Un Preside smette di ritenere i propri insegnanti un contenitore da riempire!

Dopo tanti anni di insegnamento, fa piacere leggere un articolo che, per una volta, non parli di insegnanti ‘demotivati’, ma capaci di pensare ed esprimere qualcosa. Di persone per le quali valga la pena di darsi da fare e di cercare qualcosa di utile, che non sia dover digerire un’ennesima riforma o retorici inviti all’aggiornamento dei PTOF, la più assurda, ridicola ed inutile esercitazione di carattere letterario.

Non posso che lodare il Preside Alfonso D’Ambrosio, che decide di convocare il prossimo Collegio nel bosco, già dai docenti frequentato con gli alunni dei quali, a loro volta, si sono accorti. Preside, scrivo io, “Dirigente”, appella

l’articolista, ormai assuefatto alla terminologia dell’industria produttiva. A parte lo svarione di “c’è Alexa a disposizione di tutti”, un’ulteriore deformazione della comunicazione e del modo di essere e di pensare (Chissà, forse con Alexa vorremo dare voce alle statue degli imperatori romani?), il desiderio del Preside e dei suoi colleghi è qualcosa di grande. Da tempo convinti di essere in-segnanti, cercare di indicare una strada che amano ri-scoprire con i loro alunni, nella sodalità dei docenti, compagni di viaggio, cogliendo la bellezza della cultura, coltivando l’anima propria e degli alunni loro affidati per qualcosa di grande è per loro il fondamento educativo.

dalla strada
Lozzo Atestino

Ma ciascuno di noi potrà leggere da sé cosa stia accadendo nella scuola di Lozzo Atestino, antico insediamento preistorico e poi romano, disteso ai piedi dei colli Euganei. Buon anno scolastico a chi ama stare con i colleghi ed i propri alunni.

Da “Orizzonte Scuola” del 22 Agosto 2022 un articolo di Vincenzo Brancatisano 

Il preside convoca il collegio dei docenti nel bosco e riceve una valanga di applausi dai suoi insegnanti. Succede all’Istituto Comprensivo Statale Lozzo Atestino dei Comuni di Lozzo Atestino, Cinto Euganeo e Vo’, in provincia di Padova, dove il dirigente scolastico Alfonso D’Ambrosio ha diramato una circolare che ha trovato il pieno apprezzamento dei docenti. “Il Collegio unitario dei docenti – vi si legge – è convocato il giorno 1 settembre 2022 dalle ore 9.15 alle ore 12.30 in presenza, presso podere Villa Alessi, sui colli euganei.

Durante il collegio docenti faremo una passeggiata sui colli euganei, passeggiando nel bosco, una metafora del cammino che stiamo facendo tutti insieme e che faremo durante il nuovo anno scolastico”. Un’unica raccomandazione, oltre all’ordine del giorno: “Si suggerisce di portare acqua e un asciugamano o tappetino per sedersi a terra. Ed il 22 agosto incontrerò i docenti neoassunti e trasferiti, sarà una occasione per sederci in cerchio, per raccontarci le nostre aspettative e per un piccolo laboratorio di design thinking. Ci prenderemo il nostro tempo. Per parlare. Per ascoltare. Per dialogare. Per creare. Per avere cura”.

La cura, la buona relazione, l’ascolto, lo stare bene. Almeno nelle intenzioni e nei buoni propositi, sta tutto nel contenuto di questa circolare la filosofia che D’Ambrosio vorrebbe animasse la vita scolastica del prossimo anno, in armonia con quanto succede da qualche anno nell’istituto. Ma questa volta è diverso, perché la stanchezza, la disillusione, le frustrazioni indotte dal lungo periodo di restrizioni hanno lasciato il segno sulla psiche e sul fisico di tanti insegnanti. “La cosa è nata nell’ultimo collegio di giugno – spiega D’Ambrosio – Parlando con i miei collaboratori è venuto fuori che qui, è vero, si sta bene, ma alcuni insegnanti hanno detto: siamo sfiduciati, siamo come degli uccelli in una gabbia stretta. Da un lato c’è un senso di frustrazione e la disillusione, dall’altra parte si vorrebbe andare a testa alta. Allora ci siamo detti perché non ci diamo un tempo nostro, un tempo lento? E così abbiamo deciso di sconfinare. Il nostro progetto di scuola sconfinata è un’immagine sociale di una scuola dove ognuno si prende cura della scuola, in linea peraltro con i nostri Patti educativi. Abbiamo rifatto del resto ciò che avevamo già fatto con i ragazzi. E cioè andiamo in un luogo dove avevamo portato i nostri alunni. Nel bosco i ragazzi hanno abbracciato gli alberi”. A una docente che le ha appena scritto per esprimere la propria ammirazione per l’iniziativa, D’Ambrosio risponde: “I docenti italiani sono esausti, privati di tante cose. Non va bene, abbiamo bisogno di riportare la scuola al centro, ma non con le promesse. Ognuno di noi faccia la sua parte, ma serve una riforma del contratto e serve ridare la giusta dignità a quello che è e rimane il lavoro più bello del mondo”.

La circolare è stata pubblicata a giugno, ieri D’Ambrosio ha rilanciato l’evento sulla pagina Facebook e tanto è bastato perché la notizia facesse il giro della rete: “Non e’ un marziano – ha scritto Alex Corlazzoli sulla sua pagina Facebook – Non e’ uscito da un libro. Non e’ un fumetto. Alfonso e’ un preside vero. Vero perché ci prova a essere umano. Fare un collegio così e’ non solo un grande atto pedagogico ma un grande segno di accoglienza. Non credo che Alfonso dimentichi la burocrazia, solo che ha scelto di essere uomo (umano) prima che preside”. Ma gli hanno scritto anche molti colleghi dirigenti scolastici. “Non è che faremo gli hippies nel bosco”, mette le mani avanti il preside. “Ci prenderemo qualche ora – precisa – per fare quello che non abbiamo fatto prima: guardarci negli occhi, dedicarci del tempo, dirci che ci prendiamo cura l’uno dell’altro. L’idea è proprio quella di un incontro in cui ci si sorregge l’un l’altro. Anche io ammetto di avere bisogno di modalità diverse. Oggi stesso peraltro incontrerò uno a uno i docenti neoassunti. Ho già detto loro: venite in una scuola dove si lavora tanto, qui portiamo avanti una rivoluzione e noi abbiamo bisogno di te. Ora dirò: aiutami a capire che cosa vuoi tu. Chiederò di indicare tre cose, tre buoni propositi per il prossimo anno scolastico. Questo per dire che i docenti, per quanto possano essere disillusi, hanno bisogno di portare al centro le buone relazioni. Finora abbiamo dato molta importanza ai ragazzi, com’è giusto che sia, però ammetto che abbiamo trascurato i docenti, il personale di segreteria, i tecnici, i collaboratori, i dirigenti scolastici stessi. Ci siamo messi in discussione e allora come le mamme e i papà che dopo avere curato e assistito i propri bimbi che avevano la febbre e alla fine dicono adesso tocca a noi essere accuditi, ecco, ora viene il nostro turno. E’ che il nostro turno non arriva mai”. Va bene, ma dopo il collegio partiranno le riunioni, la programmazione e si ripartirà come sempre. Insomma, la prosa dopo la poesia… Macchè: “Dopo il collegio – assicura il preside – non ci sarà nulla, poiché i docenti hanno fatto tutto a giugno, ci sarà solo attività di accoglienza dei nuovi arrivati. Resteranno a scuola con i tempi e negli spazi che decideranno in autonomia: perché riempirli di impegni e riunioni? Non c’è bisogno di riunioni di dipartimento. Ho una enorme fiducia dei miei docenti: bisogna creare le condizioni affinché si possa ragionare in maniera sistemica. L’occasione di uscire nel bosco è chiedere in che cosa investiamo quest’anno e io l’ho individuata: una nuova alleanza con le famiglie, a cui seguiranno altre iniziative La cosa più importante a scuola è sapere che io dirigente ci sono per i docenti e che i docenti ci sono per me e per la scuola, per migliorare lo stato di benessere per tutti. Siamo convinti che il benessere organizzativo sia un benessere delle persone. Ed è una tappa di un percorso iniziato alcuni anni orsono, non è un evento estemporaneo”.

Del resto, la sala insegnati ha il tapis roulant, la cyclette, c’è la sala da tè, c’è Alexa a disposizione di tutti, una smart tivù, la MLOL, la biblioteca digitale, l’accesso alla lettura dei quotidiani online. C’è pure una targa con una Nota di merito per i docenti firmata dal dirigente che è stata inserita nel fascicolo personale di ognuno, come “segno perenne per quanto fatto in questi due anni”. La Nota è stata conferita per l’impegno profuso, per l’alto senso pedagogico verso le studentesse e gli studenti con particolare riferimento al servizio pubblico reso, in molti vasi mostrato ben oltre il tempo lavorativo ordinario”

Si diceva degli attestati di stima per l’iniziativa, lasciati nei tanti commenti sui social. “Anche io vorrei fare un collegio così – scrive Antonietta Simeone – perché questa modalità non diventa ministeriale in modo che tutti i dirigenti siano tenuti ad adottarlo? Dirigente D’Ambrosio lei è differente e io vorrei essere una docente della sua scuola”. Marilena Pisciella scrive: “Finalmente dopo tanto rimpinzare alunni e docenti con TLS lei, preside Alfonso, le mette così meravigliosamente in pratica. E quel che é razionale la fa sembrare un extraterrestre. Per questo autunno inverno potrebbero per cortesia trasmettere questo virus e contagiare altri dirigenti scolastici?”. Carla Conte aggiunge: “In pensione dopo quasi 43anni di servizio, ho letto e riletto perché credevo di aver mal interpretato. Che meraviglia! Mai incontrato dirigenti che manifestassero vero interesse per il benessere dei loro docenti, collegi che erano solo passaggio di informazioni sterili che potevano essere comunicate anche per iscritto o online, votazioni altrettanto inutili dato che l esito era già scontato. Mi fermo qui perché l’elenco sarebbe troppo lungo”.

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