“Farsi dono, sempre”

Libro di preghiere 1240 ca. British Library di Londra

Commento artistico-spirituale al Vangelo della Solennità del Corpus Domini – Domenica 19 Giugno 2022 – Anno C

Di don Tarcisio Tironi, Direttore M.A.C.S. (Museo di Arte e Cultura Sacra) di Romano di Lombardia-Bg

Sequenza Lauda Sion

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo …

Fissiamo gli occhi sulla stupenda miniatura tratta dal «Libro di preghiere» (1240 circa), conservato alla British Library di Londra. Godiamo la bellezza del racconto evangelico (Luca 9,11-17) reso con semplicità e freschezza nell’opera «Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci».
La folla – «circa cinquemila uomini» – ha seguito Cristo in un luogo deserto, senza portare con sé dei viveri. Il Maestro risponde all’invito dei discepoli – «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta» – dicendo loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ed essi, sconcertati dalle parole di Gesù, confessano: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci» e poi osano suggerire: «a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». Il Cristo interviene facendo crescere lo stupore e lo sbalordimento dei suoi quando chiede: «Fateli sedere a tavola [traduzione del verbo greco «kataklínate») per mangiare a gruppi di cinquanta circa». Chi non sarebbe entrato in confusione nell’eseguire l’ordine di sdraiarsi a tavola, in un luogo desolato, per cibarsi di quanto… non c’era? Eppure i discepoli «Fecero così e li fecero sedere tutti quanti».
Ritorniamo alla miniatura. L’artista rappresenta un gruppo di cinquanta persone, metà a destra e metà sulla sinistra, che, sedute dietro a una tavola dalla tovaglia festiva, apparecchiata con sfilatini e contenitori di pesce, stanno mangiando pezzetti di pane. Al centro della rappresentazione Gesù, sorridente, in piedi, attorniato dai dodici apostoli aureolati, sta compiendo il miracolo: «Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla». I due, davanti al Maestro, potrebbero essere Filippo e Andrea, secondo il racconto dello stesso episodio riferito da Giovanni.

Colpisce il volto sereno d’ogni personaggio, caratterizzato nella sua unicità, che con gli occhi esprime la soddisfazione del mangiare. In primo piano, per terra e ben allineati, sono rappresentati i dodici contenitori del cibo rimasto, secondo la conclusione evangelica: «Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste». Il numero rifacendosi alle dodici tribù del popolo d’Israele, fa riferimento all’umanità intera.
La festa del Corpo e del Sangue di Gesù, sollecita cristiani e comunità a farsi dono mettendo in gioco quanto si è. Ci rivolgiamo a Dio che farà il resto, con le parole della «Didaché» (testo d’inizio II secolo): «Tu, o Signore onnipotente, hai dato agli uomini il cibo e la bevanda per la loro gioia affinché ti rendano grazie; ma a noi tu hai donato un cibo e una bevanda spirituale e la vita eterna per mezzo del tuo Figlio. Grazie».

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