PAROLE SCOMODE DAL BLOG DI PADRE LIVIO Ricordando la piccola Elena Pozzo

Da circa un anno, a quanto ricordi, il sempre discusso Padre Livio Fanzaga, ma ancor più infaticabile apostolo, ha aperto un Blog (QUI) tramite il quale si intrattiene in quotidiana conversazione con i propri ascoltatori, riportando le lettere che gli giungono. Non solo quelle di apprezzamento, ma anche quelle che sembrano opposte al suo insegnamento e che, più radicalmente, parlano della grande difficoltà

dell’uomo a capire Dio, la sua ‘economia’, specialmente quando si fa più inspiegabile davanti al dolore innocente.

L’inaccettabile morte di una bimba uccisa dalla sua Mamma, per esempio, come è accaduto in questi giorni, non solo ha visto una interessante, dolente e provocatoria lettere di un medico fortemente colpito da questo evento, ma alla risposta di Padre Livio, come al solito, ha visto le risposte di numerosi fedeli, delle quali risposte il Blog, ovviamente riporta solo alcune. Proviamo a leggere l’accorata lettera del medico e le lettere pubblicate a commento.

PERCHE’ DIO  PERMETTE  IL   DOLORE INNOCENTE?

La lettera di turbamento di Antonio e le testimonianze della fede

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Mi chiamo Antonio sono medico e padre di una bimba di sei anni..

Volevo parlarvi del mio profondo turbamento e dolore per ciò che è successo alla piccola Elena, la bimba brutalmente trucidata dalla ” madre ” in provincia di Catania..

Da quando è successo questo fatto non trascorre giorno in cui non verso lacrime per questa bimba che sento come fosse stata mia figlia..

In questi momenti la mia fede traballa alquanto perché non riesco ad accettare che Dio abbia potuto permettere una tragedia così brutale e cruenta…avessi almeno la certezza che la piccola Elena vive felice nelle braccia piene di amore di Dio che è Amore…sono certo che sei Dio esiste questo angelo ( Elena) è certamente tra le Sue braccia..ma non è facile credere e sperare in queste circostanze..questa bambina è stata tradita dalla madre dalla vita e da Dio..mi spiace dirlo..un Dio che permette queste cose non è più credibile ed affidabile…il male non deve ricadere sugli innocenti..il discorso del libero arbitrio non mi convince più e non è giustificazione ontologica a tanto male..

C’è veramente una vita piena di amore dopo questa vita? Mi angoscia l’idea che la vita innocente di questa bambina ( Elena) si sia definitivamente conclusa in modo cruento..ha dovuto fronteggiare un male più grande di lei e della sua tenera età..come può un Dio che consideriamo buono permettere queste cose??

Mi sono anche confessato per capire come accettare e non disperare.

Pregate per tutti noi genitori perché possiamo sempre essere all’altezza del ruolo e della missione che abbiamo ricevuto dalla vita e che possiamo vivere come dono la genitorialita’ che ci è stata appunto donata..

Antonio

Risposta di Padre Livio

Caro Antonio,

le tue parole  fanno eco al turbamento che hanno avuto tanti cuori, in particolare di genitori. Guai a noi se non reagissimo interiormente a queste manifestazioni estreme del male.

La Chiesa ci insegna che la permissione divina dell’attività diabolica è un mistero che sfugge alla nostra comprensione,  anche se  illuminata dalla fede.

Nel medesimo tempo la Chiesa cita S.  Paolo che ci esorta da avere fiducia perché Dio sa trarre dal male un bene maggiore.

Quando saremo davanti al  Padre  celeste tutto ci sarà  chiaro, ha detto la Madonna, anche  quello che ora  non comprendiamo.

Sul fatto che la piccola Elena sia nella gioia del Paradiso insieme a innumerevoli bambini, molti dei quali non nati, io non ho  dubbi.

Senza  la fede  in Dio e nella vita eterna sarebbe ben miserabile  e persino assurda la vita qui sulla terra.

Nella preghiera piena di fiducia troverà  la  pace.

Ave Maria
Padre  Livio

Cari amici sono arrivate molte riflessioni sulle domande poste da Antonio nella sua lettera. Ci scusiamo per non poterne pubblicare di più come meriterebbero. Vostro Padre Livio

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Caro padre Livio,

accolgo la richiesta di dare un mia risposta personale alla lettera arrivata, riguardo la povera Elena.

Dio si è dimenticato di noi, forse non ci ama più, quante volte me lo sono chiesto, specialmente in quei momenti in cui le persecuzioni spirituali sono più scatenate, quando testimoniare la propria fede è solo un ostacolo per la mia vita.

Eppure ciò che sento forte è un Amore che va al di là, ancora e ancora una volta sento vibrare nell’aria il grido di dolore di Gesù “Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?” a riguardo, c’è da notare che non dice Padre mio perché mi hai abbandonato, forse quel dio che ci abbandona è un dio diverso, il dio della ragione, del rispetto, della volontà di essere ad ogni costo e senza ostacoli.

Siamo dei poveretti quando guardiamo le cose con i nostri sfuocati occhi umani, lo vedo nella mia vita e ne soffro, ma come non rispondere a Gesù quando ci chiede “Volete andarvene anche voi?”

E allora ecco la risposta “Signore da chi andremo” occorre avere fiducia oltre ogni speranza, lo dico per me stesso, per non soccombere sotto il peso di tante croci tutte insieme da portare, Signore dove sei? Vieni a Salvarmi, vieni, vieni presto in nostro aiuto, non tardare, siamo qui Signore ad aspettarti, mostraci il Tuo volto.

Maria Vergine Santissima Vergine Immacolata, soccorrici, guarda le nostre miserie risana le nostre ferite.

Stefano 

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Caro padre Livio,

purtroppo lo scoraggiamento è diventato pane di tutti i giorni e non ti nascondo che qualche volta nelle preghiere

sollevo le mie dimostranze alla Mamma del cielo chiedendogli fino a che punto dovremo ancora giungere………..

Volevo innanzitutto dire ad Antonio che siamo in tanti a faticare sempre più spesso a rialzarci e continuare il cammino.

La Sofferenza Innocente non è comprensibile e tanto meno spiegabile, ci hanno insegnato che la sofferenza la si vive e basta.

La sofferenza innocente poi è la massima espressione di Amore perché richiede di affidarsi totalmente e viverla.

Ce lo ha insegnato Cristo dimostrandoci concretamente l’affidamento al Padre ed il coraggio di viverla fino in fondo.

Questa bambina ha testimoniato l’Amore verso sua madre, quello che purtroppo è sconvolgente è la profondità della

disperazione nella quale questa madre è sprofondata e come genitore mi turba pensare fino a che punto la povertà

dell’animo umano sia libero di arrivare se guarda solo a se stesso.

Una preghiera anche per me,

Angelo     

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Salve
sono Khadija, una mamma di tre figli. Stamattina ascoltavo il dolore del medico padre, confuso tra lacrime e irritazione per un Dio così poco Onnipotente da permettere ad una mamma, sicuramente in preda al male, di ferire mortalmente sua figlia di sei anni.
Per non sembrare buonista, semplicista e superficiale, dico solo che in cinquantdue anni di vita non mi è stato risparmiato nulla. Nasco da un padre arabo musulmano e mamma italiana, respiro crescendo un Allah punitore e violento. A diciotto anni mi innamoro di Gesù, tanto da offrirgli tutta me stessa.
Così la mia vita si complica ulteriormente, e drammaticamente.
Eppure, nel dolore, nella folle persecuzione, nelle violenze subite, io incontro sempre, e sottolineo sempre il volto Misericordioso del mio Papà, Abba, quel Dio, che troppo spesso accusiamo d’essere la causa del nostro male.
Ma se è sommo bene, perché dovrebbe trasformarsi, a seconda delle nostre valutazioni, in un mostro che spalma follia e violenza sui suoi figli? Perché ci rimane difficile comprendere che l’Amore è assoluto dono di libertà? Perché non leggiamo la Genesi, dove tutto ebbe inizio, e dove la promessa della salvezza fu dichiarata chiaramente di fronte ai nostri primi genitori che hanno opposto il male al Sommo Bene?
Non ho alcun giudizio su chi ha rancore nei confronti della Bontà Creatrice di Dio, posso con certezza personale testimoniare che se non siamo innestati in Gesù, nel suo Cuore, spogliati completamente di noi, del nostro ego, si cade nell’errore diabolico di accusare il vero Innocente, Il vero Giusto.
In questo percorso di crescita e consapevolezza spirituale gli scritti della Valtorta possono esserci d’aiuto. Ma prima di tutto dobbiamo essere capaci di un salto nel buio : abbandono me stesso per lanciarmi senza riserve in Dio. Sarà lo Spirito Santo a guarire le ferite della nostra anima, a guidarci alla Luce passo dopo passo.
Diversamente rimarremo schiacciati dal dolore e dal labirinto della logica umana che odora troppo spesso di zolfo.
Pace e bene in Gesù e Maria
Khadija

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Caro Padre Livio ,

Ti scrivo prendendo spunto gli interrogativi posti sul Blog da Antonio.

Son rimasto anche io turbato da questo fatto (di Elena) e da tanti altri fatti che spessissimo capitano a bambini così piccoli e così innocenti.

Guardando a questo fatto io mi chiedo sempre : ma come si fa ad arrivare a questa cattiveria ?!

Ieri la Madonna ci ha detto : “il male opera nell uomo come mai fino ad ora”.

L’unica cosa che mi permette di non disperare e non straziarmi di fronte a questi fatti , e’ la preghiera, L affidamento totale a Dio.

Durante questi mesi di guerra , spesso pensavo a tutti quei bambini (deportati , uccisi e anche torturati…) e spesso grido a Dio ma perché????

E mi viene quasi da arrabbiarmi in questo grido a Dio…e l’istinto mi porterebbe quasi a volerli vendicare tutti.

Però poi (come mia suocera mi diceva sempre ) questa arrabbiatura deve trasformarsi in domanda e grido a Dio , che possa trasformalo in amore e offerta.

In questo vedo che l’unico modo ,vedendo certe violenze che si scatenano anche sui bambini , per non farmi prevaricare dall’ansia fino a non dormire la notte (soprattutto dopo aver visto con che violenza spesso son stati trattati i bambini ucraini e le loro mamme) è la preghiera .

Anche io sono padre , sono un padre adottivo di un bambino che ormai ha tre anni.

Spesso quando lo guardo mi chiedo :e’ così bello , un bambino felice …abbandonato alla nascita , ma con noi ora felice e sereno…io cosa ho fatto per meritarlo ?

E perché invece altri bambini vengono uccisi, violentati trucidati?

Perché dare invece a quelle madri figli ,se poi vengono trattati così?

E ogni volta che lo guardo mi si stringe il cuore quasi a non dormirci la notte.

Ma penso che davverol’unico modo per star di fronte a questo è pregare e trasformare questo grido a Dio , da un grido di arrabbiatura, a un grido di supplica , di fiducia , di amore.

Perché posso stare tranquillo (come in tutte le difficoltà che ogni giorno ci si parano davanti ) , solo affidandomi a Dio e a Maria , che è davvero l’ unica nostra salvezza in questo mondo che peggiora sempre più.

Andrea

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Prima di tutto rispondo che Gesù è stato lui stesso vittima innocente “Agnello condotto al macello” per salvarci dai peccati e dalla morte.

Il male è stato generato dalla ribellione dell’uomo non é Dio che ci ha puniti ma anzi ci ha amati così tanto da volerci liberi, liberi di scegliere se dirigere la nostra vita verso il bene e l’amore o scegliere il male.

Gesù e Maria soffrono tantissimo per il male che ogni giorno commette l’uomo e sono sempre accanto a noi per sostenerci e aiutarci in questo combattimento.

La piccola Elena é una martire innocente che ci permette di meditare sulla crudeltà di cui é capace il male servendosi della mano dell’uomo, anche della mano di una mamma.

Quello che è accaduto é un monito che ci invita a stare sotto la protezione di Gesù, sotto il manto di Maria e accanto ai loro cuori, perché tutti noi siamo ogni giorno attaccati dal male e non dobbiamo giudicare nessuno per il male commesso perché  solo Dio conosce i cuori delle persone.

Preghiamo per tutte le vittime del male e siamo saldi nel combattimento verso ogni forma. Da cristiana e donna di fede mi sento in prima persona responsabile per ciò che è accaduto perché ognuno di noi é immerso nel proprio egoismo e a volte non ci accorgiamo della solitudine e dolore degli altri a noi vicini.

La piccola Elena oggi é accanto a Maria e dobbiamo pregare anche per la mamma di Elena e per la salvezza della sua anima, non dobbiamo giudicare ma anzi aiutare chi è accecato dal maligno che in maniera subdola manipola le nostre vite. Quello che è accaduto é il simbolo di una società che ha voluto eliminare Dio e il suo amore!

Ad ultimo da donna e da madre invito le donne a vivere la loro maternità sotto la protezione della Madonna, nella preghiera e a consacrare i loro figli ai cuori di Gesù e Maria fin dal concepimento.

Purtroppo spesso sento di giovani madri e padri che scelgono di non battezzare più i loro figli per “renderli liberi” da adulti ma in realtà questa non é vera libertà ma eliminare Dio ancora una volta dalla nostra vita, togliergli la possibilità di fargli conoscere l’amore di Dio.

Giovanna da Sorrento

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