Al “G20 della Cultura” l’anima dei giovani rinnova il Quirinale nel “Cortile d’Onore”

Ieri sera ho ascoltato e seguito con commozione l’esecuzione del Maestro Muti con la sua orchestra Luigi Cherubini nel Cortile d’Onore del Quirinale.

Affascinanti  e toccanti le  riprese di quei giovani. Dietro i loro volti e i loro occhi, talvolta lucidi, come per una delle due flautiste,  sempre attenti, come se fosse la prima volta che suonassero e dovessero comprendere le richieste del Maestro, si intravedeva il compiersi, ancora una volta, di un nuovo evento, mai uguale al precedente, per lo stato d’animo, per la circostanza, per il luogo, ma, soprattutto, per un nuovo incontro con la Sinfonia da eseguire con rispetto, fedeltà e partecipazione. Erano lì con il cuore, insieme! In armonia, come ha detto il Maestro nel discorso al Presidente Mattarella.

Per Muti l’orchestra è l’immagine di come dovrebbe essere una società, un’ armonia nella Bellezza.  Molti, forse, non avranno potuto seguire questo evento. Potete rivederlo su Rai1 Play. 

Il Maestro quasi accenna un lieve inchino all’orchestra per innalzarla all’armonia della Sinfonia
(In collaborazione tra RAI Cutura e Rai Parlamento e la presentazione di Barbara Napolitano)

QUI

Penso che quest’ “incontro” qualcosa abbia lasciato ai ministri, alle persone dello spettacolo, ai sindaci, ai parlamentari intervenuti. Erano presenti anche alcuni delegati dei Paesi Arabi.

Chissà che sia stata la premessa per la costruzione di ponti veri.

Il Maestro non ha voluto dilungarsi in tanti discorsi e, in modo un poco brusco, è andato al cuore, come a dire, basta con le parole, ed ha citato un uomo del Medio Evo, Cassiodoro

Il discorso

“Innanzitutto voglio ringraziare il Presidente Mattarella per averci ospitato nella Casa degli Italiani. Ringrazio il Ministro Franceschi per aver voluto convogliare a Roma il “G20 per la cultura”. … Inutile ripetere le parole retoriche sull’importanza della cultura, della bellezza … l’abbiamo detto mille volte … questi giovani talenti sono il futuro … Il Card. Ravasi, in un incontro che avemmo anni fa … citando Cassiodoro, uno storico romano del VI secolo, se non sbaglio, ripeté una frase molto importante: “Se noi uomini continueremo a commettere ingiustizie, Dio ci punirà togliendoci la musica”.

Parole cadenzate, scandite, sottolineate dal tono forte della voce e pur sempre contenuto. Parole come macigni sull’assemblea convenuta. A dire l’importanza che connetteva al proprio intervento, traduceva anche in inglese, mano a mano.

Applauso di media intensità e, speriamo, non di circostanza. Draghi sempre serio, inespressivo nel volto, ma certo toccato nell’intimo!

“… questa orchestra è l’esempio di come dovrebbe essere una società. Ci sono diversi strumenti, violini, celli, ottoni … ma tutte le frasi devono convogliarsi nell’armonia finale di un’idea che è il bene di tutti. Questa è la bellezza della cultura in tutte  le arti e le forme … Spero che il vostro lavoro sia fruttuoso …!

Poi, come se fosse lui a dirigere la cerimonia, ha detto: -Ora vado a salutare il presidente. Un poco claudicante, ma sicuro, si è diretto da lui, dal Presidente Sergio Mattarella.

Il Presidente ha avuto la delicatezza di togliersi la mascherina e Muti lo ha gentilmente abbracciato, donandogli la sua bacchetta da Direttore:

quasi una laurea ad honorem per il Presidente e un sottinteso: – Provi a dirigere l’Italia verso un mondo migliore.

Prima, aveva anche invitato ad un applauso per il Ministro della Cultura onorevole Dario Franceschini, il quale è rimasto impassibile. Egli è consapevole che, fino ad oggi, non ha ascoltato quanto Muti gli ha suggerito, e questo, tempo fa, lo disse proprio Muti, pur aggiungendo e sottoneando

Il Ministro della Cultura Daria Franceschini

che non basta un Ministro, ma occorre un paese intero.

La partecipazione dei convenuti, espressa da occhi fissi e sorrisi difficimente rintracciabili, complici anche le inespressive mascherine, contrastava con i visi leggiadri dei giovani della Cherubini.

E così vedevamo un Franceschini dagli occhi fissi, l’onorevole Mara Carfagna con occhi sbarrati, o forse veramente stupiti per la bellezza inattesa, il Presidente del

Onorevole Mara Carfagna

Consiglio Mario Draghi che non sapeva da quale parte guardare, cosa fare, come se si sentisse più isolato che non gli altri, applaudendo quasi a comando, senza minimamente scomporsi. Guardava sempre avanti a sé. Impressioni del tutto soggettive, le mie, eco di riprese molto ben condotte da RAI Cultura e RAI Parlamento.

Mario Draghi, Presidente del Consiglio

Domani, Sabato 31 Luglio, il Maestro sarà dai giovani di Scampia, dove criminalità e cultura crescono l’una accanto all’altra, come la zizzania e il buon grano del Vangelo, con la differenza che quei giovani, ben seguiti, potrebbero essere certamento buon grano:

« Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio. »  (Mt 13, 24-30).

Sarà lì a prendersi cura di tutti, con amore e benevolenza.
Il Maestro è stato di recente nella Casa circondariale di Ravenna con la moglie Cristina Mazzavillanti, anch’ella musicista, dove ha voluto che la sua orchestra Luigi Cherubini fosse diretta da uno dei suoi allievi direttori. Ha guardato, ascoltato, gustato al vedere insieme giovani, e anche adulti, così diversi, ma uniti nel Bene dalle note. 

Anche questa è la missione del Maestro. Piano piano, si è dipanata, senza forzarla. C’ è una Provvidenza che fa sì, solo che noi si sia in attesa, che le cose accadano secondo un disegno che scopriamo mano a mano. Facciamo un paragone: come tra le note si scopre l’infinito, così tra gli eventi. Viviamo nel Mistero. A volte ce ne rendiamo conto subito, stupendoci. Molte altre, lo capiremo tempo dopo, dopo che forse, a lungo, non capimmo il perché di certi fatti anche  dolorosi, o all’apparenza, ingiusti.

Ma poi tutto è chiaro e dolce e nel cuore affiora la gratitudine! Questa crescita viene spontanea, nell’ anima che si espande verso le altezze che Dio ha preparato per noi, sia che si sia credenti o meno.

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