Una ragazza contro le gender clinics

T RADUZIONE IN ITALIANO DEL DISCORSO INTEGRALE DI CHLOE COLE (detransitioner di 18 anni)

Negli ultimi dieci anni c’è stato un aumento di più del 4000% di bambini che si rivolgono alle cosiddette “gender clinics” negli Stati Uniti. Io ero una di quei bambini. Il mio nome è Chloe Cole, ho 18 anni e sono un’ex bambina trans. Ho iniziato la transizione a 12 anni e l’ho continuata fino ai 16 anni, quando mi sono resa conto che era tutta una bugia. La mia storia serve da monito alla cautela. In tutto il Paese, bambini e genitori sono stati travolti dall’ideologia gender. Discorsi intorno a questioni di transgenderismo e identità di genere sono passati da essere un’eccentricità sociale relativamente benigna a diventare una dottrina che ha invaso praticamente ogni istituzione accademica, medica e scolastica, in apparenza da un giorno all’altro.Come siamo arrivati fino a questo punto? Come siamo arrivati al punto in cui praticamente ogni istituzione pediatrica del Paese reputa una pratica ottimale rimuovere i tessuti mammari sani dei bambini e somministrare loro farmaci usati per la castrazione chimica dei molestatori sessuali più ad alto rischio sociale? Porsi queste importanti domande non è da bigotti.

E il rifiuto da parte degli attivisti di fornire risposte chiare e dirette dovrebbe essere visto come un grosso campanello d’allarme. Persone di ogni colore politico che reputano questa pratica moralmente riprovevole sono state chiamate fasciste o bigotte per essersi opposte a questa atrocità. Altri sono stati convinti da sedicenti “specialisti di genere” che questo fosse l’unico trattamento in grado di impedire il suicidio dei loro figli. Credo che gli americani abbiano il diritto di sapere la verità su questa ideologia radicale e perversa, che ci viene venduta come cura necessaria e salvavita.

Avevo solo 12 anni quando ho detto ai miei genitori che ero un maschio. Come molti altri genitori in quella situazione, non avevano la più pallida idea sul da farsi. Erano spaventati e alla disperata ricerca di risposte. Volevano ciò che ogni genitore vuole per il proprio figlio: che io stessi bene e fossi felice. A 13 anni, sotto il suggerimento di sedicenti professionisti della salute, mi sono stati prescritti farmaci per il blocco della pubertà, e solo un mese più tardi mi è stata somministrata la prima iniezione di testosterone. La gender clinic ha messo i miei genitori davanti alla classica falsa dicotomia che gira intorno ai bambini e alla disforia di genere: preferireste una figlia morta o un figlio vivo? Davanti a queste opzioni, quale genitore amorevole non sceglierebbe di far transizionare la propria figlia? Spaventati per la mia vita, i miei genitori erano pronti a firmare qualsiasi cosa i dottori avessero richiesto. Questo non è consenso informato: è una decisione estorta in condizioni di estrema costrizione.A 15 anni sono andata sotto i ferri per una mastectomia totale bilaterale, di quelle praticate alle pazienti che soffrono di cancro al seno. Questo è successo dopo aver subito un’aggressione sessuale a scuola da parte di uno studente maschio. Ho detto a me stessa di “essere uomo” ed essere forte, ma vivevo la mia vita con un costante odio verso il mio seno. Ho cominciato ad usare il binder (*indumento che comprime i seni), il che ha deformato i miei seni e la mia gabbia toracica. Avevo paura, e non vedevo l’ora di proteggere il mio corpo dalla minaccia di ulteriori molestie.

A 16 anni mi sono finalmente resa conto di quello che mi era successo, che avevo commesso un errore enorme. Mi sono resa conto che la bellezza della maternità mi era stata portata via dai professionisti della medicina a cui i miei genitori mi avevano affidata. Mi sono resa conto, maturando un po’ di più, che a 12 anni un bambino non conosce davvero la propria identità. Mi sono resa conto che volevo essere ciò che ero sempre stata e sempre sarò: una donna.Con questa consapevolezza arrivarono una serie di sfide molto peggiori della transizione. In qualche modo ho dovuto smettere di assumere questi farmaci e dire a tutte le persone nella mia vita che non ero ciò che dicevo di essere. I miei genitori erano scioccati e sentivano di aver sbagliato su tutti i fronti con me. I miei amici mi hanno voltato le spalle, perché rappresentavo la prova che ciò in cui credevano era una bugia. Ero patetica, ero un’imbrogliona. Ero diversi anni indietro con lo sviluppo e incapace di allattare i miei futuri figli. E, peggio di tutto, completamente sola. Anche i medici che mi hanno messa in questa situazione non sanno cosa fare con me, e si rifiutano di aiutarmi. Tutto questo mi ha quasi uccisa, come ha quasi ucciso molti che rimpiangono di aver transizionato. La grande domanda rimane ancora questa: com’è possibile che una dodicenne venga introdotta all’idea che possano fare qualcosa di assurdo come cambiare il suo sesso?Io ero, e sono ancora, il tipo di ragazza che non si è mai adattata bene alle norme sociali. Ero un maschiaccio, ero timida, non socializzavo facilmente.

A 11 anni ho aperto il mio primo account Instagram. Mia mamma non aveva l’accesso. Dopo poco tempo mi sono ritrovata esposta a contenuti LGBT online. E non avevo mai visto nulla del genere. Tutto ciò che dovevi fare era accettare questa ideologia e in questo modo diventi un membro accettato, celebrato e riconosciuto della comunità di cui si parla di più sulla faccia della Terra. Le persone transgender sono la sottocategoria più celebrata di questa comunità. Ho visto la quantità incredibile di elogi e attenzioni che ricevevano online, e il mio inconscio ne desiderava un po’ anche per me. Ad ogni passo decisivo nella mia transizione medica ricevevo sempre più attenzioni e celebrazioni. Era lo sballo più forte che potesse esistere. Anche di persona ricevevo più attenzioni: le ragazze avevano una cotta per me, e le persone venivano da me nei corridoi della scuola per fare amicizia, e per me era una cosa senza precedenti. Mi sentivo proprio come una celebrità. Essendo una ragazzina, non sapevo quanto in realtà queste relazioni fossero superficiali, e quindi alla fine mi hanno tutti abbandonata quando ho faticosamente cercato di diventare chi ero davvero.Molta di questa confusione di genere si basa su stereotipi vecchi e regressivi di uomini e donne, che ora stanno venendo rinforzati attraverso ormoni e chirurgie. Le donne possono avere i capelli corti, fare sport e partecipare ad attività fisiche. Gli uomini possono farsi crescere i capelli e truccarsi. Questo non cambia la loro biologia.La verità è che queste pratiche stanno danneggiando sempre più bambini, giorno dopo giorno.

Cosa fareste per proteggere questo gruppo, particolarmente vulnerabile? Fino ad ora i media hanno ripetuto a pappagallo gli stessi argomenti ideologicamente schierati. Affermare, affermare, affermare. Il contatto più ravvicinato che ho avuto con i media mainstream è stato con un giornalista di Forbes che ha fatto un articolo su di me definendo “transfobica” la biologia umana basica. Molti detransitioners stanno parlando pubblicamente. E vengono ignorati dalle istituzioni, che dovrebbero essere le maggiori responsabili della ricerca della verità. Fino ad oggi la maggior parte dei politici, sia a sinistra che a destra, non hanno fatto altro che litigare su Twitter su questo problema. L’infanzia si vive una volta sola. Quindi dobbiamo fare del nostro meglio, in quanto adulti, per guidare i nostri bambini verso percorsi che conducano a corpi e menti in salute, e non a depressione e deturpazione. Nessun bambino merita di soffrire sotto i ferri di un chirurgo “gender-affirming”. I bambini americani, tutti i bambini, meritano di meglio. Grazie.”

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