23 Settembre primo giorno d’Autunno

Roberto Filippetti

Oggi è il primo giorno d’autunno. Pochi sanno che autunno e autorità – due parole in apparenza lontane – derivano entrambe dal latino “augère” che significa aumentare, far crescere. Si cresce e si diventa grandi andando dietro a maestri autorevoli.

Dopo la prima (vera) e la seconda stagione (estate, da “aestus” è il periodo del calore ardente) e in attesa

della quarta (l’inverno, da “hibernum”= freddo: tutti sappiamo cosa significhi ibernare) c’è lui, l’autunno, col suo nome misterioso appena disvelato. AUTUNNO è dunque PAROLA RADIOSA, LUSSUREGGIANTE, OSPITALE.

In “au(c)tumnus” madre natura mi vuole arricchire e far crescere. Nella profondità della parola latina si cela una radice sanscrita che significa GODERE, SAZIARSI, raggiungere la SODDISFAZIONE. È infatti la stagione della vendemmia, del vino novello, della feconda melagrana, delle ubertose canestre stracolme

di frutti. L’autunno è un po’ come un padrone di casa che va incontro all’ospite con una cesta piena di delizie (xenia). Nel ciclo della vita modellato sul ciclo dell’anno io sessantanovenne sto procedendo lietamente in questa “terza età”. Il ciclo è scandito in quattro STAGIONI, ovvero è un viaggio che fa tappa in quattro STAZIONI. Per natura è un ciclo, un cerchio, un giro: se vedi solo questo ti senti “preso in giro”. Ma per grazia la vita è una linea tesa all’Infinito: riconoscerlo permette di procedere lietamente. È la certezza della prospettiva eterna che mi fa GODERE del tempo dato e che mi fa guardare tutta la realtà come un grande mistero GAUDIOSO.

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