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Il femminismo materno

“Oltre al diritto di partecipare alla vita politica, nelle prime rivendicazioni «avanzate dalle donne delle classi medie», si afferma l’idea che «il lavoro e la maternità non potevano e non dovevano cumularsi, almeno nelle prime fasi della maternità». In questo femminismo, definito anche «femminismo materno» o «maternalismo femminista», la maternità viene per lo più vista non come «una questione isolata, bensì come la condizione unificante del sesso femminile». Tra il 1890 e il 1920 circa, la maggior parte delle femministe, di qualsiasi colore politico, ritiene il lavoro domestico e la cura dei figli un compito primariamente femminile, rivendicando però il riconoscimento di maggior dignità al lavoro di madre e di casalinga: le madri che allevano i figli svolgono una funzione sociale importantissima, che deve essere riconosciuta anche economicamente. Il lavoro domestico non è una questione privata, ma pubblica; non è degradante, ma essenziale per la famiglia e la società” (da: Donne che hanno fatto la storia)

La misoginia? Leggere i filosofi atei

È uscita da poco una nuova edizione del libro “Donne che hanno fatto la storia“, a cura dello storico Francesco Agnoli e della psichiatra Cristina del Poggetto.

Si tratta di un saggio storico che affronta la storia delle donne mettendo in luce il contributo di molte figure femminili alla civiltà soprattutto europea, analizzando le differenze tra la visione della donna propria del mondo antico pagano, greco e romano, e quello cristiano, per proseguire con un’analisi che mette in luce la misoginia spesso dimenticata di pensatori illuministi e di filosofi dell’Ottocento e del Novecento.

L’ultima parte è dedicata alle differenze tra i vari movimenti femministi riguardo a tematiche come prostituzione, utero in affitto, aborto ecc., e alle differenze biologiche e psicologiche tra uomo e donna (LINK AMAZON).

Pubblichiamo di seguito alcuni passi dedicati alla visione della donna di due filosofi tedeschi dell’Ottocento, Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche.

Per proseguire: https://www.lavocedeltrentino.it/2022/10/19/le-donne-secondo-arthur-schopenhauer-e-friedrich-nietzsche/

Martino Chieffo a Trento

Quindici anni orsono, nell’agosto 2017, moriva, a causa di un tumore al cervello, il cantautore e docente romagnolo Claudio Chieffo.

Chieffo divenne famoso soprattutto negli anni Sessanta ed Ottanta, come cantautore cattolico impegnato in Comunione e Liberazione.

Erano anni caldi, gli anni della contestazione, dell’utopia, dell’ideologia che portava alle spranghe e alle pistole, che prometteva un “mondo nuovo” e migliore, e Chieffo si trovò, come tanti giovani della sua generazione, a fare i conti con il presente e con la tradizione cattolica di cui era figlio, ma che come tanti aveva dimenticato, per poi ritrovare con nuovo slancio.

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Cristiani nel tempo delle “emergenze”

Custodire, difendere, tramandare la fede

Partecipa al IX Festival di Fede & Cultura! Iscriviti oggi stesso anche coi tuoi bambini.
Clicca qui per partecipare, posti limitati

Dopo due anni di immobilità ritorna il Festival di Fede & Cultura, una domenica di preghiera, conferenze, dibattiti, condivisione, testimonianze di fede e battaglia culturale e spirituale per conservare e tramandare la Fede che salva! Non mancare! Hai tempo fino a domenica per dare la tua adesione!
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USA: la clinica degli orrori del dottor Gosnell

Kermit Gosnell (Ap)MILANO – Il dossier di 18 pagine del Gran Giurì si intitola “The Intentional Killing of Viable Babies” (l’uccisione volontaria di bambini vivi). Parla di una vicenda di cronaca agghiacciante che vede protagonista un medico abortista di Philadelphia e una clinica dove avvenivano una serie di orrori inimmaginabili. Una vicenda che ora viene alla luce grazie all’inizio del processo.

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Benvenuti nella “fabbrica degli aborti” Usa. Qui si scartano bambini anche in base alla razza e al sesso

Il colosso americano degli aborti Planned Prenthood, che solo nel biennio 2011-2012 ha potuto contare su 540 milioni di fondi federali per praticare oltre 327 mila interruzioni di gravidanza, «non dovrebbe ricevere neppure un centesimo delle tasse dei contribuenti». È il messaggio di accompagnamento a un rapporto di 60 pagine intitolato “Bugie, corruzione e scandali. Sei anni di denunce su Planned Parenthood”, pubblicato nei giorni scorsi e distribuito ai membri del Congresso degli Stati Uniti come parte di una nuova campagna tesa a far sapere a cittadini e legislatori cosa accade veramente all’interno delle cliniche gestite da questa controversa società.

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