“DANNI E BELLEZZA DELL’ INSEGNAR LATINO”. Curiosità degli antichi

Mentre l’ Università americana di Princeton (New Jersey) decide di sacrificare gli studi classici per dare priorità alla lotta contro il razzismo e le discriminazioni di genere (articolo e video QUI), seguita dalla Howard University (Washington DC), che, purtroppo, ha anch’essa deciso recentemente di chiudere il dipartimento di studi classici, in Italia ci si accorge che le radici latine e greche sono fondamentali.

(QUI)

Columella, De re rustica, Abb 49: N 144, Bl. 1 vf 2r

Radici fondamentali non solo per capire le culture sviluppatesi nel nostro continente, alla base di quell’impulso di pensiero, creativo e scientifico, caratteristica dei nostri popoli mediterranei e poi nordici, ma, se ben conosciute, via per apprezzare una sapienza antica e nuova in molte sue acquisizioni; per emulare l’atteggiamento dell’uomo classico; per concepire risposte adeguate a domande fondamentali per l’uomo anche di oggi. L’uomo non è solo un prodotto, né solo consuma, ma cerca un senso!

Chi conosce davvero la cultura greca e romana sa bene quanta distanza ci sia rispetto all’ideologia razzista che ha animato e anima ancora parte degli Stati Uniti e che sembra spaventare quelle due università americane. Ma ben 1600 anni prima della guerra civile americana tra schiavisti e non, l’imperatore romano Caracalla emanava un editto, che concedeva la cittadinanza romana a tutti gli abitanti entro i confini dell’impero, senza distinzioni di razza, sesso o religione.

Per non parlare della modernità di pensiero dei poeti e filosofi classici, come Seneca,  che ha anticipato di secoli il dibattito sull’uguaglianza tra gli esseri umani, siano essi schiavi che cittadini liberi. L’elenco sarebbe ancora lungo e dimostra tutta l’inconsistenza di qualunque crociata contro gli studi classici.

Così, oggi, libri sul greco o il latino, come quelli della classicista Andrea Marcolongo, per esempio, vanno a ruba, o del Professor Ivano Dionigi, o della Professoressa Silvia Stucchi, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore ospite a “PAIDEIA” Mercoledì 29 Settembre p.v., iniziano a rispondere alla sete di un sempre più ampio pubblico. E se non bastassero i saggi di livello universitario, orientati ad un pubblico non piccolo di studiosi, docenti e studenti universitari, ecco che anche un nostro grande quotidiano, il Corriere della Sera, apprezza la necessità di far conoscere tali radici e la lingua stessa così che, in data 22 settembre c.a., ha pubblicato, unitamente al giornale, il primo volume del corso di lingua latina «Latino. Cultura e lingua alle radici dell’Occidente» a cura di Elisabetta Cantone, giornalista (vedi l’articolo di Costanza Motta QUI), mentre ognuno dei sei volumi è curato da divulgatori diversi, quali: Costanza Motta, Linda Pedraglio, Elisabetta Cantone, Carmen Arcidiaco, Linda Pedraglio, lumeggiando alcuni aspetti della cultura latina, dalla Politica alla Società, da La guerra a Valori e tradizioni, al Tempo libero, alla Filosofia, alla Città.

È emozionante poi scoprire quanto ha notato ed entusiasmato proprio la Prof.ssa Stucchi, che interverrà a PAIDEIA: Sembra che “il Latino sia donna”, come rileva in un articolo su Libero del 23 Settembre c. a., ed a riprova, cita l’iniziativa del Corriere della Sera, elogiandola per il coraggio e sottolineando che la pubblicazione è stata affidata tutta a donne. Occupano posti di rilievo nell’editoria, in case editrici, a RAI Cultura. Sono insegnanti, redattrici, giornaliste! Quanto studio e passione alle loro spalle! Pure non sono ancora conosciute dal grande pubblico, ma stanno cogliendo un bisogno specifico della nostra epoca: oltre alla storia latina, accostano temi della lingua, partendo dalle basi! Quasi un innamorarsi poco per volta! Ecco un passaggio del suo articolo “Il Latino è donna” … senza togliere nulla agli studiosi maschi.

Silvia Stucchi, “Il Latino è donna”
da Libero del 23 Settembre 2021

L’uomo che pensa, e non vuole essere pilotato, cerca le radici culturali, di pensiero e di lingua, quelle risposte che la tecnologia, da sola, non sa dare. Chi cerca il testimone del tempo, in cerca dell’eterno, si pone interrogativi, rintraccia risposte sul senso, ma, soprattutto, vuole conoscere con quale spirito e atteggiamento l’uomo antico si poneva davanti alle nuove esigenze del tempo di allora. Un guardar in dietro per apprezzare e gustare ciò che di immortale vi si trova e poter procedere avanti.

L’uomo, oggi come ieri, è assillato dai problemi di sopravvivenza e di come meglio vivere. Ha molte paure, tra le quali morire. Quante e quali riflessioni il mondo antico ci offre anche su questi temi! Temi poi rinnovati e approfonditi con nuovi sbocchi dalla cultura cristiana che è e fu cultura greca, latina e, in radice, anche ebraica, testimoniando una confluenza di ricchezze millenarie ancora oggi fruttuose.

Purtroppo, nella memoria ancora di molti, il latino può sembrare quella materia ostica, triste, latrice di incubi notturni precedenti un compito in classe. Oppure, noiosa perché non si ricorda se non per la fatica dell’apprendere vocaboli, declinazioni e verbi.

Ma il latino non è questo, come non lo è alcuna lingua anche moderna, che pure, per essere appresa, richiede fatica, come ogni cosa.

Magister discipulis docet

Nelle lingue si deposita l’anima dei popoli, quale scrigno misterioso e affascinante!

Pensiamo che l’intervista di Mercoledì potrà riservarci alcune positive sorprese.


Le scorse puntate di “PAIDEIA”

11 Settembre 2021 “Mio Signore e mio Dio!” Padre Gianmarco Arrigoni racconta Don Roberto Malgesini

5 Giugno 2021 Tecnologia, immagine, parola. Intervista a Mara Masseroni;

15 Maggio 2021 Roberto Filippetti: cura dell’educare attraverso l’arte; 30 Aprile 2021 TESHUVÀ. Nel silenzio dei monti il ritorno: Stefano Zanchi;

23 Aprile 2021 Il cielo è annuvolato. Un’intervista alla maestra Irene Carminati e ad Alberto Bogni, Capo Alpini di Arcene; 11 Aprile 2021 Francesco Agnoli sul canale You tube di Agorà Irc

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