Fabrizio Cannone

Gesuiti anti croce

Abbiamo acquisito nel tempo un’enorme stima per la Compagnia di Gesù, l’ordine religioso fondato da Ignazio di Loyola nel XVI secolo. E questo per due motivi principali. Anzitutto la personalità del fondatore, un vero monaco-soldato al servizio del Re dei re. E poi per la volontà, espressa dai gesuiti in mille scuole e istituzioni, di evangelizzare attraverso la cultura, l’arte, l’insegnamento, la scienza.

Ma anche i migliori hanno dei limiti e un tempo si diceva corruptio optimi, pessima.

Aggiornamenti sociali è una rivista dei gesuiti italiani fondata sotto Pio XII, ma che ha sempre più accentuato, specie dopo il Vaticano II, la tendenza progressista-populista-socialista, collaterale alle sinistre più o meno marxiste.

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Eco-ansia, scuola green e rieducazione scolastica

Secondo il National GeographicL’ansia ecologica non è una diagnosi clinica ma un termine che in molti stanno usando per descrivere le emozioni negative associate alla percezione dei cambiamenti climatici”. Addirittura lo psicologo Matteo Innocenti, oltre ad aver dedicato un intero libro al problema (Ecoansia. I cambiamenti climatici tra attivismo e paura, 2022), ha fondato l’Associazione Italiana Ansia da Cambiamento Climatico.

Matteo Innocenti non nega nulla dei pericoli collegati con il global warming, lo scioglimento dei ghiacciai, l’inquinamento dei mari e la scomparsa di alcune specie animali. Solo che, da psicoterapeuta, misura anche gli effetti psicologici delle paure, che possono essere esagerate, paralizzanti o irrazionali, specie negli adolescenti.

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La Croix e l’aborto

La Croix è (o era) il quotidiano dei cattolici francesi, fondato dalla Congregazione religiosa degli assunzionisti nel lontano 1883. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti della Senna, ma ancora oggi, come del resto è indicato dal nome (La Croix significa La Croce), “il giornale si proclama apertamente cristiano e cattolico” (Wikipedia).

Già in passato ha mancato a questa ispirazione, e ha preso, attraverso gli editoriali dei suoi giornalisti, delle posizioni alquanto libere. Specie sulle tematiche etiche e bioetiche. Ma c’è un limite a tutto.

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“Preferisco dare la vita prima di cambiare la legge sul celibato” (Paolo VI)

Papa Francesco, il 28 gennaio 2019, tornando da Panama, ha citato questa nobile affermazione di Paolo VI e la ha fatta propria. Aggiungendo: “Questo mi è venuto in mente e voglio dirlo perché è una frase coraggiosa, la disse nel 1968-1970, in un momento più difficile di quello attuale”.

Eppure vanno aumentando, e non solo in Germania, i teologi del dissenso anti-celibatario. In Italia, un’ottima sintesi delle (false) argomentazioni anti-celibatarie l’ha offerta il teologo Giannino Piana, scrivendo un articolo sul sito della celebre rivista Il Mulino (25.3.2022).

Ci limiteremo a citare e commentare, perché non c’è nulla di nuovo che non ci fosse al tempo di Paolo VI. E Paolo VI vi rispose magnificamente con l’enciclica Sacerdotalis coelibatus (1967).

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Bibbia queer o la banalità del conformismo

Tutti (ri)conoscono gli sforzi di papa Francesco per parlare a chiunque, e per non negarsi ad alcuno. Tuttavia una religione per durare nel tempo deve avere un dna (o minimo comun denominatore) – per quanto piccolo esso sia – essenzialmente immutabile. Altrimenti il cristianesimo di ieri sarebbe una religione diversa da quella di oggi. E la fede di san Francesco, di Dante e di Manzoni sarebbero credenze eterogenee, sia rispetto alla fede della Chiesa odierna, sia rispetto a quella degli apostoli.

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Andrea Tornielli e l’inferno

“L’abuso sui minori è un delitto tremendo. L’abuso commesso sui minori dai chierici è un delitto possibilmente ancora più rivoltante e questo è stato ripetuto dagli ultimi due Papi senza mai stancarsi: grida vendetta al cospetto di Dio che i piccoli subiscano violenza da parte di sacerdoti o religiosi ai quali i genitori li affidano perché siano educati alla fede. È inaccettabile che si ritrovino ad essere vittime di predatori sessuali nascosti dietro l’abito ecclesiastico. Le parole più eloquenti, su questo, rimangono quelle pronunciate da Gesù: chi scandalizza i piccoli sarebbe meglio che gli fosse legata al collo una macina di pietra, e che fosse gettato in mare” (corsivo mio).

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La dignità umana

  • Paolo Pasqualucci, La falsa dignità. Una visione dell’uomo spesso fraintesa, Fede e cultura, 2021, p. 258, euro 19

Il professor Pasqualucci è un intellettuale cattolico affermato e competente in molti ambiti di ricerca. La filosofia, sia classica che cristiana, la storia, il diritto, l’etica, perfino la letteratura, la politica (specie quella che concerne la nostra amata Italia) e l’arte della guerra. In questo saggio il filosofo ci offre un panorama sintetico, ma comunque criticamente valido e ben costruito, sulla nozione – importante ma purtroppo abusata – di dignità umana.

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Cantare contro il suicidio o promuoverlo?

Mezzopieno è un progetto umanistico, di taglio nettamente stoico e filosofico, condiviso da “una rete di persone, ricercatori, docenti, imprenditori, giornalisti, studenti, artisti e associazioni che credono negli esseri umani e nel mondo, nella capacità di creare bellezza e armonia, e nella forza della positività e della collaborazione”.

Il nome del progetto fa riferimento al modo volutamente ottimistico e fiducioso di porsi davanti alla vita e al futuro (il famoso bicchiere di vino da vedersi come mezzo pieno, e non mezzo vuoto!). Ottimismo e coraggio da esercitarsi in particolare davanti alle notizie che, nel contesto pandemico che è il nostro, ma in verità già prima, rischiano di essere segnate da catastrofismo, terrorismo psicologico, pessimismo cosmico, ambientale, climatico, economico e politico.

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L’aumento dei boschi segna la fine del catastrofismo ecologista

Un tempo si credeva che fosse la destra, più o meno estrema, a criticare l’industrializzazione, la modernità e l’urbanizzazione, le quali avevano sottratto l’uomo dal bel “Piccolo mondo antico” (Fogazzaro).

La Bibbia di certe frange della destra italiana ed europea era “Rivolta contro il mondo moderno” del barone filosofo Julius Evola, costantemente ristampato dalle Mediterranee e ormai tradotto in tutti gli idiomi d’Europa.

Così, per alcuni intellettuali di sinistra, il “declinismo”, l’idea cioè che ci sia un declino morale, sociale e culturale da uno o più secoli, sarebbe indice di conservatorismo, di tradizionalismo e quasi quasi di neofascismo.

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Crollo della Chiesa tedesca

La Chiesa cattolica e il cristianesimo in Germania hanno una storia lunga, complessa, a tratti difficile, ma colma di monaci, di cattedrali, di monumenti. E soprattutto di santi e di santità. Da san Bonifacio (675-754), apostolo della nazione, sino a Robert Schuman (1866-1963), di cui papa Francesco ha appena riconosciuto le “virtù eroiche”. Passando per Alberto Magno, il maestro di Tommaso d’Aquino, Pietro Canisio, o nel Novecento Edith Stein, Karl Laisner e Clemens Von Galen, detto il “leone di Münster”.

Ovviamente, dopo la rivoluzione di Martin Lutero (1483-1546), la cristianità tedesca è sempre stata divisa e i cattolici sono divenuti minoranza. Ma una minoranza autorevole, che nei secoli ha recuperato parecchio terreno, mantenendo nel cattolicesimo una parte importante del popolo tedesco, come la Baviera.

Da decenni però la Chiesa germanica soffre di una crisi dottrinale, morale, religiosa, che si configura non più come una “crisi di crescita” o una contingenza storica. Ma come una crisi di fondo, che sembra precedere la scomparsa o la riduzione dei cattolici a una delle tante chiesuole della famiglia protestante.

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