L’Immacolata, o il luogo dell’Incarnazione

Leonardo da Vinci, Madonna col Bambino, San Giovannino e un angelo, o La vergine delle rocce, 1483 e il 1486, o/tavola 199×122 cm Parigi, Museo del Louvre

Colletta

O Padre, che nell’Immacolata Concezione della Vergine
hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio,
e in previsione della morte di lui
l’hai preservata da ogni macchia di peccato,
concedi anche a noi, per sua intercessione,
di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.

Commento artistico-spirituale al Vangelo della solennità della IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA GIOVEDÌ 08 DICEMBRE 2022

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

Il benedettino Eadmero, (secolo XI) raccoglie l’eco della fede del popolo di Dio e si pronuncia per il concepimento di Maria priva di ogni peccato. Giovanni di Ramiroy nel 1435 sollecita i padri conciliari riuniti a Basilea che quattro anni dopo promulgano un decreto in cui si dichiarava che la credenza nell’Immacolata Concezione era conforme alla fede cattolica e alla Sacra Scrittura. In seguito all’istituzione della festa dell’Immacolata Concezione da parte del papa Sisto IV, francescano che approva il nuovo formulario dell’ufficio da cantarsi l’8 dicembre nelle chiese dell’ordine e di Roma, nel 1477, a Milano nella chiesa di S. Francesco Grande (vicino all’attuale Università Cattolica e abbattuta agli inizi dell’800) viene dedicata la cappella a destra dell’ingresso, sotto la tutela dei laici della Confraternita dell’Immacolata Concezione. Proprio la stessa Confraternita il 25 Aprile 1483 incarica Leonardo di dipingere una scena con la Vergine e Gesù Bambino accompagnati da Davide e Isaia quale scomparto centrale di un trittico, da esporre nella cappella entro l’8 dicembre per la festa dell’Immacolata.
Nacque così il capolavoro «Madonna col Bambino, San Giovannino e un angelo», meglio conosciuto come «La vergine delle rocce», realizzata tra il 1483 e il 1486, oggi visibile al Louvre di Parigi. Grande meraviglia dei confratelli dell’Immacolata, e di quanti videro l’opera perché Leonardo non tenne conto delle indicazioni della committenza e meno ancora dei modi soliti utilizzati dalla tradizione artistica. Il trentunenne, appena arrivato da Firenze, decise infatti di rifarsi al leggendario incontro tra i piccoli Gesù e Giovanni raccontato nei testi apocrifi sull’infanzia di Cristo e di esaltare la singolare purezza di Maria dipingendo in lontananza, all’interno del paesaggio roccioso, un corso d’acqua. Il personaggio principale, la madre di Gesù, al centro, in profonda meditazione sembra trattenere il piccolo Giovanni genuflesso, rivolto in preghiera a Gesù Bambino che, più in basso, sostenendosi con la mano sinistra appoggiata a terra, sta benedicendo il cugino. Nel contempo Maria con la mano sinistra si protende in avanti come a voler proteggere il Figlio alle cui spalle un angelo dal volto molto dolce rivolto allo spettatore, con un vistoso mantello rosso, indica il ventre di Maria con l’indice della destra.
Scrive Andrea Dall’Asta: «Se l’angelo indica il grembo materno, è per significare che il grembo di Maria è la vera grotta, la caverna della fecondità, il luogo dell’Incarnazione. Maria, la fanciulla benedetta sin dal ventre materno, è colei che genera e nell’oscurità di una caverna, nel ventre verginale di una donna, Dio nasce. La redenzione si origina da quel ventre da cui viene alla luce il figlio di Dio. Avvolta dal mantello stesso del cielo che copre la scena nello sfondo, specchio del firmamento celeste, quella fanciulla è la Madre».

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