Il femminismo materno

“Oltre al diritto di partecipare alla vita politica, nelle prime rivendicazioni «avanzate dalle donne delle classi medie», si afferma l’idea che «il lavoro e la maternità non potevano e non dovevano cumularsi, almeno nelle prime fasi della maternità». In questo femminismo, definito anche «femminismo materno» o «maternalismo femminista», la maternità viene per lo più vista non come «una questione isolata, bensì come la condizione unificante del sesso femminile». Tra il 1890 e il 1920 circa, la maggior parte delle femministe, di qualsiasi colore politico, ritiene il lavoro domestico e la cura dei figli un compito primariamente femminile, rivendicando però il riconoscimento di maggior dignità al lavoro di madre e di casalinga: le madri che allevano i figli svolgono una funzione sociale importantissima, che deve essere riconosciuta anche economicamente. Il lavoro domestico non è una questione privata, ma pubblica; non è degradante, ma essenziale per la famiglia e la società” (da: Donne che hanno fatto la storia)

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