“Amico, vieni più avanti”

Maria Cavazzini Fortini, Amico vieni più avanti, acquarello, 2019

Colletta

Dio onnipotente,
unica fonte di ogni dono perfetto,
infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome,
accresci la nostra dedizione a te,
fa’ maturare ogni germe di bene
e custodiscilo con vigile cura.

Commento artistico-spirituale al Vangelo della XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C28 Agosto 2022

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

«Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo». A quel tempo gli ebrei consumavano nella settimana due pasti al giorno, uno al mattino e l’altro alla sera; al sabato, come in questa occasione, ne aggiungevano un terzo, dopo la riunione nella sinagoga.

Come altre volte, Gesù – narra l’evangelista Luca (14,1.7-14) – accetta l’invito di uno stimato fariseo ad andare in casa per – letteralmente – «mangiare pane», secondo l’indicazione di Mosè agli Israeliti: «in giorno di sabato non accenderete il fuoco, in nessuna delle vostre dimore» (Esodo 35,3). Alle persone che nella sala lo stavano ad osservare per trovare di che accusarlo, il Maestro racconta due parabole ambientate in un banchetto di nozze.
La prima è destinata a coloro che, come i farisei, quando sono invitati si danno da fare per essere nelle prime posizioni. «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto». La tendenza alla vanità e al sovrastimarsi è già ricordata alle persone dell’Antico Testamento come richiama il libro dei Proverbi: «Non metterti al posto dei grandi perché è meglio sentirsi dire: “Sali quassù”, piuttosto che essere umiliato davanti a uno più importante» (26,6-7).
Continuiamo la lettura del racconto evangelico guardando con attenzione l’acquarello «Amico passa più avanti», dipinto da Maria Cavazzini Fortini nell’agosto 2019. L’intensa lettura e la meditazione della pagina evangelica ha fatto nascere una composizione di forte espressività e di semplice lettura. Nel delicato acquarello campeggia e occupa la scena il proprietario della casa dal volto sorridente e le braccia accoglienti, mentre con la mano sinistra indica a chi si è messo in fondo, di portarsi in prima fila. Tanto è grande lo stupore di quest’ultimo, espresso nel sereno realismo del volto, dipinto in basso a destra, quanto è eloquente il coloro rosso marcato della veste di chi parla. «Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Il teologo, astronomo e letterato italiano p. Francesco Moneti, nell’opera «Cortona convertita», pubblicata negli ultimi anni nel 1677, paragona l’inevitabile fallimento della persona superba al pallone che, pur se lanciato con forza molto in alto, «alla terra alfin torna repente / precipitevolissimevolmente. / Così fa l’uom che a sommi gradi aspira / e che superbo al merto altrui non cede».

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