Le sparate della Ferragni

Fdi ha reso praticamente impossibile abortire nelle Marche che governa. Una politica che rischia di diventare nazionale se la destra vince le elezioni”.

La influencer Ferragni dixit. Come medico e fondatore della Marcia per la Vita qualcosina di aborto conosco e posso affermare che quanto afferma la signora in questione è totalmente non suffragato dai dati. Aggiungo: magari fosse vero.

Ancora una volta, le persone parlano di argomenti senza avere acquisito la minima competenza per farlo. La fonte che smentisce la signora Ferragni è la relazione sullo stato di attuazione della legge 194 presentata al parlamento il giorno 8 Giugno dal ministro della salute Speranza, che non è certo un pro-life antiabortista.

Nella regione Marche sono stati effettuati nel 2020, ultimo dato disponibile, 1.351 aborti, una media di 3,7 al giorno, festivi compresi. Un evento che si realizza poco meno di 4 volte al giorno e tutti i giorni lo definireste “pressoché impossibile”? Il rapporto di abortività, cioè il numero di aborti ogni 1.000 bambini nati vivi, si è attestato nelle Marche a 144,9. Ci sono 7 territori in cui tale rapporto è inferiore: provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Veneto, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia. Dunque perché dire che in un territorio l’aborto è “pressoché impossibile” se ve ne sono altri 7 dove gli aborti sono un numero inferiore?

Fatto: l’aborto non è nelle Marche “pressoché impossibile”.

C’entra qualcosa la politica? Vediamo.Le elezioni regionali nelle Marche che hanno visto la vittoria del candidato del cdx si sono tenute il 20 e 21 settembre 2020 e la proclamazione degli eletti è avvenuta il 30 settembre. Per 3/4 del 2020 l’amministrazione era tenuta dal csx. Nel 2019, ultimo anno di gestione intera della sanità da parte del csx, ancora secondo la relazione annuale ufficiale del ministro Speranza, il rapporto di abortività fu praticamente sovrapponibile a quello del 2020: 145,2 ogni 1.000 nati vivi.Fatto: i numeri dunque non consentono di sostenere una variazione nel ricorso all’aborto al mutare della guida politica della regione Marche.

C’entra qualcosa l’organizzazione dei servizi? VediamoNelle Marche vi sono 2,3 consultori pubblici ogni 1.000 donne in età fertile. La media in Italia è 1,6. Il Lazio della giunta PD Zingaretti ne ha 1,1 e la Campania della giunta PD De Luca ne ha 1,2.Una carenza di offerta di servizi abortivi viene letta anche attraverso la lente di interventi effettuati in urgenza. La regione Marche ha un 15,5% di interventi in urgenza, contro una media nazionale del 25% e tassi nelle regioni amministrate dal csx che vanno dal 21,6% della Campania, al 30,9% dell’Emilia Romagna, al 33,5% della Toscana per raggiungere il 45,8% del Lazio e il 45,9% della Puglia.Il numero di centri con servizio ostetrico-ginecologico che effettuano anche gli aborti è nelle Marche 92,9% contro una media nazionale del 63,8% e percentuali nelle regioni amministrate dal csx che vanno dal 75% della Toscana e scendono progressivamente al 71% della Puglia, il 68% dell’Emilia Romagna, al 57,5% del Lazio, fino al 27,9% della Campania.C’entrano qualcosa i medici obiettori di coscienza? Vediamo. Nelle Marche vi sono 91 ginecologi in servizio nei reparti pubblici di Ostetricia e Ginecologia. Di questi il 70% ha dichiarato obiezione di coscienza secondo la legge 194. Vi sono dunque 27 ginecologi non obiettori. Il carico di aborti per ciascuno di questi è dato dal calcolo 1.351 aborti annui / 27 ginecologi non obiettori. Risultato: 50 aborti per ogni singolo medico non obiettore che, considerando 44 settimane lavorative, corrisponde a 1,1 aborto a settimana. Se svolgiamo il calcolo con i soli 1.117 aborti chirurgici, il carico per singolo ginecologo non obiettore si riduce ulteriormente a 0,94 aborti a settimana. Fatto: i numeri non consentono di affermare che nella regione Marche ci sia un particolare disservizio che renda l’aborto “praticamente impossibile”.

Concludo dicendo: purtroppo. In allegato le tabelle della relazione del ministro speranza del 2022. Ciascuno può tirare le proprie personali conclusioni.

da: https://www.facebook.com/renzo.puccetti

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