Quando mancano i modelli educativi

Prof. Pasquale Riccardi, Psicologo-Psicoterapeuta del
Centro Logos di Casapulla (CE)

Ringraziamo il Prof. Pasquale Riccardi, psicologo-psicoterapeuta, per il presente contributo con il quale continua un rapporto iniziato lo scorso anno in occasione delle tre interviste curate da Marcello Giuliano per PAIDEIA web (1).

Il Prof. Pasquale Riccardi è docente del Centro Logos, Scuola di Specializzazione Psicoterapia Analitico Transazionale, riconosciuta M.I.U.R. di Casapulla, in provincia di Caserta, fondato e diretto dal Prof. Salvatore Ventriglia ed esercita anche per l’Asl con incarico di alta specializzazione in patologie comportamentali, con un’ esperienza trentennale. È membro della Associazione di Psicologia Cattolica e fin dal 2012 conduce su Radio Maria la trasmissione “Ogni vita è una vocazione”. È “Docente a incarico per la seconda università di Napoli, Federico II”, Polo Didattico Nola.

Oltre ad aver scritto numerosi articoli scientifici e divulgativi, ha all’attivo diversi libri tra cui: Ogni vita è una vocazione, per un ritrovato benessere, 2014; Parole che trasformano, psicoterapia dal vangelo, 2016; Psicoterapia del cuore e Beatitudini, 2018, La Dimensione amorosa tra intimità e spiritualità (6 Maggio 2021) ed altri sono in preparazione.

Da sempre il mondo degli adulti si è arroccato il potere di insegnamento ai più giovani. E da sempre esiste quel gap di generazioni contro: «D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera» (Lc 12,49-53). Sembra, nelle parole dell’evangelista Luca, il ripetersi di quel gap di generazioni contro.

La storia si ripete o è sempre la stessa? Sta di fatto che ancora assistiamo a generazioni di adolescenti e giovani ribelli, fragili, e criticate da adulti. Ma è possibile che proprio questa ribellione e fragilità non sia il grido di richiamo per adulti assenti? Assistiamo a fenomeni di baby gang, di bullismo e cyberbullismo, di giovani trapper che cantano di violenza e trasgressione. Dipendenze dai social e dalle connessioni sempre più in aumento, lo testimoniano gli aumenti di comportamenti autolesivi, da sballo. Lo dicono le statistiche di adolescenti che tentano il suicidio configurandosi, questi, come seconda causa di morte fra i giovani. Cosa si nasconde dietro tutto questo? Personalmente, leggo nella fragilità dei giovani la fragilità adulta che fa fatica a rispondere ai bisogni di coerenza e sicurezza di cui un giovane ha bisogno per la sua evoluzione. 

Troviamo adulti che non sanno accettare i loro fallimenti; adulti narcisi che si postano sul social per il gusto di apparire e sedurre; adulti narcisi che hanno occhi per sé stessi trascurando chi è al proprio fianco; istituzioni familiari in crisi di valori e stabilità.

È probabile che noi adulti siamo i primi ad essere fragili ed a non sapere più sostenere la fragilità e i fallimenti? È probabile che noi adulti non rappresentiamo più un modello di riferimento? E se non siamo un riferimento come possiamo spiegare, insegnare, educare un figlio, un adolescente. “A che ti giova insegnare agli altri, se intanto tu per primo non ascolti te stesso?”, dice il poeta Francesco Petrarca. Ed ancora in tempi addietro, Gesù afferma il principio di ascoltare sé stesso, di riconoscersi nei propri difetti prima di accusare o giudicare l’altro: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello» (Lc 6 41-42).

Non posso non essere d’accordo con il principio biblico delle colpe dei padri che non debbano ricadere sui figli (Dt 24,16 e Ezechiele 18,20). Allora ci si chiede: quale intervento possibile per giovani in crisi e fragili? Credo ad adulti che, recuperando la propria maturità psicologica e spirituale, possano e sappiano dialogare, nonché essere modello.

La scienza psicologica ci insegna che il super-Io, la coscienza morale, la norma si struttura all’osservazione di modelli da emulare e imitare.

Per quanto gran parte della psicologia orienta le sue teorie sull’importanza dei modelli, vedi la teoria dell’attaccamento dello psichiatra John Bowlbj, le teorie dell’apprendimento e del condizionamento, è nella cultura biblica che si ravvisa l’importanza dell’adulto come modello educativo. L’esempio emblematico è nel secondo libro dei Maccabei’, (Antico Testamento) della Bibbia, dove, al capitolo 6, si legge:

Un tale Eleazaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e ad ingoiare carne suina. Ma Eleazaro così risponde a chi gli obbliga a fare un qualcosa contro il proprio volere: «Non è affatto degno della nostra età fingere con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleàzaro sia passato agli usi stranieri, a loro volta, per colpa della mia finzione, durante pochi e brevissimi giorni di vita, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia…. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e generosamente per le sante e venerande leggi». Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio.

Nelle affermazioni del vecchio Eleazaro, si coglie un grosso principio educativo. Un grosso esempio, da emulare e imitare. Non servono parole e ammonimenti, ma esempi da cui i giovani possano trarre il modello a punto di riferimento. Ed ecco ritorna emblematico il salmista che vede nel Signore il modello di riferimento:

Tu sei la mia roccia e il mio baluardo (Sl 31, 4).

Pasquale Riccardi

(1) Presentazione delle tre interviste a PAIDEIA Web

9 Dicembre 2021 HO DECISO. VOGLIO VIVERE!

24 Novembre 2021: “Guardarsi nel cuore. Dalle iperinformazioni alla ricerca del senso”. A colloquio con Pasquale Riccardi, psicologo e psicoterapeuta.

10 Novembre 2021: “GUARDARSI NEL CUORE” Iper-informazioni e mistero dell’ uomo*

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