“Essere discepolo”

Heinrich Füllmaurer, Vita e opera di Gesù Cristo, tavola n. 60, Parrocchiale di Mömpelgard-1538-’40, attualmente al Kunsthistorisches Museum (Vienna)

Colletta

O Padre, che ci hai liberati dal peccato
e ci hai donato la dignità di figli adottivi,
guarda con benevolenza la tua famiglia,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Commento artistico-spirituale al Vangelo della XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C – 04 Settembre 2022

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

Il Vangelo è per tutti. Lo ricorda anche Luca (14,25-33) quando narra che «una folla numerosa andava con Gesù», non solo gli apostoli e i discepoli. «Disse loro: “Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”».

Gesù ricorda a chi lo segue che occorre scegliere di non anteporre alcun affetto umano all’amore di lui ed essere pronti alle difficoltà per giungere alla salvezza piena, alla felicità.
Perciò il Nazareno invita a fermarsi (sedersi), a porsi domande alle quali cercare risposte: «Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”». Il Maestro interroga personalmente chi sceglie di seguirlo; non fa lusinghe, non pone obblighi ma apertamente dichiara che il discepolato ha un costo.
Pure l’altra parabola sottolinea la necessità di riflettere prima di decidere: «quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace».
Grazie al pittore Heinrich Füllmaurer è possibile rileggere la pagina evangelica nei colori d’uno dei 157 pannelli sulla vita di Gesù che formano uno dei primi altari protestanti del Württemberg, commissionato nel 1538/40 per la parrocchiale di Mömpelgard dal conte Georg von Württemberg.
Guardiamo con stupore il dipinto su tavola n. 60 sulla parte destra di una delle tre ante mobili dell’altare, attualmente al Kunsthistorisches Museum (Vienna). Sotto il cartiglio con il testo di Luca tratto dalla Bibbia secondo la versione di Lutero, a sinistra è raffigurata la torre incompiuta e, in primo piano davanti ad essa, quanti sbeffeggiano l’incauto costruttore. Questi, è seduto al tavolo nell’atto di «calcolare la spesa» (letteralmente «contare con le pietruzze») per poi sospendere l’impresa come confermano i particolari: la pietra levigata a terra, la gru con la fune, le travi aggettanti. Sullo sfondo leggiamo la seconda parabola: un re a cavallo si consulta con un servo mentre vede avvicinarsi un grande esercito attrezzato con i cannoni trascinati da cavalli.
Ci aiuta la densa riflessione del pastore protestante Dietric Bonhoeffer: «Ciò che costa caro a Dio non può essere a buon mercato per noi».

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