Votare o consegnare il paese al PD (più Bonino, Speranza, Di Maio, Lamorgese…)

Il 25 settembre, per chi vuole cambiare qualcosa, è necessario andare a votare, e votare “bene”.

Cosa significa votare bene? Per un cattolico si tratta forse di un’ operazione quasi impossibile: non esistono partiti che siano veramente fondati sui principi non negoziabili e sulla legittima difesa degli interessi del Bel Paese.

Ma bisogna essere realisti: l’utopia e il perfettismo non portano da nessuna parte.

Conosciamo le priorità del paese:

  1. Difesa della vita e della famiglia contro il calo demografico e la cultura nichilista
  2. Promozione del lavoro, contro logiche comuniste o di capitalismo selvaggio
  3. Promozione della pace

Ultimamente sono nati partitini che si battono per alcuni di questi punti, ma si tratta di realtà che hanno leader poco credibili, che hanno costruito le origini della loro carriera in partiti improponibili (Adinolfi, per esempio, nel PD, e Paragone nei grillini) e che non hanno alcuna possibilità di superare la soglia di sbarramento.

Votare per loro significa disperdere il voto.

Di più: significa aiutare il Pd e preparare, probabilmente, un prossimo governo Draghi (con i vari Letta, Speranza, Di Maio eccetera al seguito).

E’ chiaro a tutti infatti che le sinistre vanno divise per colpire unite: il PD con Bonino, Calenda e Renzi, M5S e Conte, sono tutti già pronti, e lo hanno persino dichiarato, nel caso il centro destra non dovesse vincere con ampio margine, a rimettersi insieme, per il prossimo ribaltone (un nuovo Monti, un nuovo Draghi, un governo Cottarelli… o qualcosa di simile). Con l’aiuto del Quirinale, di Bruxelles e di Biden.

Un simile governo avrebbe come obbiettivi primari e certi:

  1. Definitiva distruzione della famiglia con allargamento aborto, legalizzazione della cannabis e dell’eutanasia, imposizione del ddl Zan ecc.
  2. agenda Draghi, cioè agenda delle grandi banche e della finanza
  3. Partecipazione attiva e convinta alle guerre dei dem americani, con ulteriori tragedie per Italia ed Europa.
  4. immigrazione senza controllo

Un governo di centro destra, invece, non sarebbe certamente un governo “perfetto”, sarebbe manchevole, per incapacità propria e ingerenza dei poteri forti, ma fungerebbe sicuramente da argine alla definitiva devastazione del paese.

Fermerebbe sicuramente eutanasia, ddl Zan e Cannabis (la Lega ha già dimostrato, in questo, di crederci, essendo riuscita, durante il governo Draghi, ha bloccare il treno in corsa, mentre Meloni ha candidato pro life di sicura fede come Maria Rachele Ruiu, Federica Picchi, Eugenia Roccella e vari altri); avrebbe una politica estera sicuramente meno aggressiva (si ricordino i tentativi di Berlusconi di coinvolgere la Russia e i discorsi di Salvini sulla follia delle sanzioni e sulla necessità di cercare una soluzione diplomatica); condurrebbe una politica interna non più segnata da un immigrazionismo ideologico e folle (salvandoci, forse, dall’islamizzazione).

Sono 11 anni che il PD governa, e questo paese ha conosciuto un declino inarrestabile.

Se si vuole voltare pagina, esiste una sola possibilità: dare una maggioranza forte al centro destra. Ogni voto buttato, o non dato, aiuterà il Pd, già fortissimo a livello di media, rapporti internazionali e banche, a riprendere in mano il pallino del Paese.

Non lasciamoci prendere nè dallo sconforto (è impossibile cambiare alcunchè!) nè dalle illusioni (Tizio o Caio, da soli, con una armatina brancaleone, cambieranno tutto!).

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