Gli effetti della vaccinazione

I dati sono i più recenti resi disponibili dall’Istituto Superiore di Sanità. Cosa dimostrano?

Fig. 1: I non vaccinati si infettano in misura maggiore rispetto ai vaccinati in una misura che va da 2 a 4 volte. Questo smentisce l’affermazione: “I vaccinati si infettano come i non vaccinati”.

Fig. 2: I non vaccinati hanno un maggiore rischio di ricovero da 5 a 20 volte. La dose di richiamo (booster) riduce di 4 volte il rischio di ricovero rispetto a chi non vi si sottopone.

Fig. 3: I non vaccinati hanno un maggiore rischio di ricovero in terapia intensiva da 8 a 33 volte. La dose di richiamo (booster) riduce di 4 volte il rischio di ricovero in terapia intensiva rispetto a chi non vi si sottopone.

Fig. 4: I non vaccinati hanno un maggiore rischio di morte da 3 a 20 volte. La dose di richiamo (booster) riduce di quasi 5 volte il rischio di morte rispetto a chi non vi si sottopone. Questi dati smentiscono l’affermazione “La dose booster non serve”. Questi dati, quantunque non stratificati per sesso, età, stato di salute e quant’altro, smentiscono l’affermazione “La vaccinazione è un fatto personale”.

La sottrazione di risorse sanitarie evitabile è un fatto anche sociale. Che il 49,4% dei ricoveri Covid in area medica possa essere ridotto di 20 volte e il 65% dei ricoveri Covid in terapia intensiva possa essere ridotto di 33 volte mediante la vaccinazione non è un fatto che riguarda unicamente l’individuo, ma anche un “interesse della collettività”. Il malato oncologico che dopo l’intervento ha bisogno della terapia intensiva e non può essere operato perché il posto non è disponibile, non ha meno diritto alle cure di chi fino al giorno prima ha rivendicato il diritto alla scelta, ma poi, quando le cose si mettono male, non è coerente con quella sua scelta. E con questo non intendo dire in nessun modo che le persone volontariamente non vaccinate dovrebbero essere abbandonate senza garantire loro le migliori cure disponibili. Questa dovrebbe essere la coerente posizione dei libertari, di quelli che invocano ad ogni pie’ sospinto diritti individuali; perché quando il libertario chiama il 118 egli abbandona l’individualità per la relazione, in questo caso di aiuto. Al contrario la mia posizione è che proprio perché l’individuo ha diritto alla salute (e non alla sua personale percezione di salute) egli ha anche il dovere di adottare i mezzi disponibili per tutelare, per quanto possibile quel diritto. È perché lo Stato cura, che può pretendere che l’individuo si curi. Quello che i cattolibertari sostengono, non è personalismo, ma individualismo. È un’antropologia ideologica, errata, mortifera e mai indicata né dalla Chiesa, né da 25 secoli almeno di medicina ippocratica.

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