Andrea Bartelloni

In morte di Bukovskij

Domenica 27 ottobre è scomparsa una delle principali figure della dissidenza sovietica all’epoca di Breznev, Vladimir Kostantinovic Bukovskij. Nato in Russia il 30 dicembre 1942 fondatore di “Cronaca dei fatti correnti”, un foglio di informazione che all’interno del samizdat diffondeva notizie che nessuno avrebbe mai letto sugli arresti, sulle violazioni dei diritti umani, i processi e altri fatti relativi al mondo del dissenso. Trascorse dodici anni tra prigioni, campi di lavoro e ospedali psichiatrici fino all’espulsione dall’Urss nel 1976 grazie ad uno scambio con il leader del partito comunista cileno Luis Corvalàn.

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In memoria di Jurij Mal’cev

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«E non aspettavamo una vittoria, non ci poteva essere la minima speranza di vittoria. Ma ognuno voleva avere il diritto di dire ai propri figli: “Io ho fatto tutto quello che ho potuto»

Vladimir K. Bukovskij, Il vento va e poi ritorna, 1978

«E sia, mettetemi dentro ma non posso rinunciare a dire quel che penso e devo dirlo a voce alta, la schiena diritta, se voglio continuare a mantenere il rispetto per me stesso»

Jurij Mal’cev

Nell’anno centenario della Rivoluzione d’Ottobre è morto, nella sua casa nelle prealpi bergamasche, uno dei più importanti studiosi del dissenso nell’Unione Sovietica: Juri Mal’cev. Nato nel 1932 a Rostov-na-Donu (Rostov sul Don) si laurea in filologia all’università di Leningrado e insegna lingua italiana all’università di Mosca traducendo in russo autori italiani tra i quali Moravia, E. De Filippo, Zavattini.

Il suo dissenso verso il regime comunista inizia nel 1967 fondando il «Gruppo di iniziativa» per i diritti dell’uomo che lo porta a sperimentare l’esperienza di essere, prima allontanato dall’università e poi internato in manicomio; nel 1974 riesce a lasciare l’Unione Sovietica. L’Italia lo accoglie e inizia a insegnare a Parma, Perugia e alla Cattolica di Milano testimoniando sempre la realtà del sistema sovietico. Continua a leggere

Parte la campagna di National Geografic Italia per la legalizzazione della cannabis

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«Tutte le campagne antiproibizioniste sono state vinte quando sono scesi in campo i malati», così si esprime Andrea Trisciuoglio dell’associazione Lapiantiamo! nel numero di giugno di National Geografic Italia chiudendo il servizio di Luigi Mastrodonato. La pensa così anche il presidente della National Organization for the Reform of Marijuana Laws «per legalizzare la cannabis dobbiamo seguire la strada dell’accesso alla marijuana per scopi medici», vero e proprio grimaldello per avvicinarsi alla liberalizzazione, come se l’utilizzo a scopo terapeutico di una sostanza come, ad esempio, la morfina, peraltro utilizzata da moltissimi anni come potente antidolorifico, dovesse portare alla sua distribuzione nelle tabaccherie e alla sua legalizzazione per uso ricreativo. Continua a leggere

Le droghe e il caso dell’Islanda

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Come evitare che i giovani cadano nel tunnel delle droghe e delle sostanze d’abuso? È una domanda difficile che trova risposte non univoche e spesso cozza contro preconcetti ideologici, ma in un piccolo paese d’Europa se la sono posta e hanno trovato una risposta. Si tratta dell’Islanda, paese con poco più di trecento mila abitanti nel quale, forse è più facile portare avanti esperimenti di “massa”, ma che, comunque, ha combattuto e vinto la battaglia contro le dipendenze. In venti anni Continua a leggere

Scienza e marijuana

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La cannabis erroneamente e comunemente viene ritenuta poco o per nulla dannosa” è così che si esprime il dott. Antonio Floriani, medico psicoterapeuta, uno dei sei esperti che la rivista Scienze (www.bbcscience.it) ha interpellato per affrontare il tema marijuana.

La verità sulla marijuana. Droga o medicina? È il titolo del servizio che nelle sue conclusioni non lascia dubbi: Continua a leggere

Comprano tutto

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L’ Arabia Saudita ha in programma di creare un nuovo fondo sovrano per gestire parte della sua ricchezza petrolifera e diversificare i propri investimenti. Secondo fonti vicine, il governo saudita avrebbe chiesto alle banche e alle società di consulenza di presentare proposte per il progetto.

Con il crollo record del prezzo del greggio, sui 30 dollari al barile, le finanze saudite sono allo stremo. Il nuovo fondo potrebbe cambiare il modo in cui decine di miliardi di dollari sono investiti, influenzando così alcuni dei principali gestori al mondo, in particolare negli Stati Uniti, dove sono gestite la maggior parte delle attività estere dell’Arabia Saudita. Il nuovo fondo sovrano dovrebbe idealmente essere creato dai 12 a 24 mesi. Nessun commento da parte del governo”. Continua a leggere

Joseph de Maistre contro Jean-Jacques Rousseau

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Oggi parlare di stato di natura risulta scorrettissimo politicamente. La legge naturale è scomparsa da qualsiasi ragionamento e tutto è relativizzato o orientato dalla società o dalla cultura. Perfino il genere sessuale non è più quello di…natura. Ecco allora che il pensiero di Joseph De Maistre viene ad illuminare questa fase storica nella quale viviamo come le “spade sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi d’estate” che ricordava Chesterton.

Jean-Jacques Rousseau (1712-1778) nel suo Discorso sull’origine della disuguaglianza esprime un pensiero incentrato sulla casualità di eventi che sarebbero anche potuti non accadere. In queste affermazioni si ritrova buona parte del pensiero scientifico evoluzionista: la casualità ci ha portato fino a dove siamo, ma, sempre per caso, avremmo potuto prendere altre strade.

Per caso – dice ancora Rousseau – due selvaggi si incontrarono e decisero di vivere assieme; per caso un seme cadde in terra e un altro selvaggio si accorse Continua a leggere

News dalla rete
  • “Ridurre gli stipendi ai Parlamentari? Si, sulla base del loro reddito precedente!”. Parla Giovanardi

    di Giuseppe Leonelli. “La proposta dei 5 Stelle Di Maio e Crimi di dimezzare lo stipendio dei parlamentari per tutta la durata della legislatura è un segnale forte al Paese che va però equamente emendato”. A parlare è l’ex Ministro dei Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi. Leggi il seguito…

  • Orban, la Costituzione ungherese e la dittatura dell’ignoranza

    di Bilbo Baggins. Forte della straordinaria autorevolezza politica e morale che le deriva dalla splendida, solidale, lungimirante ed empatica gestione della crisi pandemica in atto, l’Unione europea mette sotto osservazione il disegno di legge con il quale il premier ungherese Orban propone al Parlamento ungherese l’approvazione dello stato di emergenza, ai sensi dell’art. 53 della vigente costituzione. Leggi il seguito…

  • In guerra i governi si cambiano

    Questa emergenza si combatte su tre fronti. Due assai più visibili: quello sanitario e quello economico. L’altro più mimetizzato: quello istituzionale. Chi conosce la storia, però, sa che quest’ultimo non va né sottovalutato né perso di vista. Alla fine ti presenta il conto e se non lo si presidia a dovere è su quella trincea che si determinano le perdite più gravi in termini di democrazia e soprattutto di legalità. Leggi il seguito…

  • Globalizzazione, un magistero da ripensare

    di Stefano Fontana. Quanto sta accadendo a causa del coronavirus costringe a ripensare il tema della gflobalizzazione, anche per quel che riguarda il magistero. Se Giovanni Paolo II e Benedetto XVi erano prudenti, l'attuale pontefice si è molto lanciato nel globalismo. Ma il prossimo dovrà rivedere tutto il dossier. Ecco come. Leggi il seguito…