Etica e vaccini: facciamo chiarezza

Osservazioni etiche semplici sui vaccini (e tutti gli altri farmaci) studiati su cellule fetali, ovvero sulla responsabilità morale di definire illecito il lecito

Articolo scritto per Libertà & persona da

Domenico Sambataro, medico e bioeticista.

L’epidemia da SARS-CoV-2 ha riaperto un dibattito in seno ai cattolici sulla liceità o meno delle vaccinazioni.

Pur non trattandosi certamente di argomento dogmatico, e quindi si può certamente essere nell’alveo della Chiesa Cattolica indipendentemente dalla propria convinzione in merito ai vaccini, è importante chiarire alcuni punti considerata la confusione generale che risulta evidente tra i cattolici. Questo per amor di Verità.

Tramite l’editto Consalvi del 20 Giugno 1822, il Santo Padre Pio VII ordinò la vaccinazione obbligatoria nel territorio dello stato Vaticano risultando dunque tra i primi in Europa ad applicare tale misura preventiva. Questo nonostante la pratica vaccinale di due secoli fa non avesse superato le prove di sicurezza cui invece sono sottoposti i moderni vaccini [1].

Il suo successore, Leone XII, consideratone la praticabilità nel territorio, ne tolse il carattere di obbligatorietà e ne mantenne la gratuità per chiunque ne facesse richiesta.

In effetti, la vaccinazione fu utilizzata anche dai missionari cattolici e dagli ordini sanitari, sempre della Chiesa Cattolica. Ai tempi, le critiche venivano mosse da chi avversava la Chiesa Cattolica.

La Chiesa Cattolica non ha mai avversato il progresso scientifico. Lo ha anzi ricercato e la storia della Scienza ha visto come protagonisti numerosi religiosi cui dobbiamo le basi della scienza moderna. La Chiesa Cattolica svolge inoltre il compito di regolare il vero progresso scientifico per evitarne le aberrazioni.

Non è con l’epidemia da SARS-CoV-2 che è stata aperta la questione vaccinale. Già nel 2017, con la vaccinazione obbligatoria nelle scuole, è emersa una ampia polemica sulla derivazione di questi vaccini sulla quale si intende far chiarezza.

Voglio dunque partire con un esempio.

Esempio 1. La rosolia è una malattia virale che, quando interessa le donne da poco prima del concepimento alle prime 10 settimane dello stesso, è responsabile di morte o di gravi malformazioni fetali in circa il 90% dei casi [2]. Come prevedibile, l’accesso all’aborto volontario è stata comunissima pratica nei casi di infezione da rosolia in donne gravide.

Il vaccino per la rosolia è stato prodotto da cellule derivate da aborti. Su questo punto si sono sollevate delle questioni etiche. Ora, la Pontificia Accademia per la Vita e la Fraternità Sacerdotale San Pio X hanno già sancito la liceità morale dei questi vaccini [3-4].

Obiettivo di questo articolo è chiarire in termini semplici quello che la Chiesa Cattolica insegna, che il buonsenso suggerisce e che la Scienza (che risulta tra i doni dello Spirito Santo) dimostra.

Anzitutto va chiarito da dove nascono queste linee cellulari. Sono diverse. Le più note sono Wi-38, fibroblasti di polmone; MRC-5, fibroblasti di polmone; HEK-293, cellule renali.

In primis, gli aborti in nessuno di questi casi sono stati eseguiti al fine della produzione dei vaccini. Non solo non è lecito per la bioetica cattolica, ma nessun comitato etico al mondo consentirebbe ad una cosa del genere. Pur non essendoci certezze, sembra che Wi-38 sia originata da un aborto volontario da parte di una donna che riteneva di aver già troppi figli nel 1964, MRC-5 da aborto per motivi psichiatrici nel 1970. Non ci sono dati disponibili per HEK-293, se non l’origine del 1972. È sicuro che nessun bambino è stato sacrificato al fine di ottenere vaccini o altri farmaci.

Figura 1. L’embrione singola cellula è già persona umana. È il punto di partenza fino a diventare uomo adulto.
In riquadro, il fibroblasta, capace di produrre solo altri fibroblasti, non è persona umana

Nessuna di queste cellule è un embrione, ma cellule già differenziate. La differenza è cruciale. La figura 1 aiuta la comprensione di questo passaggio. L’embrione è vita umana. La Chiesa Cattolica, la Bioetica, la Scienza e il buonsenso insegnano che nel momento in cui lo spermatozoo feconda l’ovulo, nasce la vita umana, motivo per cui l’aborto volontario assume una gravissima responsabilità morale. Il fibroblasta, la cellula renale no. L’embrione è persona umana in atto (cioè, lo è già adesso) e bambino, adulto e anziano in potenza (cioè, può diventare un anziano, ma in atto, non lo è). Dall’embrione scaturiscono le cellule differenziate per tutti gli altri organi (polmone, rene, cuore, etc). Il fibroblasta, la cellula renale, che sono già cellule differenziate, non sono persona umana: possono riprodurre solo se stessi. Ne risulta che causare la morte dell’embrione ha un gravissimo impatto etico, quella del fibroblasta e della cellula renale no perché né il fibroblasta, né la cellula renale possono dare origine ad un essere umano.

Il destino del feto abortito è l’eliminazione. In questo caso, invece che finire nel cesto giallo dei rifiuti biologici, una parte è stata mantenuta per ottenere queste cellule. Le cellule oggi a disposizione non derivano da nessun aborto, ma è la replicazione innumerevoli volte della stessa cellula standardizzata. Ancora: la cellula renale sulla quale si studiano i farmaci oggi non deriva da nessun aborto, bensì da altre cellule renali ed è divisa dall’aborto iniziale da un enorme numero di generazioni.

Ora, su queste cellule sono stati prodotti i vaccini per poliomielite, morbillo, parotite, rosolia, varicella, herpes zoster, adenovirus, rabbia, epatite A e, più recentemente, covid-19. Per le prime 9 condizioni cliniche elencate, si stima che fino al 2017 i vaccini abbiano direttamente salvato circa 10 milioni di bambini [5]. A questo numero, va certamente aggiunto un enorme numero di aborti (spontanei e volontari) evitati dovuti all’infezione della donna gravida da parte di questi agenti infettivi. Qui voglio aggiungere una provocazione: sulla comparazione tra quanti aborti sono stati evitati dalla predicazione dei sacerdoti cattolici e quanti, invece, sono stati evitati dalla vaccinazione non sono in grado di dare un numero, ma tendenzialmente, considerati i tempi attuali, sono in grado di farmi una idea sul lato verso cui tende la bilancia. Ma questi sono altri discorsi.

Al 2008, è stato stimato che il numero di morti evitato dai vaccini, tra le strategie sanitarie, è secondo solo alla potabilizzazione delle acque [6].

È importante capire che, se c’è una responsabilità morale nel definire eticamente lecito ciò che è illecito, è vero anche l’opposto. Cioè è molto grave definire eticamente illecito ciò che è lecito.

Riassumendo, per essere chiari, da un evento moralmente illecito (aborto), collateralmente (cioè, l’evento non è stato eseguito per questo fine), si è ottenuta la base per un intervento che ha salvato milioni di vite (e questo è indubbiamente un bene). La Chiesa Cattolica insegna la liceità morale di questi vaccini perché la collaborazione al male sarebbe molto remota e, dunque, non eticamente illecita.

Ora, trasportiamo in altro argomento lo stesso ragionamento.

Esempio 2. Friedrich Wegener (Varet 1907 – Lubecca 1990) fu un insigne patologo. La sua attività di ricerca ha portato ad importanti scoperte nel campo della fisiologia e della patologia. La più celebre fu quella legata ad una grave malattia autoimmune che lui descrisse nel 1936 [7]. Questa condizione clinica fu chiamata “Granulomatosi di Wegener” dal 1954 [8]. L’impatto delle ricerche di Wegener gli consentì di vincere prestigiosi premi per la carriera scientifica [9]. Wegener aderì al partito nazista nel 1932. Ci sono diverse segnalazioni che accusano Wegener di aver avuto parte attiva negli esperimenti sui detenuti nei campi di concentramento nazisti al fine di ottenere dati che hanno consentito le sue scoperte scientifiche, particolarmente nel 2008 su un articolo de “The New York Times” [10]. Dal 2012, questa malattia non porta più il nome del patologo, ma è chiamata “Granulomatosi con Poliangioite” [11].

Fig. 2. Schematica rappresentazione tra l’evento illecito e rapporto finale, collaterale (riquadro superiore) o diretto (riquadro inferiore) su evento finale moralmente buono.

Ora, ammesse le colpe del dr. Wegener, un evento moralmente illecito (sperimentazione su prigionieri), direttamente (ciò commessa proprio per questo scopo) permette oggi di curare i pazienti affetti da questa malattia. È dunque un male curare la Granulomatosi con Poliangioite perché il suo scopritore lo avrebbe fatto con metodi illeciti? Ovviamente no, anzi è un bene curare questi pazienti. In figura 2 provo a schematizzare questo esempio.

Torniamo dunque alle cellule. Queste cellule non sono utilizzate solo per i vaccini, ma per tutti i farmaci. Cerchiamo di essere più chiari: ogni farmaco che vedete in farmacia, molti integratori, finanche i cosmetici sono stati testati su queste cellule per stabilirne la sicurezza. Sia i farmaci sviluppati dopo gli anni 70 sia quelli sviluppati prima, per una migliore definizione della sicurezza.

Letteralmente qualsiasi farmaco. Farmaci per ipercolesterolemia, ipertensione arteriosa, malattie autoimmuni, gli antinfiammatori: tutti i farmaci. Nella referenza 12 trovate un elenco non esaustivo di farmaci testati su cellule HEK-293. Chiunque può verificarlo, è sufficiente una connessione ad internet, andare su pubmed, la banca dati delle ricerche scientifiche e scrivere “[nome in inglese del principio attivo ricercato] AND HEK-293”. E troverete studi su aspirina, ibuprofene, eparina, idrossiclorochina, azitromicina, levotiroxina, valsartan… qualsiasi farmaco.

È facile intuire che il rifiuto del vaccino per covid o per qualunque altro vaccino per la provenienza cellulare, renderebbe, per coerenza, sostanzialmente inutile rivolgersi ad un medico per qualsiasi condizione clinica da trattare farmacologicamente, non esistendo praticamente farmaco che non sia stato studiato su queste cellule.

Di rimando, la critica è verso tutti i “dottori della legge” che pontificano sull’illiceità morale dei vaccini per questa ragione e, di rimando, verso qualsiasi altro farmaco e che sembrano non essere particolarmente preoccupati dalla responsabilità morale di queste posizioni.

Esempio 3. Una persona assume un farmaco per regolarizzare la pressione arteriosa. Lo assume per evitare un infarto del miocardio. Le dicono che non deve assumere il farmaco perché sarebbe illecito moralmente in quanto studiato su cellule HEK-293. La persona sospende il trattamento e muore di infarto. Di chi è la responsabilità morale di questa morte?

Una cosa simile si trasla al vaccino per il covid. Una persona vuol vaccinarsi per evitare il covid. Le dicono che non deve assumere il farmaco perché sarebbe illecito moralmente in quanto studiato su cellule HEK-293. La persona si infetta e finisce in ospedale, terapia intensiva o peggio. Di chi è la responsabilità morale? Sono questi “dottori della legge”, per lo più scevri da qualsiasi nozione scientifica, capaci assumersi questa responsabilità?

Sia chiaro, in molti casi, non ho motivo di credere nella mala fede. Credo nella mancanza di prudenza nel rilasciare dichiarazioni ardite, credo nella superbia che impedisce ad ammettere gli errori e che infonde l’illusione sapienza tramite meccanismi di vero bias cognitivo. E inoltre credo nella mancanza di umiltà nel rifiutare ostinatamente l’opinione degli esperti e cercare il conforto di coloro che confermano la propria idea. La definizione è cherry picking, letteralmente “raccogliere ciliegie”: consiste in una fallacia logica di rifiutare ogni prova a confutazione della propria tesi e di ergere a verità ogni dettaglio a sostegno della stessa, indipendentemente dalla scarsa qualità dello stesso.

I vaccini attualmente disponibili contro covid-19 dimostrano una efficacia verso la malattia grave oltre ogni ragionevole dubbio, ma non è questo l’obiettivo di questo articolo. L’obiettivo di questo articolo è una considerazione etica.

Questo virus è stato in grado di travolgere i sistemi sanitari di tutto l’Occidente. I vantaggi della vaccinazione possono essere sintetizzati in 2 punti principali:

  1. Il vaccino evita la forma grave di malattia. Quindi, l’infezione del vaccinato spesso non richiede ospedalizzazione. Questo ha un impatto etico sulla singola persona che mantiene la propria salute.
  2. Il vaccino evita il sovraffollamento degli ospedali e delle terapie intensive. Questo ha un impatto etico su tutta la comunità, perché consente agli ospedali di allocare bene le risorse, di seguire i pazienti per tutte le patologie (non solo covid), di mantenere le attività dei reparti medici e di proseguire con gli interventi chirurgici in lista, nonché di trovare un posto di terapia intensiva libero per eventi diversi da covid come un incidente stradale o un infarto del miocardio.

Di rimando, al sottotitolo: vi è una responsabilità morale nel definire illecito il lecito. È un richiamo alla prudenza e all’umiltà nel chiedere consiglio. È un richiamo per il ritorno alla logica e al buonsenso.

Referenze

  1. La Civiltà cattolica, 1970, volume 1, pag. 271. Disponibile a https://books.google.it/books?id=gwM5AQAAMAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false ultimo accesso, 07 Gennaio 2022.
  2. Filia A. Rosolia. Istituto Superiore di Sanità, 2019. Disponibile a https://www.epicentro.iss.it/rosolia/ ultimo accesso, 07 Gennaio 2022
  3. Pontificia Accademia per la Vita. Nota circa l’uso dei vaccini. 2017. Disponibile a https://www.academyforlife.va/content/pav/it/the-academy/activity-academy/note-vaccini.html ultimo accesso, 07 Gennaio 2022
  4. Selegny A. Is it morally permissible to use the covid-19 vaccine? Society of Saint Pius X 2020. Disponibile a https://sspx.org/en/news-events/news/it-morally-permissible-use-covid-19-vaccine-62290 ultimo accesso, 07 Gennaio 2022
  5. Olshansky SJ, Hyfflick L. The role of the WI-38 cell strain in saving lives and reducing morbidity. AIMS Public Health 2017;4:127-138. DOI: 10.3934/publichealth.2017.2.127.
  6. Plotkin SL, Plotkin SA. A short history of vaccination. Chapter one in Plotkin SL, Orenstein WA, Offit PA. Vaccine, 2008.
  7. Wegener F. Uber generalisierte septische gedasserkrankungen. Verh Deut Pathol Ges 1936;29:202-210
  8. Godman GC, Churg J. Wegener’s granulomatosis: pathology and review of the literature. Arch Pathol 1954;58:533-553.
  9. Sargin G, Senturk T. Scientific people named in the classification of vasculitis. Rev Bras Reumatol 2017;57:605-609.
  10. Feder BJ. A nazi past casts a pall on name of a disease. The New York Times, January 22, 2008.
  11. Jennette JC, Falk RJ, Basu BN, Cid MC, Ferrario F, Flores-Suarez LF, Gross WL, Guillevin L, Hagen EC, Hoffman GS, Jayne DR, Kallenberg CGM, Lamprecht P, Langford CA, Luqmani RA, Mahr AD, Matteson EL, Merkel PA, Ozen S, Pusey CD, Rasmussen N, Rees AJ, Scott DGI, Specks U, Stone JH, Takahashi K, Watts RA. 2012 Revised international Chapel Hill Consensus Conference nomenclature of vasculitides. Arthritis Reumatol 2013;65:1-11. DOI: 10.1002/art.37715.
  12. Schneider MP. If any drug tested on HEK-293 is immoral, goodbye modern medicine. January 28, 2021. Disponibile a https://www.patheos.com/blogs/throughcatholiclenses/2021/01/if-any-drug-tested-on-hek-293-is-immoral-goodbye-modern-medicine/ ultimo accesso 07 Gennaio 2022.
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