UNA LETTURA “LAICA” DELLA STORIA. Quali progetti si profilano? Manuel Macron al Consiglio dei Ministri cita apertamente il Grande reset, fratello del Nuovo Umanesino di Conte.

Manuel Macron e Giuseppe Conte

Dopo la carcerazione globale per il “virus”, ora si prospetta la restrizione dell’utilizzo delle fonti energetiche. Ovvia, se pensiamo alla loro limitatezza. Ma enfatizzata a motivo della guerra. Benché i media l’abbiano anche dichiarato più volte, però, l’interpretazione da essi stessi fornita, veicolando i messaggi dei governi, è riferita in buona parte alla guerra in atto tra Russia e Ucraina, tra Russia e Occidente. Macron non ha esitato a spiegare quali tempi duri ci attendono e si è riferito pressoché apertamente al Grande reset (Vedi Shy tg24: QUI)

Sappiamo che l’Europa ha ridotto del 50% l’importazione del gas russo, approvvigionandosi per la stessa quantità dalla Turchia.

Ma la Turchia da chi riceve quel gas? Dalla Russia. Il gioco delle tre carte. Chi resta penalizzato? Chi gioca, non chi conduce il gioco. La Russia incassa ugualmente, la Turchia aumenta la sua influenza sull’Europa sperando di potervi entrare, diventa mediatore di “pace” e l’Italia paga, sostenendo un embargo che vogliono gli Stati Uniti. E cosa fa l’Ucraina? Lascia passare il gas russo e per questo la Russia la paga profumatamente, nonostante il conflitto in atto. Ma ci sembra logico?

Tutte queste manovre, insieme all’utilizzo strategico delle mutazioni climatiche, fanno pensare allo sfruttamento della situazione per fini diversi da quelli della sopravvivenza sostenibile, sostanzialmente politici e di potere economico mondiale.

Klaus Schwab, fondatore del Worl Economic Forum di Davos, che risale a cinquanta anni fa, e più che mai attivo, parlava e parla di Gran reset, di azzeramento degli attuali equilibri economici per rifondare il sistema mondiale.

Quando ero bambino, ovvero, circa cinquantacinque anni fa, ai TG si parlava di due cose, oltre che della guerra in Vietnam, delle spinte della crosta terrestre a causa del movimento dei continenti in zona mediorientale, con aumento della frequenza dei terremoti, e della progressiva riduzione sia del petrolio che dell’acqua e che l’accaparramento delle risorse avrebbe portato a confitti per il loro possesso. Ma Historia non est Magistra vitae, dunque.

Libia, Iraq, Siria sono le prime conferme delle profezie dei media di allora. Ma ora occorre fare i conti con i movimenti russi, dopo una fase di apparente quiescenza, presa da una riorganizzazione interna dopo il crollo del Muro di Berlino del 9 Novembre 1989.

Gli investigatori sanno che per nascondere qualcosa ad un ladro occorre mettergliela sotto il naso, con discrezione. È quello che i poteri mondiali stanno facendo. Gran parte dei loro progetti è alla luce del sole, ma noi sembra non ce ne vogliamo accorgere e pensiamo al complottismo per esorcizzare le nostre paure.

Propongo qui la puntata di oggi di Mosaico, trasmissione di VisioneTv, che parla di numerose informazioni tutte reperibili sulle maggiori testate internazionali, ma che qui hanno il pregio di essere presentate in un tutto unitario con una loro logica interna. Ogni lettura è certo considerabile come parziale, ma perché non prenderla in considerazione?

Per chi fosse interessato, ricordo due libri, certo noti anche a voi lettori, che studiano queste problematiche, ovviamente, in modo contrapposto:

La quarta rivoluzione industriale“, di Klaus Swab e “Il Grande Reset. Dalla pandemia alla nuova normalità”, dell’economista Ilaria Bifarini.

La quarta rivoluzione industriale - Klaus Schwab - Libro - Franco Angeli -  Tracce. I nuovi passaggi della contempor. | IBS

Supercomputer portatili e disponibili ovunque. Robot intelligenti. Veicoli autonomi. Aumento delle capacità cerebrali grazie alla neuro-tecnologia. Scrittura del codice genetico. Le innovazioni frutto di scoperte e ricerche scientifiche permeano già le nostre vite e sono al centro della vita pubblica. Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, è convinto che siamo tuttavia solo all’inizio di una trasformazione che modificherà radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo. Una trasformazione che Schwab definisce “quarta rivoluzione industriale”. Le rivoluzioni industriali hanno in passato permesso all’uomo di non dover più dipendere dalla propria forza e da quella degli animali, rendendo possibile la produzione di massa e dotando milioni di persone di competenze digitali.

Ma, aggiungo, esse hanno progressivamente concentrato i capitali nelle mani di un sempre più piccolo numero di persone che non sta a guardare la storia come la disegnerebbero i governi e le presunte democrazie.

La quarta rivoluzione industriale sarà invece caratterizzata dalla presenza di nuove tecnologie che, combinando sfera fisica, digitale e biologica, genereranno conseguenze in tutte le discipline e in tutti i settori economici e produttivi, arrivando a mettere in discussione persino il significato di “essere umano”. I cambiamenti e le trasformazioni di questa nuova rivoluzione industriale produrranno grandi opportunità, ma anche, inevitabilmente, enormi rischi: l’incapacità di adattamento delle organizzazioni; le difficoltà da parte delle istituzioni ad adottare e regolamentare le nuove tecnologie; le criticità in termini di sicurezza generate da nuovi poteri; il possibile aumento delle diseguaglianze; la frammentazione della società.

Schwab esamina e discute le principali conseguenze che la quarta rivoluzione avrà su governi, aziende, società civile e singoli individui, avanzando proposte non per contenerne gli effetti negativi, ma per pilotarli di fatto a vantaggio di chi condurrà la regia di tutto ciò.

L’analisi dell’autore si fonda sulla convinzione che la quarta rivoluzione industriale possa essere gestita nella misura in cui si svilupperanno forme di collaborazione capaci di superare i confini geografici e le delimitazioni settoriali e disciplinari, ma con quali danni per gli esseri umani sul piano culturale e spirituale?

Il Grande Reset: la “bocconiana redenta” Ilaria Bifarini ci spiega perché  non torneremo a vivere come prima | CulturaIdentità

“Nulla tornerà come prima”. Non solo è la convinzione dell’Autrice, ma è la risposta dello stesso Schwab, che di questa partita vuole essere il grande mentore e organizzatore. Le stesse cose dette da due punti di vista diversi. L’uno attacca e l’altra cerca di rispondere efficacemente, iniziando un lungo cammino di riflessione e di persuasione delle menti, refrattarie anche all’evidenza, quando risulti scomoda e inquietante.

Dimentichiamoci il mondo come lo avevamo conosciuto prima del febbraio 2020, scrive Ilaria. Esagerazione? Catastrofismo? No, l’inizio di una nuova normalità. La crisi che stiamo vivendo sarà catalizzatore di cambiamenti necessari ad accelerare la realizzazione di un disegno già predisposto, smantellando l’attuale sistema socioeconomico. È il Grande Reset, il tema del prossimo Forum di Davos, il consesso annuale dove si riuniscono i grandi della terra per decidere su questioni che riguardano la governance mondiale, coordinati proprio dallo Schwab.

Un piano preciso, ufficiale e ben documentato, sul quale istituzioni internazionali, filantropi, organizzazioni non governative e mega-aziende private collaborano apertamente già da tempo. Le nuove abitudini acquisite dalle popolazioni durante la pandemia hanno apportato quell’impulso alla digitalizzazione e all’automazione decisivo per implementare la Quarta Rivoluzione Industriale, che finora stentava a realizzarsi. È l’inizio di una nuova era.

Riflettiamo su cosa significhi e cosa implichi costruire un nuovo mondo, un nuovo umanesimo senza Dio.

La lettura “laica” di VisioneTV

Mosaico, trasmissione del 26 Agosto 2022
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