Mattarella e quei due, orwelliani, minuti dell’odio

di Stefano Fontana.

Più il potere si irrigidisce in forme autoritarie e più ha bisogno di un nemico. Dopo Draghi, il discorso del Presidente Mattarella all’università di Pavia inquieta, sia per le cose inesatte espresse, sia per la violenza discriminatoria di cui ha fatto oggetto coloro che decidono di non farsi vaccinare. In 1984 Orwell parlava dei “Due Minuti dell’Odio”: Mattarella ha presentato quei cittadini come il “nemico” da combattere. Quando il potere parla in questi termini rende gli oppositori sicuri di essere nel giusto. 

Il discorso del Presidente Mattarella all’università di Pavia di domenica 5 settembre inquieta, sia per le cose inesatte che ha espresso, sia perché ha fatto propria fin nei minimi termini la versione che il potere ha deciso di diffondere sulla vaccinazione, sia infine per la violenza discriminatoria di cui ha fatto oggetto i cittadini che – responsabilmente, prudenzialmente, coscientemente – decidono di non farsi vaccinare.

Più il potere si irrigidisce in forme autoritarie e autoreferenziali e più ha bisogno di individuare un nemico. Letterariamente George Orwell ci ha parlato dei “Due Minuti dell’Odio” che il regime politico in cui viveva il protagonista del romanzo “1984” imponeva a tutti i cittadini. Lo storico Ernst Nolte ci ha a sua volta insegnato che ogni regime autoritario deve creare una “attribuzione collettiva di colpa” come quella del Terrore parigino contro gli “accaparratori” o quello nazista contro gli ebrei. L’espressione sta a significare una colpa non perché si sia fatto o omesso qualcosa ma semplicemente perché si è qualcosa o qualcuno che il potere ha individuato come non avente diritto ad esistere. Ma il più esperto di Leviatani è senz’altro Thomas Hobbes, il quale ha spietatamente detto che “Lo Stato conserva nei confronti di chi dissente il proprio diritto originario, cioè il diritto di guerra, come nei confronti di un nemico”.

Il discorso di Mattarella a Pavia – come del resto quello di Draghi che sosteneva il rapporto necessario esistente tra non vaccinarsi e morire – ha costituito dei veri e propri “due minuti di odio”, una condanna senza appello dei cittadini che non vogliono vaccinarsi considerandoli licenziosi e irresponsabili. Il suo discorso è stato anche una “attribuzione collettiva di colpa”: non ci sono i “no-vax, espressione di comodo inventata dal potere per attribuire meglio la colpa collettiva, ci sono le singole persone con le loro storie e le loro teste, ma Mattarella ha considerato queste persone come una “massa” di irresponsabili, per definizione, e vadano alle ortiche le loro argomentazioni.

Infine, Mattarella ha presentato quei cittadini come il “nemico” da combattere e da sterminare, nemico perché si sono macchiati del delitto di “resistenza”, atteggiamento che, agli occhi del Leviatano di Hobbes equivale – e forse ancora di più – a quello di lesa maestà nel vecchio bonario assolutismo. Di solito quando il potere assume queste posizioni è perché è in atto una guerra civile, come spiegava Carl Schmitt, per evitare la quale lo Stato, che è Dio-Animale-Uomo-Macchina, mette in atto tutta la sua sovranità dato lo stato di eccezione che la guerra civile comporta. Ma in Italia non c’è guerra civile, soprattutto proprio per la responsabilità dei tanti cittadini che Mattarella bolla come irresponsabili. La situazione di eccezione non c’è e questo conferma la irresponsabilità del volere ugualmente proporre i “due minuti di odio”, di individuare lo stesso una “attribuzione collettiva di colpa” e di voler a tutti i costi indicare un nemico.

I cittadini contro cui Mattarella si è scagliato – i “nemici” – sono da lui accusati di non far ripartire l’economia. Ma l’economia è stata messa in blocco dai lockdown non necessari imposti dal potere politico. Bastava prendere altre strade e l’economia non si sarebbe bloccata. Vengono accusati di irresponsabilità, compresa quell’insegnante che non accetta l’imposizione a vaccinarsi in assenza di un reale pericolo e nell’incertezza di fare così del male a sé e ai propri figli. Vengono accusati di non voler accettare i risultati della scienza, ma quali risultati della scienza? E quale scienza? Quella asservita al potere o quella vera? Vengono da lui accusati di comportamenti violenti e minacciosi, quando sono le istituzioni a minacciare quotidianamente chi non accetta la vaccinazione di Stato.

Li ha perfino accusati di limitare le libertà altrui ben sapendo che anche i vaccinati non sono liberi e che, comunque, i vincoli ai diritti più elementari – dall’istruzione alle cure sanitarie, dalla cultura agli spostamenti – sono perpetrati dalla Repubblica proprio nei confronti dei cittadini “nemici” non vaccinati, in contrasto con la sua stessa Carta costituzionale.

Senz’altro dietro un intervento così crasso di Mattarella ci saranno motivi politici. Sostenere il governo Draghi, confortare l’ipotesi dell’obbligo vaccinale sostenuto dalla maggioranza e, purtroppo, anche dalla stragrande maggioranza dell’opposizione che così però si gioca la credibilità, mettere qualche pedina per le elezioni presidenziali o altro. Sta di fatto che le persone veramente responsabili dalle arroganti e irrispettose parole di Mattarella dovrebbero essere più che altro confermate a continuare la resistenza e la dissidenza. Quando il potere parla in questi termini rende gli oppositori sicuri di essere nel giusto.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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