Giannino Piana, scrivendo un articolo sul sito della celebre rivista Il Mulino (25.3.2022).

Ci limiteremo a citare e commentare, perché non c’è nulla di nuovo che non ci fosse al tempo di Paolo VI. E Paolo VI vi rispose magnificamente con l’enciclica Sacerdotalis coelibatus (1967).

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Bibbia queer o la banalità del conformismo

Tutti (ri)conoscono gli sforzi di papa Francesco per parlare a chiunque, e per non negarsi ad alcuno. Tuttavia una religione per durare nel tempo deve avere un dna (o minimo comun denominatore) – per quanto piccolo esso sia – essenzialmente immutabile. Altrimenti il cristianesimo di ieri sarebbe una religione diversa da quella di oggi. E la fede di san Francesco, di Dante e di Manzoni sarebbero credenze eterogenee, sia rispetto alla fede della Chiesa odierna, sia rispetto a quella degli apostoli.

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Andrea Tornielli e l’inferno

“L’abuso sui minori è un delitto tremendo. L’abuso commesso sui minori dai chierici è un delitto possibilmente ancora più rivoltante e questo è stato ripetuto dagli ultimi due Papi senza mai stancarsi: grida vendetta al cospetto di Dio che i piccoli subiscano violenza da parte di sacerdoti o religiosi ai quali i genitori li affidano perché siano educati alla fede. È inaccettabile che si ritrovino ad essere vittime di predatori sessuali nascosti dietro l’abito ecclesiastico. Le parole più eloquenti, su questo, rimangono quelle pronunciate da Gesù: chi scandalizza i piccoli sarebbe meglio che gli fosse legata al collo una macina di pietra, e che fosse gettato in mare” (corsivo mio).

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La dignità umana

  • Paolo Pasqualucci, La falsa dignità. Una visione dell’uomo spesso fraintesa, Fede e cultura, 2021, p. 258, euro 19

Il professor Pasqualucci è un intellettuale cattolico affermato e competente in molti ambiti di ricerca. La filosofia, sia classica che cristiana, la storia, il diritto, l’etica, perfino la letteratura, la politica (specie quella che concerne la nostra amata Italia) e l’arte della guerra. In questo saggio il filosofo ci offre un panorama sintetico, ma comunque criticamente valido e ben costruito, sulla nozione – importante ma purtroppo abusata – di dignità umana.

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Cantare contro il suicidio o promuoverlo?

Mezzopieno è un progetto umanistico, di taglio nettamente stoico e filosofico, condiviso da “una rete di persone, ricercatori, docenti, imprenditori, giornalisti, studenti, artisti e associazioni che credono negli esseri umani e nel mondo, nella capacità di creare bellezza e armonia, e nella forza della positività e della collaborazione”.

Il nome del progetto fa riferimento al modo volutamente ottimistico e fiducioso di porsi davanti alla vita e al futuro (il famoso bicchiere di vino da vedersi come mezzo pieno, e non mezzo vuoto!). Ottimismo e coraggio da esercitarsi in particolare davanti alle notizie che, nel contesto pandemico che è il nostro, ma in verità già prima, rischiano di essere segnate da catastrofismo, terrorismo psicologico, pessimismo cosmico, ambientale, climatico, economico e politico.

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L’aumento dei boschi segna la fine del catastrofismo ecologista

Un tempo si credeva che fosse la destra, più o meno estrema, a criticare l’industrializzazione, la modernità e l’urbanizzazione, le quali avevano sottratto l’uomo dal bel “Piccolo mondo antico” (Fogazzaro).

La Bibbia di certe frange della destra italiana ed europea era “Rivolta contro il mondo moderno” del barone filosofo Julius Evola, costantemente ristampato dalle Mediterranee e ormai tradotto in tutti gli idiomi d’Europa.

Così, per alcuni intellettuali di sinistra, il “declinismo”, l’idea cioè che ci sia un declino morale, sociale e culturale da uno o più secoli, sarebbe indice di conservatorismo, di tradizionalismo e quasi quasi di neofascismo.

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Crollo della Chiesa tedesca

La Chiesa cattolica e il cristianesimo in Germania hanno una storia lunga, complessa, a tratti difficile, ma colma di monaci, di cattedrali, di monumenti. E soprattutto di santi e di santità. Da san Bonifacio (675-754), apostolo della nazione, sino a Robert Schuman (1866-1963), di cui papa Francesco ha appena riconosciuto le “virtù eroiche”. Passando per Alberto Magno, il maestro di Tommaso d’Aquino, Pietro Canisio, o nel Novecento Edith Stein, Karl Laisner e Clemens Von Galen, detto il “leone di Münster”.

Ovviamente, dopo la rivoluzione di Martin Lutero (1483-1546), la cristianità tedesca è sempre stata divisa e i cattolici sono divenuti minoranza. Ma una minoranza autorevole, che nei secoli ha recuperato parecchio terreno, mantenendo nel cattolicesimo una parte importante del popolo tedesco, come la Baviera.

Da decenni però la Chiesa germanica soffre di una crisi dottrinale, morale, religiosa, che si configura non più come una “crisi di crescita” o una contingenza storica. Ma come una crisi di fondo, che sembra precedere la scomparsa o la riduzione dei cattolici a una delle tante chiesuole della famiglia protestante.

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Libri 2021… per un’estate davvero liberante!

Nella vita umana e cristiana è facile, facilissimo che ci sia l’eccesso e il difetto. Magari l’eccesso del bere, e il difetto nella preghiera. O l’eccesso di riposo, e il difetto nel lavoro. O perfino l’eccesso di lavoro, e il difetto nella meditazione, nel riposo e nella formazione, umana e cristiana.

Ma proprio perché ci tocca vivere in una società completamente secolarizzata, la formazione resta prioritaria e l’eccesso di lettura è estremamente difficile. A meno che non si legga al posto di compiere dignitosamente il proprio dovere di stato, tutto il tempo dedicato all’auto-formazione è un tempo letteralmente aureo e da lodare.

L’estate, ove più ove meno, è il periodo più propizio per la lettura. Non una lettura affannata e stressante, come quella che ci può essere quando si studia contro voglia per preparare un esame o vincere un concorso. Ma una lettura che sia più attenta, più libera e meno soffocante.

Ecco alcuni dei migliori libri usciti nel 2021 in lingua italiana.

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Formarsi (anche in lockdown) contro l’omologazione

Chi l’ha detto che la pandemia, oltre ad essere un periodo di obbligate penitenze, non sia anche un momento propizio per leggere, riflettere e formarsi? Gli insegnanti non mancano in Italia, anzi abbondano. Mancano i maestri però… E i maestri più efficaci sono quelli che sanno essere anche testimoni, come diceva Paolo VI. E Giovanni Paolo II ripeteva senza tregua che la nuova evangelizzazione deve avere un asse privilegiato nel recupero della cultura.

Ma oggi, come forse mai prima, tutto è cultura e la cultura bagna tutto ed ogni cosa. I libri certo, ma anche la scuola, l’università, lo sport, il cinema, la musica, l’arte, la moda, le tendenze giovanili, le comunità religiose, la teologia, etc. etc. Gli stessi smartphone, tablet, pc possono definirsi “oggetti culturali”.

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