Roberto Filippetti: cura dell’educare attraverso l’arte

Roberto Filippetti, alcune volte, ha fatto capolino sulle nostre pagine ‘on line’ e da quarant’anni, instancabilmente, fin da quando giovane insegnante di lettere, al Liceo e in Ragioneria, a Padova e poi docente universitario di iconologia e iconografia, all’Università Europea di Roma, aveva iniziato a correre e ancora insegue le vie d’Italia, ad innamorarsi ed innamorare tutti, particolarmente i giovani e perfino i bambini.

Non cercava e non cerca la notorietà; tuttavia essa gli viene appresso. Non è mai voluto diventare un personaggio e si lascia avvicinare da tutti, semplice persona e portare, con l’arte, alla Verità nella Bellezza qualcuno, rispondendo a quel desiderio di infinito che, tra un segno e l’altro dell’Opera, traspare, non lasciando mai pago nemmeno l’artista.

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Oppure, commentando i grandi poeti nei quali, non solo vede la storia dell’uomo, ma l’aspirazione oltre il limite, il tempo, oltre ciò che si vede e tocca, benché, il vedere e il toccare, l’udire non rifuggano le Muse, al contrario, le incarnino.

L’intervista non sarà una lectio, secondo il significato più noto del termine, ma una scoperta, piana ed elevata ad un tempo, molto personale, che ci accompagnerà dolcemente ad alcuni temi, che trovano ragione nell’uomo e nell’infinito nei quali il Professore, il Maestro, si prenderà cura di noi.

750° anniversario della nascita di Giotto, Lurano 2017.

Incontrai il Prof. Filippetti ormai diversi anni fa, e ne nacque via via un’amicizia garbata, rispettosa, a distanza, per forza di cose, e vera, che sta producendo scoperte, esperienze, collaborazioni, ciascuno secondo le proprie qualità e risorse. Sullo stesso cammino, verso quelle stelle sotto le quali, mille volte, lui ha alzato lo sguardo e, ancora, me.

Grazie, Roberto, ti aspettiamo.

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