Claudio Forti

Prima messa nella cattedrale di Notre Dame dopo l’incendio

Sono lieto di tradurre la parte iniziale e l’omelia tenuta dall’Arcivescovo di Parigi, monsignor Christian Alain Aupetit, presente il cardinale di Parigi, André Vingt-Trois, nella cattedrale di Notre Dame il 15 giugno 2019. Questa celebrazione ha assunto un profondo e commovente significato a due mesi dall’incendio che avrebbe potuto fare danni ancor maggiori. Ndt. 17 giugno 2019

Presentatrice. – Buona sera a tutti! Fra qualche istante, in questo 15 giugno, dopo l’incendio che ha distrutto il tetto della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, provocando l’emozione del mondo intero. Notre-Dame di Parigi. Questa Vergine del Pilar (Vergine posta su una colonna), che è stata portata a livello del terreno per essere ripulita, non ha sofferto della disastrosa caduta di molte parti della volta della Cattedrale.

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Mors et vitae duello conflixere mirando: Dux vitae, mortuus, regnat vivus.

(La vita e la morte si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora vivo trionfa).

Prendo lo spunto da un passaggio dalla antica sequenza che viene cantata la domenica di Pasqua fino al sabato successivo, per invitare tutti coloro che desiderano ascoltare – o in diretta o scaricandole dall’archivio di Radio Maria -, le tavole rotonde domenicali, sempre di grandissimo interesse, come del resto le tante altre rubriche di carattere formativo e informativo della Radio di Maria. Domenica scorsa, per esempio, è andata in onda una tavola rotonda condotta da Andrea Morigi con titolo: “Il rogo di Notre-Dame e la cultura cristiana”. Erano presenti lo scrittore e storico italo-francese Alexander Del Valle, che ha presentato il suo ultimo libro intitolato: “Il complesso occidentale”, ora tradotto in italiano, che ha avuto un grande successo in Francia. L’autore spiega nel suo testo da che cosa è nato “l’odio di sé”, che si è sviluppato in Occidente, che potrebbe portarlo alla rovina. Era presente anche Don Gabriele Mangiarotti, direttore del giornale online Cultura Cattolica.

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Franco, come una minestra riscaldata, viene strumentalizzato dal guerracivilismo di sinistra

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Da ACTUALL , quotidiano spagnolo di informazione online – 6 maggio 2019

Raffigurazione della battaglia contro i francesi, del 2 maggio 1808”, di Francisco Goya”.

Se una televisione pubblica di un’ autonomia guidata dal PP (Partito Popolare), fa sua la sciocchezza del guerracivilismo, significa che la destra è passata armi e bagagli al marxismo culturale. Questa tendenza è stata talmente interiorizzata che persino una televisione pubblica controllata dalla destra si fa eco di un delirio ideologico.

Di Alfonso Basallo

Frase per la storia. Una giornalista di Telemadrid, in una trasmissione in cui venivano rievocati gli Atti del Due Maggio, ha affermato che “Nel 1808 il popolo di Madrid non si sollevò contro Napoleone, ma contro Franco. Non andiamo ad indagare se si è trattato o no di un lapsus (anche i francesi sono gli antichi “franchi”), o nella professionalità della veterana giornalista che – si è confusa? – sbagliando secolo, guerra e persino parte (visto che una parte del popolo spagnolo si sollevò, non contro Franco, ma con Franco e contro la Repubblica). Non è questa la questione. Continua a leggere

Stiamo andando verso una nuova rivoluzione?

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Articolo redatto da François Billot de Lochner – 22 marzo 2019
Un recente sondaggio ci fa sapere che il 40% dei francesi è convinto che non saranno possibili cambiamenti nella loro società, senza una rivoluzione! Ma quel sondaggio, in sé stesso, è già una rivoluzione. Mai i francesi, dopo la rivoluzione del 1789, si erano mostrati a tal punto rivoluzionari.
A questo proposito vogliamo ricordare un’interessante cifra in comparazione a quel 40%. Nella primavera del 1789, alla vigilia della Rivoluzione, il 90% dei francesi era cattolico, e gli storici più seri stimano che i rivoluzionari che volevano davvero abbattere la monarchia, erano meno del 5%. Eppure, con meno del 5% di rivoluzionari dichiarati, dal giugno 1789 la Francia fu messa a ferro e fuoco. Quali rischi possono esserci per la nostra società, con una percentuale del 40%? È necessario che ci poniamo questa domanda. Continua a leggere

QUALE FUTURO PER L’EUROPA NEL TEMPO DELLA GLOBALIZZAZIONE?

Tavola rotonda a RADIO MARIA, condotta dalla professoressa Angela Pellicciari, con la partecipazione dell’On. Alfredo Mantovano, di don Stefano Caprio e di Nicola Speranza.

Domenica 17 marzo 2019

Buona sera amici! Questa sera parleremo, come diceva lo speaker, di Europa. È un argomento fantastico, anche se oggi è un po’ deprimente parlarne. Però è un argomento veramente complesso e stimolante.

Allora comincio io con una brevissima, importante introduzione su che tipo di continente è questo in cui viviamo. Quali sono i fatti che l’hanno caratterizzato nel corso del tempo. Poi vedremo come si è arrivati all’impasse attuale, perché certamente si è arrivati a un’impasse serio, per cui si fa fatica a capire quali siano i veri obiettivi che vengono portati avanti dalle autorità che guidano l’Europa. Poi vedremo come ultima appendice, se c’è qualcosa che noi, come cattolici, possiamo fare. Che cosa stiamo facendo noi cattolici perché questa organizzazione di stati abbia una fine degna della storia del continente?

Ora, prima di presentarvi gli ospiti, faccio una breve introduzione. Continua a leggere

La Chiesa e la verità sull’omosessualità

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Da Liberté politique, periodico francese di informazione online

Articolo redatto da François Billot de Lochner – 1 marzo 2019

Al momento della chiusura del summit Vaticano sugli abusi sessuali nella chiesa, è apparso chiaro che i dibattiti hanno girato principalmente attorno alla sola questione degli abusi sessuali sui minori. Continua a leggere

Appello della Associazione Spagnola Avvocati Cristiani per la difesa della croce

Dalla newsletter del 5 febbraio 2019
Durante la lettura del libro La croce rinnegata, di padre Livio Fanzaga con Diego Manetti, mi è giunto questo accorato appello dalla Spagna, che non fa che confermare a quale livello di odio e di rinnegamento di sé e della propria storia possono giungere le nostre élite politiche e culturali. Tutto ciò, mentre il papa afferma che un dialogo con le altre culture e religioni non può esserci, se non partendo da un forte senso di appartenenza alla propria millenaria cultura. Quale futuro può avere l’Europa, se prevale il nichilismo e il relativismo, da cui emerge un pensiero dominante che disprezza o deforma il proprio passato? Ndt.
Caro amico, Rimarrai sbalordito quando sentirai quanto ti sto per raccontare. Continua a leggere

Colloqui minimi: Mosè

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Domanda

Caro Mosè, come la gnosi sta stravolgendo la Genesi per disconoscere la Rivelazione, così sta cercando di “leggendizzarti” (trasformarti in leggenda), al fine di mettere in discussione i Dieci Comandamenti, di cui fosti portatore dal Sinai. Senza Genesi e senza Comandamenti, il bene e il male diventeranno un’opinione e regrediremo al caos. O no?

Risposta (interpretata).

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Hai colto nel segno, caro mio. Nel tuo secolo la nuova teologia che pretende una religione scientifica, sembra aver deciso di sostituire la tradizione con la supposta capacità scientifica di spiegare risolvere ogni cosa. Ciò avviene, tu dici, affinché l’opera di Dio sia più credibile e pertanto debba essere spiegabile più scientificamente? Chissà che fine faranno allora avvenimenti di più di tremila anni fa, come la consegna di Dio delle Tavole dell’Alleanza o addirittura avvenimenti senza tempo come la Creazione? Ma credi veramente che ciò sia una novità? Certo si direbbe che sempre più l’uomo non voglia avere doveri e responsabilizzazione della sua libertà. Ma quando mai ha voluto riflettere, come doveva, per cercare di spiegare cosa è e perché esiste? Anche ai miei tempi l’uomo ha faticato ad accettare di essere stato creato da qualcuno, arrivando poi a venerare idoli che si costruiva da solo. Continua a leggere

La classe moralmente superiore è sempre innocente

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Da ACTUALL quotidiano spagnolo di informazione online – 30 gennaio 2019

Nella foto Juán Carlos Monedero, fondatore di Podemos, in un atto di omaggio a Hugo Chávez.

Possiamo immaginare qualcuno che dica che “il nazional-socialismo è quanto di più contrario a Hitler, perché questo, benché si facesse chiamare nazional-socialista, in realtà non lo era? Ma questo in realtà è ciò che affermano gli appartenenti alla sinistra a riguardo di Maduro, dicendo che “non era socialista e che non lo è mai stato.

Di Pedro Fernández Barbadillo.

Il vantaggio principale di unirsi alla tribù della sinistra o a uno dei suoi clan, dal gay che entra nel partito dei Ciudadanos perché chiede che vengano legalizzati gli uteri in affitto, o il comunista pensionato della Seat di Barcellona, che beve Veterano alla salute di Julio Anguita, non fa che ricevere una patente di innocenza tanto forte da poter resistere a qualsiasi attacco, compresa la realtà (che lo smentisce), in questa perdita che oggi arreca tanto disgusto alla “gente di ordine e progresso”. Continua a leggere

Salviamo il Venezuela dal comunismo cubano

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Da ACTUALL, organo spagnolo di informazione online – Articolo di Angel Fernández – 10.01.2019

Hugo Chavez e Nicolás Maduro in una immagine dell’8 dicembre 2012. Palazzo di Miraflores.

In questo 10 gennaio 2019 il presidente tiranno comunista Nicolás Maduro, giura per il suo incarico di presidente , dopo il fraudolento risultato delle ultime elezioni in Venezuela. Si tratta di un modello di regime tirannico: una dittatura con apparenza di democrazia.

Cerchiamo di spiegare perché deve prodursi una ingerenza internazionale in Venezuela per ragioni umanitarie, affinché venga evitata la morte di milioni di persone, come è sempre successo ogni volta che il comunismo si è instaurato in un paese. Il comunismo sta portando al collasso l’economia del paese in una forma tanto crudele e devastante da produrre migliaia di morti per carestia e infermità dovute alla penuria di alimenti e medicine

Tirannia in Venezuela: dittatura travestita da democrazia

Il regime comunista di Nicolás Maduro è illegale per essersi costituito sulla base di elezioni fraudolente e per aver sequestrato la sovranità del popolo con una forte repressione in favore di una oligarchia di perversi. Continua a leggere

News dalla rete
  • Müller: chi tocca il celibato distrugge la Chiesa

    di Riccardo Cascioli. In un nuovo saggio il cardinale Müller difende Benedetto XVI dagli attacchi per il caso del libro scritto con il card. Sarah. Non c'è nessun antagonismo con il Papa regnante, ma il desiderio di  un legittimo contributo alla verità. Quanto al celibato sacerdotale, Müller sta con Benedetto XVI e il cardinale Sarah: «La penuria di sacerdoti (in numeri come nella qualità) in paesi occidentali un tempo cristiani non è dovuta ad una penuria di chiamate da parte di Dio, quanto invece da una mancanza delle nostre vite nei confronti del Vangelo di Gesù Cristo». Leggi il seguito…

  • Caso Gregoretti, Ricolfi: “Sinistra e giudici divorziano dal buon senso”

    di Stefano Zurlo. Ricolfi: “Ci sono casi in cui il reato dipende dal giudice che prende in mano il fascicolo. La procura aveva chiesto l'archiviazione, il Tribunale dei ministri vuole processare Salvini. Quindi se anche fra i giudici c'è un margine così grande di interpretazione si capisce che la questione è politica. Ma c'è di più. Qui c'è un divorzio dal buonsenso. Anzi no, dal senso comune che è più basico, il buonsenso richiede un minimo di saggezza. Qui stiamo parlando della modulazione dei tempi di un'operazione di sbarco dei migranti. Dov'è il crimine?” Leggi il seguito…

  • Intervista ad Antonio Socci: “Ecco perché la finanza ci vuole privare dell’identità”

    di Giuseppe Pica. Antonio Socci è un giornalista da sempre attento alle questioni religiose ed ecclesiastiche a cui unisce un’approfondita analisi sulla attualità politica e sociale. Lo abbiamo intervistato a poche settimane dalla pubblicazione del suo ultimo libro intitolato “Il Dio mercato, la Chiesa e l’Anticristo”, in cui descrive meticolosamente le vicende più spinose della modernità. Leggi il seguito…

  • Sacerdoti celibi: per la DSC è meglio

    Dottrina Sociale di Stefano Fontana. Approfittando dell’interesse suscitato in questi giorni dal tema del celibato sacerdotale, anche a seguito delle polemiche in atto, possiamo chiederci se un sacerdote sposato possa svolgere meglio il suo ruolo a servizio della Dottrina sociale della Chiesa, oppure se questo esito sia garantito di più dal celibato. Se si interrogassero su questo punto le persone della strada, con ogni probabilità la scelta andrebbe verso la prima soluzione. Risulterebbe facile sostenere che il sacerdote sposato avrebbe più esperienza delle cose della vita sociale, economica e politica, ossia di quegli ambiti di cui si occupa la Dottrina sociale della Chiesa. I suoi insegnamenti in questi campi sarebbero più autorevoli, perché nutriti dall’esperienza diretta. Ma è veramente così? Ad uno sguardo più attento sul posto che il sacerdote occupa nel servizio alla Dottrina sociale della Chiesa parrebbe proprio di no. Leggi il seguito…