Il mistero delle origini

Il 18 novembre sarà a Trento il professor Lucio Rossi, fisico di fama internazionale, divenuto celebre soprattutto per la realizzazione del primo ciclotrone superconduttore europeo e per aver lavorato, al CERN di Ginevra, alla grande impresa dell’anello LHC, l’acceleratore che ha scoperto il misterioso bosone di Higgs e che continua ancora oggi a fornire dati fondamentali per comprendere meglio l’essenza della materia.

E’ stato Rossi, ricorda il fisico italiano Ugo Amaldi, ad “aprire la porta all’annuncio, dato nel luglio del 2012 da Fabiola Gianotti e Joe Candela, della scoperta dell’ultimo pezzo mancante del Modello Standard, il bosone di Higgs”.

A Trento Rossi parlerà delle “macchine del tempo”, gli acceleratori che “indagando sull’infinitamente piccolo” permettono di scrutare “nel lontano passato per comprendere come si è formato l’universo”, ma anche di cosa muova lo scienziato nelle sue appassionate ricerche, delle sue esperienze con colleghi di tutto il mondo, del ruolo degli italiani al Cern di Ginevra, del nucleare (è utile o pericoloso? Perché l’Italia lo ha abbandonato?)…

Toccherà anche temi più storico-filosofici: perché la scienza è nata in una determinata cultura, e non in altre? Quali sono le sue possibilità e i suoi limiti? E ancora: la scienza sperimentale chiude o apre alle domande filosofiche e metafisiche?

Insomma, un incontro a trecentosessanta gradi, da non perdere!

L’incontro si svolgerà venerdì 18 novembre, alle 20.30 presso il Collegio Arcivescovile, in via Endrici 23 (ingresso libero).

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