ABORTO, VERA E VIOLENTA PREVARICAZIONE DEL MASCHIO SULLA PERSONA DELLA DONNA E SULLA VITA! Quando arriverà l’amnistia per i nascituri?

Usa: proteggere il diritto all'aborto! - Amnesty International Italia
Da www.amnesty.it del 3 maggio 2022

“La Costituzione non conferisce il diritto all’aborto”, si legge nella sentenza di 213 pagine, formulata da un giudizio con 6 voti favorevoli e 3 contrari. “L’aborto presenta una profonda questione morale. La Costituzione non proibisce ai cittadini di ciascuno stato di regolare o proibire l’aborto”. La decisione è stata presa nel caso “Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization”, in cui i giudici hanno confermato la legge del Mississippi, che proibisce l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane. A fare ricorso era stata l’unica clinica rimasta nello Stato ad offrire l’aborto.

Il nuovo orientamento della Corte Suprema degli Stati Uniti circa “il diritto costituzionale di aborto” ha avuto per effetto una contraria risoluzione del Parlamento Europeo denominata  “Minacce globali al

diritto di aborto: il possibile ribaltamento dei diritti di aborto negli Stati Uniti da parte della Corte suprema”. La risoluzione, articolata in 32 punti, è passata al Parlamento europeo con 364 voti favorevoli, 154 voti contrari e 37 astenuti. Chi è stato a favore della risoluzione? Socialisti, Democratici, Pd italiano, composto da ex comunisti e democratici cristiani, il  Renew Europa, unione di liberali e macroniani, Verdi e Sinistra. Contrari i Popolari, tra cui Forza Italia; i conservatori, con  Fratelli d’Italia e i leghisti.

Nonostante l’Europa sia provata dall’inflazione galoppante, dallo spread in salita, dalla crisi energetica e dalla povertà, quel Parlamento che pretende di rappresentarci trova più urgente esprimersi sulle scelte interne di un Paese terzo, gli Stati Uniti, avendo però l’occhio rivolto a quei Paesi dell’Unione che rifiutano l’idea dell’aborto “a ogni costo” e praticano politiche alternative all’interruzione di gravidanza, in testa Malta, Polonia, Ungheria e Slovacchia. Attaccata l’obiezione di coscienza di “intere istituzioni mediche che porta al rifiuto dell’aborto su base di religione e coscienza”.

Il Parlamento Europeo, infatti, è “profondamente preoccupato per le potenziali conseguenze per i diritti delle donne in tutto il mondo”, per il ribaltamento della Roe v Wade che dal 1973 ha legalizzato l’aborto su scala nazionale.

Tutto ciò, mentre nemmeno la Carta dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite riconosce l’aborto come un diritto.

L’aborto non è un diritto poiché acritica presa di posizione che ignora il diritto del concepito che è persona e non un grumo di cellule.

Quella che è stata per decenni spacciata come una lotta delle donne contro la prevaricazione dell’uomo è precisamente una prevaricazione maschilista acriticamente accettata da troppe donne.

È tipico della cultura maschilista l’usa e getta. Ho usato la donna e, per non assumermi la responsabilità di un bimbo non desiderato, sottopongo la donna all’aborto, spacciandolo come un diritto della stessa donna per “sbarazzarsi”. Imbarazzo, infatti, è un ostacolo, una molestia, un impaccio provocato da persone o cose che impediscono il libero movimento o il normale svolgersi di un’operazione, una sofferenza non ben definita, uno stato di perplessità in cui viene a trovarsi una persona che non sappia risolversi tra contrastanti soluzioni, o che non veda via d’uscita da una situazione difficile, o che non sappia come rispondere a quanto le è chiesto; un sentimento di timore, di soggezione, di pudore. Ma mentre il suo superamento vero è prendere atto della realtà con lucidità e coerenza, con dignità, il maschio, proprio lui, incoraggia la donna ad uscire da una simile situazione rimuovendo non la causa, ovvero l’utilizzo della donna a fine di un piacere egoistico, ma rivalendosi sul terzo incomodo definito, per evitare il rimorso della coscienza, un semplice grumo indeterminato di cellule. Invece, proprio la tanto invocata scienza lo definisce dotato di tutte le caratteristiche che lo porteranno a diventare un essere umano maturo. La differenza di grado di sviluppo non cambia, infatti, la sua natura di essere umano.

Solo perché non lo vedo ancora macroscopicamente uomo, non posso affermare che non lo sia. La presunzione che l’embrione non sia un uomo è frutto di una comoda superficialità maschile che non si chiede minimamente quali saranno le conseguenze sulla psiche e lo spirito della donna, spesso giovanissima. Così, quello che è vero e proprio omicidio, nella fattispecie infanticidio, viene denunciato come un ‘imbarazzo’.

Alla posizione violenta e contro la vita del Parlamento Europeo ha fatto subito eco quella delle televisioni e giornali italiani che si sono scagliati contro i movimenti pro vita, definendoli contro la donna e di destra. Eppure, sappiamo bene che i chirurghi abortisti sono ben pochi, né la scorciatoia delle varie pillole del giorno dopo risolvono l’idea maschilista della donna usa e getta, strumento di piacere finché non costituisce un problema. L’atteggiamento violento, dispotico e ‘mafìoso’ del maschio verso la femmina non fa che dimostrare sempre di più quanto questo presunto diritto sia invece pura violenza a tornaconto del maschio.

Per approfondire: “Regno Unito, la Ru486 fa impennare gli aborti” da La Nuova Bussola Quotidiana del 27-06-2022 QUI e “Usa, Corte Suprema annulla la sentenza sul diritto all’aborto. I vescovi: giornata storica” da Vatican News del 24 giugno 2022 QUI.

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