Il secondo grande fiasco della Walt Disney: una novità da perdere!

Nei suoi 99 anni di storia, la Walt Disney Company, comunemente conosciuta come Disney, ha sempre prodotto cartoni animati, documentari, film di grande successo.

Amata dal grande pubblico americano e non, per quella sua aria di innocenza e accettabilità morale, ha svelato sempre più i suoi veri intenti: distruggere la cultura nei bambini andando alle radici.

Sembrano parole dure, queste, dirette a un colosso a noi noto per produzioni come Topolino, o Paperino, o di tanti altri personaggi che conoscete meglio di me.

Tutti i rispettabili ragazzotti americani ed europei non sono cresciuti a pop-corn, Disney e fumetti? Come non dimenticare come la Walt Disney Company abbia sistematicamente lavorato per distruggere la fantasia infantile, rovinando quel patrimonio universale costituito da leggende e fiabe, reinterpretato sistematicamente e privato della sua originalità?

E le fiabe registrate su disco? I Genitori e i Nonni le trovavano comode per farsi sostituire nelle narrazioni ai loro piccoli, e, mentre la sera guardavano in soggiorno i loro film, trovavano comodo lasciare i loro figli alla balia Disney, dimenticando che una fiaba deve esser narrata dalla persona legata da affetti e da una storia di vita. Ma a quasi tutti andava bene così.

Ma, forse, a quanto pare, la tendenza si sta invertendo. Prima, il film “Encanto” ha raggiunto solo un terzo degli incassi previsti e, ora, il nuovo, ultimissimo e pubblicizzatissimo film, dal titolo Strange world-Un mondo misterioso, uno strano mondo, vale a dire, il mondo del diverso, è stato disertato.

Il motivo? I genitori e i Nonni si sono accorti che era solo un cavallo di Troia per fare accettare ai bambini l’ideologia Lgbt e non solo un invito al rispetto delle persone.

La storia d’amore tra adolescenti gay non ha decisamente convinto. Non convince che essere gay sia “normale” nel senso di essere un valore.

Un altro dei suoi fallimenti si è verificato durante la prima di “Lightyear” quando, a causa della presentazione di una relazione omosessuale tra due donne, culminata nella comparsa di un bacio lesbico, più di 14 paesi hanno proibito la trasmissione del sequel di “Toy Story”.

Come è già di dominio pubblico, la Disney segue una agenda Lgbt tesa ad indottrinare i bambini e sembra insistere instancabilmente nella sua “crociata”, nonostante subisca fallimenti al botteghino

(Da informazionecattolica.it dell’1.12.2022 a firma di Angelica La Rosa)

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