Ue: nasce il nuovo blocco cristiano, ma non Popolare

di Luca Volontè.

Morawiecki, Orban e Salvini si sono incontrati a Budapest, il Giovedì Santo, per dare il via a un nuovo progetto di gruppo parlamentare europeo, cristiano nei valori, ma completamente alternativo al PPE (da cui Orban è appena stato espulso). Si chiama Rinascimento Europeo e può essere una buona notizia.

Il dado è tratto. Il 1 aprile, nella significativa ricorrenza del Giovedì Santo, si sono riuniti a Budapest i tre leaders di Lega, Fidesz e Pis (l’italiano Salvini, l’ungherese Orban e il polacco Morawiecki) per avviare il percorso di contenuti e programmi politici che caratterizzeranno la nascita di una grande famiglia politica europea imperniata su valori chiari e condivisibili.

L’uscita di Orban dal PPE, che avevamo raccontato lo scorso 22 marzo, ha fatto chiarezza e da giovedì si è partiti verso la creazione di un partito europeo chiaramente imperniato sui valori cristiani (vita e famiglia) e sui principi si sussidiarietà, solidarietà ed identità per far rinascere l’Europa. Lo slogan usato dai tre leaders nella conferenza stampa di Budapest è stato quello di un “rinascimento dei valori tradizionali europei”, non un semplice restyling che elimini dai principi originari ciò che viene oggi aborrito dal politicamente corretto. Piuttosto un ritorno a quei valori di persona, dignità umana, famiglia, tradizioni nazionali, radici giudeo-cristiane e identità da troppo tempo si sono smarriti, nella rincorsa alle mode e al potere istituzionale. Tornare all’origine, fare un passo indietro per compierne molti in avanti, preso atto che la coalizione al governo dell’Europa da due decenni ha smarrito la bussola.

La nuova famiglia politica sarà una chiara e ‘originale’ alternativa all’attuale PPE, ormai monca dell’anima democratico-cristiana. Il Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki, a nome del PiS, ha ringraziato Orban per l’iniziativa in cui si è discusso del futuro dell’Europa e dell’attuale situazione pandemica, dicendo: “La famiglia, la dignità individuale, il cristianesimo – questi valori devono essere difesi. Ci siamo incontrati a Budapest perché crediamo nel futuro dell’Europa. Non possiamo trascurare le radici dell’integrazione europea…Ci sono forze che eliminano dal patrimonio comune europeo il rispetto della famiglia e della dignità umana. Vogliamo proporre una controproposta e crediamo che molti Paesi e forze politiche dell’UE potranno entrare in dialogo con noi. Vogliamo essere aperti al dialogo”. Orban ha confermato l’impegno comune dei tre leaders per il grande dibattito sul futuro dell’Europa, una buona opportunità per promuovere e rafforzare valori umani e cristiani in Europa. Ancora, “ci sono milioni di cittadini europei che sono lasciati senza una rappresentanza adeguata ed efficace in Europa…l’incontro è un primo passo di un lungo viaggio…la prossima riunione sarà probabilmente a Varsavia in maggio, ma dipenderà molto dalla situazione epidemica…Basta con la ridicola narrazione politica che la destra è sempre estremista ed invece la sinistra sia solo moderata”.

Salvini, promotore di questa idea della ‘Rinascita europea’ a partire dai valori fondanti e dalle radici cristiane, ha ribadito che il progetto vuole promuovere l’idea di un’Europa che “riconosca le proprie radici, sia fondata su salute, lavoro sicurezza dei confini, comuni valori cristiani, cultura ed identità… una visione alternativa all’idea di Europa della finanza e della burocrazia”.  Rimane tutta aperta la decisione su come e in che modo coinvolgere i Conservatori europei nel percorso politico tracciato a Budapest, un aspetto tutt’altro che secondario che si dipanerà nelle prossime settimane e mesi primaverili.

Ovviamente i commentatori di sinistra di tutta Europa hanno subito messo in luce le differenze che ci sono tra i tre leaders, differenze su come gestire alcuni aspetti dell’immigrazione ad esempio, ma si è anche marchiata la nuova alleanza con i soliti appellativi di ‘estremismo’, ‘populismo’, ‘sovranismo’  e antieuropeismo. Ennesima prova di corto pensiero politico, di cui si macchia anche la nuova Segreteria del PD di Enrico Letta. Un pregiudizio tutto concentrato a difendere lo ‘status quo’ regnante nelle stanze del potere europeo che, obiettivamente, potrebbe esser messo in crisi dalla nascita di una nuova e (potenzialmente) determinante famiglia politica continentale. Per quanto ci riguarda, siamo compiaciuti che leaders politici e di Governo che hanno dato prova, in Polonia e Ungheria, di saper introdurre politiche serie ed efficaci a favore della natalità, famiglia naturale, difesa della vita e della educazione, stiano lavorando per veder riaffermati in Europa quei valori cristiani oggi apertamente osteggiati dalla stragrande maggioranza delle famiglie politiche e istituzioni. Salvini ed il suo partito, al di là della fede personale, dell’impegno dei singoli e pur non avendo una maggioranza necessaria per governare da soli, hanno a volta zoppicato.

Tuttavia l’iniziativa di Budapest, la nascita del ‘Rinascimento Europeo’ è un buona notizia, non solo ‘in sé’. I prossimi mesi saranno turbolenti, fatta salva la discussione durissima sulla incapacità di gestione della crisi pandemica da parte della Commissione EU. Nel prossimo maggio l’Ungheria inizierà il suo Semestre di Presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio di Europa, nel quale si indica come priorità le politiche famigliari e le tradizioni nazionali; la Slovenia dal prossimo mese di giugno inizierà il Semestre di Presidenza del Consiglio Europeo  della EU e, siamo certi, il Premier Jasna non sarà certo tenero nei confronti di quel blocco di potere Socialista e Liberale che la scorsa settimana lo ha censurato durante una audizione in Parlamento. Sì, in un modo o nell’altro, sin dai prossimi mesi si rende urgente, oltrechè necessaria, la nascita di una formazione politica che sappia interpretare un ‘Rinascimento Europeo’ a partire dai valori cristiani e umani.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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