Alessandro Benigni

Come si potrà tornare indietro?

ideologia-gender_convegno_romaTutta la logica, perversa s’intende, della gender invasion si fonda su alcuni principi di base: l’avanzata subdola per piccoli passi, testando ogni volta la reazione dell’opinione pubblica prima di proporre un nuovo passo in avanti verso il degrado antropologico (secondo il principio della rana bollita, come Noam Chomsky ha ben spiegato), la negazione pervicace dell’evidenza, fino a sconfinare nella psicosi, l’utilizzo di un linguaggio ambiguo e fumoso ma ad alto impatto emotivo, la leva sui sentimenti di giustizia pietà della popolazione (costantemente indirizzati e guidati dove si vuole, non dove effettivamente andrebbero riversati), il bisogno inconscio di giustificare il male per sentirsi giustificati del proprio e, non da ultimo, il mettere tutta la società di fronte a degli stati di fatto dai quali è poi molto complicato trovare facili vie d’uscita. Continua a leggere

Altro che omofobia: perché non parliamo di eterofobia, normofobia, genofobia e paidofoba?

omofobiaOmofobia”, “omofobo”. Sono questi i peggiori termini che oggi si possono utilizzare contro qualcuno, con l’intento (garantito a priori) di farlo tacere: indicare nel pensiero dell’interlocutore tracce di omofobia, additarlo come un pericoloso omofobo. Il gioco è fatto. Basta il sospetto ed immediatamente l’inconscio collettivo opera la traslazione: costui è un pericoloso sovversivo, un danno per la società: l’omofobia – diagnosticata a priori – è (fra)intesa come sintomo di una patologia, avvisaglia di arretratezza culturale e di incapacità mentale ad accettare la bellezza dell’amore libero, del “love is love” – non si è bene capito poi avversione per cosa, di preciso: per gli omosessuali, per l’omosessualità in generale, o per l’agenda LGBT, o ancora per i diritti di tutti a fare un po’ come gli pare, anche sulla pelle dei più piccoli. O chissà cos’altro. Ma l’importante è tacere: che si stia a guardare, mentre il mondo si ammoderna. Ce lo chiede l’Europa. Sennò si è “gente da medioevo”. E quello che ci si aspetta è – nel migliorerei casi – un bel programmino di rieducazione culturale:per chi non c’è stato abbastanza, si tratterà di tornare a scuola. Continua a leggere

Conchita, il problema del trascinamento

sanremo2015-conchita-wurst-3Sanremo 2015: l’annuncio della partecipazione di Conchita Wurst (la drag queen austriaca – un travestito con tanto di barba – vincitore dell’Eurovision Song Contest 2014) ha provocato e continua a provocare molto scalpore. Polemiche su polemiche: sull’opportunità della sua presenza in una trasmissione così importante della RAI, in prima serata, sul compenso (che in un primo momento sembrava di 120 mila euro, poi di 12 mila, ancora non è chiaro a quanto ammonti), polemiche su alcune associazioni del mondo cattolico che hanno invitato il pubblico a boicottare il Festival e a tenere lontani dalla TV i bambini. Infine ancora polemiche sull’effettiva consistenza artistica e canora di questo personaggio: qualcuno si chiede infatti dove sarebbe arrivato con le sue sole doti di cantante se l’astuto Tom Neuwirth (è questo il suo vero nome) si fosse presentato fin dall’inizio in giacca e cravatta invece che con reggiseno e tacchi a spillo.

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Supremazia delle scienze? Fine dell’etica

scienza e eticaSpaventa davvero la velocità con cui questa morsa a tenaglia invisibile si stringe sul mondo occidentale, in un’indifferenza quasi totale. Nel tempo in cui ogni valore viene messo in discussione, in mancanza di una morale solida e condivisa, il nostro mondo si dà ciecamente in consegna alla “scienza”. E’ questo affidamento ingenuo che appare a qualcuno una morsa a tenaglia, appunto, perché in questo modo da una parte diventa meccanicamente lecito ciò che è tecnicamente possibile e dall’altra viene inconsapevolmente percepito come normale ciò che viene tecnicamente stabilito come tale. Continua a leggere

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