LA FESTA CHE C’È PROPRIO ORA PROPRIO QUI

Si è aperta il 27 Maggio e si chiuderà il 5 Giugno la XXa edizione della Festa della Scuola “La Traccia” di Calcinate (BG), ma la festa è iniziata mesi fa con la progettazione di insegnanti, allievi, genitori e amici, che in questa scuola credono, sostenendola perché tanti altri ragazzi possano crescervi, anche dopo che i propri figli l’avranno terminata, perché … è dando che si riceve.

E così, mi ritrovo alla festa, al servizio Libreria, da quasi dieci anni, con la stessa maglietta (ma quest’anno

abbiamo anche le nuove a sostegno del buon andamento dell’Istituto), e con lo stesso desiderio di incontrare persone, che cercano nei libri, tra gli incontri inaspettati e attesi, e nella scuola, un riferimento vero.

Franco Nembrini e i giovani

Per due anni la Festa è stata scoraggiata dalle norme sanitarie, ma la ripresa ora è decisa e animata come sempre. Ci ritroviamo sorridendo e lavorando, a fianco l’uno dell’altro.

Così, c’è anche chi ha voluto interpretare il tempo presente, come il Prof. Francesco Fadigati, con un libro sulla forza di un adolescente, che vince i limiti delle regole sanitarie e continua a vivere con slancio, senza scoraggiarsi. Un romanzo avvincente – e divertente – sulla fatica e la bellezza di diventare grandi.

Franco Nembrini, mai stanco di dire la sua perché la parola serve ed è preziosa, pubblica “Sì”, rilettura del canto XXXIII del Paradiso, nel rapporto tra la Madre di Dio e il Cristo, in relazione a due opere d’arte, un dipinto del Doni e un altorilievo di Gaudí. Questi tre sguardi a Maria e Giuseppe, nell’arte poetica e figurativa, offrono una prospettiva nuova e originale per tornare a leggere la quotidianità di padri, madri e figli nella prospettiva dell’infinito e dell’eterno. Un piccolo gioiello di fede, intelligenza e passione per la bellezza. Quando l’hai tra le mani, piccolo com’è, con la sua delicata sopraccoperta, pregusti il piacere di leggerlo e con calma meditarlo nel silenzio.

Non potevano mancare le intramontabili Avventure di Pinocchio, sempre commentate dal Nembrini ed illustrate da Gabriele dell’Otto, uno dei più importanti disegnatori al mondo, artista di punta delle due grandi casi editrici americane di supereroi, Marvel e DC.

Non dimentichiamo che Gabriele dell’Otto ha impreziosito anche l’edizione in tre volumi della Divina Commedia, commentata dal Nembrini e dalla sua equipe scientifica, forte anche della collaborazione di Alessandro d’Avenia.

Mio Signore e Mio Dio, di Padre Gianmarco Arrigoni, Frate Minore Conventuale, con Marcello Giuliano, introduce al tema della sofferenza abbracciata nella via della Croce, attraverso le opere di quaranta artisti che nei secoli hanno parlato del dolore del Cielo per il Crocifisso e l’uomo, rimeditando la Salvifici doloris di San Giovanni Paolo II anche attraverso gli scritti e le vite dei santi.

Quest’anno i bambini la fanno, però, da leoni, con innumerevoli libri e giochi pensati per loro, incontrando la loro fantasia e curiosità.

L’allestimento della libreria verso la meta

Ma ecco che l’avvicendamento nei turni è già iniziato, quando ci viene comunicato che porteranno alcune copie di un libro appena uscito: l’autobiografia di una donna, che giunse bambina in Italia dal Marocco, in fin di vita per gravissime problematiche cardiache.

E ieri, mentre sistemavo i libri, mi si avvicina Sana El Aoud, che mi chiede: -Sei tu Angelo? -il coordinatore della Libreria. – No, ma forse lei è venuta a portarci i libri che aspettavamo? -Sì, mi risponde con un bel sorriso. Trentadue anni e il desiderio di esprimere la sua gioia di vivere, nonostante il doloroso percorso, non ancora terminato e che continuerà sempre in collegamento con l’ospedale di Bergamo, dove fu accolta e curata fin dall’inizio. La vita vale la pena di essere vissuta? Sì, per Sana El Aoud la risposta è Sì, secondo lei che vive con un ‘cuore aperto’!

Non manca il secondo libro di biografie poetiche scritto da Luisa Coltura, venti donne singolari che, seguendo grandi ideali morali, civili, religiosi, scientifici, artistici, hanno maturato una umanità autentica in quella femminilità che ama, sente e pensa.

 

Allora: è qui la Festa?

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