Claudio Forti

VIDEO RISPOSTE CON DATI CURIOSI sull’Impero Spagnolo

Grazie al suggerimento della storica Angela Pellicciari ho potuto conoscere, anche attraverso il video che sto per tradurre, lo storico argentino Patricio Lons che, come la prima, ha il pregio di essere controcorrente rispetto ai racconti storici politicamente corretti appresi nelle scuole e dalla cultura dominante. Il suo modo di raccontare i fatti storici è accattivante, anche perché quanto dice è comprovato da una seria documentazione. Certamente molti, ormai convinti quasi dogmaticamente da quanto hanno appreso, storceranno il naso. Ma io mi auguro che costoro abbiano il coraggio di mettersi in discussione. Il video è stato postato il 17 settembre 2019 nella Settimana della Hispanidad. Buona lettura! Ndt).

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Eccomi a voi. Sono Patricio Lons. Mi trovo nel mio luogo di riposo nel regno di Witong, invitato dal suo primo ministro. Comincio a rispondere ad alcune delle domande e osservazioni, a volte stravagenti, che mi hanno posto i telespettatori.

Prima domanda: “Sicché lei vorrebbe consegnare l’Argentina alla Spagna?

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Ci sono dei Re Erode nel Parlamento di Madrid?

Da ACTUALL, giornale spagnolo di informazione online 27/12/2019

Ciò che dovrebbe essere dettato dal buon senso, e cioè la salvaguardia dei più deboli, per legiferare, governare e preservare la propria vita, non si applica in Spagna. Fino a mezzo secolo fa la legge e le istituzioni proteggevano i più deboli senza alcuna discussione. L’opposto era semplicemente barbarie.

di Teresa García-Noblejas

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in questo sabato, 28 dicembre, si celebra la Giornata dei SS. Innocenti. Nel caso in cui non ricordassi l’episodio, tratto dal Vangelo di San Matteo, egli lo racconta così:

«Dopo che i magi si ritirarono, l’Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e disse: “Alzati, porta con te il Bambino e sua madre e fuggi in Egitto; e resta lì fino a quando te lo dico io. Perché Erode cercherà il bambino per ucciderlo». Giuseppe si alzò, prese il bambino e sua madre e di notte partì per l’Egitto e vi rimase fino alla morte di Erode; affinché si adempisse ciò che il Signore aveva detto per bocca del profeta: “Ho chiamato mio figlio dall’Egitto”. Quindi Erode, vedendo che era stato ingannato dai magi, si infuriò molto e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e dell’intera regione».

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Manu, questa sera ascoltami!

Il colpo d’artiglio quotidiano – 5 dicembre 2019

In questo videomessaggio trasmesso da TV Liberté, François Billot de Lochner si rivolge a Emmanuel Macron con graffiante umorismo, ricordandogli la sua promessa di lottare contro il flagello della pornografia.

Manu, tutti noi sappiamo che tu guardi tutte le sere TV Liberté. Ma noi non siamo del tutto stupidi, e devi sapere che abbiamo piazzato degli amici fra il tuo entourage all’Eliseo che ci dicono che tu guardi ogni sera il telegiornale del nostro canale, perché tu sai che noi, oltre al parlare chiaro, diciamo delle cose intelligenti.

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La nostalgia della Guerra Fredda

Articolo redatto da Driss Ghall – da CAUSEUR.Fr– Quotidiano francese di informazione online.

La fine della Guerra Fredda è lontana dall’aver posto un termine all’ideologia comunista. Al contrario, essa ha solo cambiato pelle e, ampliando la sua influenza, è imperante in Occidente.

La fine della Guerra Fredda ha provocato nelle società occidentali un inatteso e devastante movimento di oscillazione, tanto che sembra che il comunismo sia migrato all’Ovest proprio nello stesso tempo in cui lo spirito patriottico e conservatore è passato ad Est. Oggi, i «matti» sono a Parigi e a New York, mentre i saggi si rifugiano a Mosca e a Bratislava. Chi avrebbe potuto immaginare solo 10 anni fa che le università americane e francesi sarebbero diventate terre di missione degli indigenisti e della peggior versione della sinistra e che i governi polacco e ungherese sarebbero stati alla testa della resistenza al multiculturalismo? Il mondo libero non è più un sinonimo dell’Occidente. C’è da credere che il ruolo della cortina di ferro era più per proteggerci dal comunismo, che di isolare l’Europa dell’Est dal capitalismo.

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Compendio di argomenti per cui una società sensata deve rigettare il socialismo

Da ACTUALL, quotidiano spagnolo di informazione online – 15 novembre 2019

In Spagna l’egemonia socialista è il problema numero uno, perché è la causa principale dello smembramento dello Stato. Il comunismo non è altro che una versione estrema del socialismo. Dal punto di vista del sostegno ideologico non c’è una sostanziale differenza fra i due.

Di Silvino Lantero Vallina

La triplice crisi politica, morale e della nazione che viviamo attualmente in Spagna ha a che fare con gli errori dell’ideologia socialista. Sfortunatamente questa ideologia ha un profondo radicamento culturale, e quindi politico, in ampi strati sociali. Molte persone, di fronte ai problemi, reclamano soluzioni socialiste che ci impoveriscono: più spesa pubblica, tutto il potere ai politici, iper-regolazione, monetarismo e misure fiscali confiscatorie, meno imprese private e più intervento pubblico.

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Una banca su tre è a rischio di chiusura

Articolo in video redatto da François Billot de Lochner – 15 novembre 2019

Ogni giorno François Billot de Lochner propone in un breve video televisivo una stimolante cronaca sull’attualità politica, economica, morale, sociale e culturale. Nulla gli è estraneo.

la prestigiosa società di informazioni McKinsey, con sede a New York, ha appena pubblicato un rapporto che ha avuto l’effetto di una bomba… Una banca su tre, nel mondo, sarebbe minacciata da una prossima chiusura.

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Fulton Sheen e l’inganno del Grande Umanitario

Debbo ringraziare di cuore il Direttore di Radio Maria, p. Livio Fanzaga, per aver letto e commentato questa mattina, 23 luglio 2019, nella sua rubrica “Lettura cristiana dei fatti e della storia”, questo profetico sermone che il vescovo e famoso predicatore americano Fulton Sheen, pronunciò in radio nel 1947. Si rimane sbalorditi nel constatare con che lucidità e intelligenza ispirata questo prossimo beato ha saputo “vedere” ciò che anche una quantità ogni giorno più grande di cristiani, abbagliati dal luccichio del progresso materiale e scientifico, e storditi dalla babele delle opinioni in continuo scontro, non riescono a vedere.

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Vincent Lambert: un omicidio di Stato

Articolo redatto da Constance Prazel – Delegata generale di Liberté politique, organo francese di informazione online – 12 luglio 2019

Vincent Lambert è morto. È deceduto lunedì 11 luglio alle 8.24. Qualcuno lo ha considerato come una vittima dell’accanimento terapeutico, ma sarebbe più giusto parlare di accanimento mediatico. Si è voluta la sua morte per dare un esempio, pe «far cambiare le mentalità», per «far progredire le nuove linee», e per altre formule di cui si serve regolarmente la cultura di morte per poterci imporre la sua marcia inesorabile verso l’annientamento di ogni rispetto per la vita e per la dignità umana.

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Christine Lagarde torna in nostro soccorso

Editoriale redatto da François Billot de Lochner per Liberté politique – 5 luglio 2019

È ufficiale: Christine Lagarde sarà a capo della Banca Centrale Europea per succedere a Mario Draghi. Due terzi dei francesi applaudono a questa nomina che viene – si dice – a dare ancora una volta un riconoscimento a livello internazionale alla competenza dei nostri funzionari e dignitari. Ciò significa che due francesi su tre hanno la memoria corta.

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Che cosa ha da insegnarci la Rivoluzione Francese?

Trascrizione della lezione della storica Angela Pellicciari, trasmessa da RADIO MARIA il 17 giungo 2019.

L’ascolto di questa interessantissima e istruttiva lezione di storia, che prende in esame i risultati sociopolitici del periodo storico che viene definito “Civiltà dei lumi” o “illuminismo”, da cui scaturisce la Rivoluzione Francese, mi ha fatto ricordare un famoso passo scritto dal profeta Isaia molti secoli prima della venuta di Cristo. Questo versetto dice: «Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce». Da chi sarebbe stata impersonata questa “grande Luce”? Dal Messia, che era atteso da tutto il popolo di Israele. “Ma quando quella Luce venne nel mondo – dice Giovanni nel prologo al suo Vangelo –, i suoi non l’hanno accolta”, o perlomeno una piccola parte del suo Popolo l’accolse e la diffuse tra i gentili (tra i pagani), tanto che si diffuse fino al punto da trasformare la civiltà politeista dell’Impero Romano, in quella che venne poi definita Civiltà cristiana”. Una civiltà che ebbe il suo massimo splendore nella parte centrale del Medio Evo.

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News dalla rete
  • Dopo elezioni, per i cattolici una strada dal basso

    di Stefano Fontana. Anche dopo le elezioni in Emilia Romagna, molti cattolici-che-intendono-distinguersi-dai-cattolici-democratici si chiedono cosa fare. Bisogna essere realisticamente scettici verso la politica da cui non è mai lecito attendersi troppo rispetto al poco che sa dare. Però non si può nemmeno abbandonarla a se stessa, dato che molti aspetti importanti della vita comunitaria passano ancora da lì, nonostante i limiti dei suoi protagonisti. Per tentare una risposta al “che fare?” bisogna da un lato dare una valutazione della recente vicenda elettorale emiliano-romagnola e dall’altro tornare ai fondamenti. Proviamo a farlo. Leggi il seguito…

  • Il naturalismo politico e la crisi del diritto in Matteo Liberatore

    di Silvio Brachetta. Questo ampio intervento di Silvio Brachetta si aggiunge a quelli di Stefano Fontana [leggi qui]e di Riccardo Zenobi [leggi qui], già pubblicati nel nostro sito. Continua così la nostra riflessione sulle conseguenze, anche attuali, del naturalismo politico. Leggi il seguito…

  • Il Pd è sempre più marginale e localistico, ma la destra ha bisogno di una nuova spinta liberale

    di Eugenio Capozzi. Per interpretare correttamente il significato delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e in Calabria occorre subito sgombrare il campo da due letture assolutamente fuorvianti: dalla tesi, cioè, secondo cui il risultato  emiliano-romagnolo rappresenti una vittoria del Partito democratico, e da quella secondo cui esso sia una sconfitta personale di Salvini. Leggi il seguito…

  • Il Sistema ha retto ma l’Emilia Romagna ormai è “rosa”

    di Giuseppe Leonelli. La grande sfida in Emilia Romagna finisce con una vittoria inequivocabile e personale per Stefano Bonaccini. Perché degli otto punti di distacco che segnano il suo trionfo, con il 51,41%, sulla candidata di centrodestra Lucia Borgonzoni (ferma al 43,65%), ben 5 sono dovuti al suo valore aggiunto, dato sia dal voto disgiunto sia dai voti dati direttamente al governatore uscente. Leggi il seguito…