“La verità è ciò che arde”

Paul Klee, Morte e fuoco, olio e tempera su tela, 1940

Commento artistico-spirituale al Vangelo della XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C – 13 Agosto 2022

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

Colletta

O Dio, che nella croce del tuo Figlio
riveli i segreti dei cuori,
donaci occhi puri,
perché, tenendo lo sguardo fisso su Gesù,
corriamo con perseveranza incontro a lui, nostra salvezza.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Ai discepoli che l’accompagnano verso Gerusalemme, Gesù spiega il perché del suo avvento: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!» (Luca 12,49-53).

Il Maestro paragona la sua presenza sulla terra al fuoco, all’amore ardente che, purtroppo, non da tutti è stato accolto. Successivamente presenta la sua morte redentrice sul Getsemani come un «battesimo» desiderando che si realizzi al più presto anche se gli sarà causa di tormento.
Nella seconda parte del brano Gesù parla delle discordie provocate dalla sua venuta già anticipate dai profeti quando presentarono i tempi del Messia segnati da profondi dissidi familiari (cfr. Michea 7,6). «Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Sembra una contraddizione. In verità la pace portata dal Figlio di Dio e cantata dagli angeli a Betlemme – «e pace in terra agli uomini, amati dal Signore» – è l’amore che non cresce in un clima sempre idilliaco, senza conflitti o disarmonie. Non è Gesù che incita alla divisione o sollecita la guerra tra familiari ma, da quando Egli ha acceso il fuoco dell’amore evangelico, è insostenibile non prendere posizione. Basta guardarsi attorno: anche nelle famiglie in cui siamo, c’è chi accetta e chi rifiuta la proposta di vita secondo Cristo che ama la pace, ma non a costo di rinunciare alla giustizia e alla verità.
L’opera «Morte e fuoco» dipinta su juta ad olio e tempera da Paul Klee, nell’ultimo anno della sua vita terrena (1940), provoca attraverso lo sguardo il seguito della riflessione. Sullo sfondo rosso-fuoco, pure l’uomo dal volto quasi cadaverico sul quale è leggibile il termine tedesco «Tod» (morte), evidenzia, in alto, il centro dell’incendio o il sole nel cielo sovrastante il fuoco terreno che attrae irresistibilmente la persona stilizzata sulla destra. La vita spirituale di Klee, nell’ultimo periodo, quello della malattia, fu assai articolata. Lo testimoniano le opere sulla morte terrena ma soprattutto quelle sugli angeli e gli arcangeli. Chi si pone domande, scruta i segni dei tempi e medita sulla vita alla luce della Parola è discepolo di un Vangelo che infiamma.
Un noto e affermato scrittore francese contemporaneo, Christian Bobin, ha scritto: «La verità è ciò che arde. La verità non è tanto nella parola ma negli occhi, nelle mani e nel silenzio. La verità sono occhi e mani che ardono in silenzio».

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