Agnoli. Il problema di Hans Küng non erano i papi, ma la fede cattolica

di Marco Tosatti.

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof. Francesco Agnoli ci ha inviato questa riflessione su Hans Küng, il celebre teologo tedesco recentemente scomparso, di cui lo ringraziamo e che condividiamo alla vostra attenzione. Buona lettura. 

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 La morte di Hans Küng è un evento pubblico. Per questo si è accesa intorno a lui e al suo insegnamento, una grande discussione. Non si tratta, evidentemente, di decidere della sorte eterna di una persona: il giudizio appartiene solo a Dio.

Ma delle sue idee sì. Perché Küng era un prete cattolico che ha passato la vita all’ombra della Chiesa, negandone la dottrina, ma godendo del prestigio e del posto che la Chiesa gli offriva. Un modo piuttosto moderno di fare gli eretici: diciamo, un modo più comodo (è assicurato nello stesso tempo il pulpito cattolico e il sostegno dei media laici).

I giornali parlano dei suoi contrasti molto duri con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e mettono in luce la sua contrarietà al dogma dell’infallibilità pontificia.

Purtroppo ai media un pensiero ragionato e fondato è quasi sempre precluso. Ad un cattolico interessa poco dei rapporti di un teologo con i papi. Ci sono tanti santi o grandi credenti come Dante, che i papi li hanno presi a “ceffoni” (metaforicamente parlando) e a ragione!

Ciò non ha impedito loro di essere proclamati santi proprio dalla Chiesa cattolica.

Il fatto degno di indagine non è dunque il contrasto di un teologo con uno o due papi, ma il suo rifiuto di una o più VERITÀ di Fede.

Il cristianesimo è una RELIGIONE RIVELATA: ciò significa che ci sono alcune Verità, conformi a Ragione, ma inaccessibili alla sola ragione umana, che sono stati rivelati da Dio agli uomini. Prendere o lasciare.

Ciò che Dio rivela, l’uomo può accettarlo o meno. L’unica cosa che non può fare, è decidere cosa tenere, cosa lasciare, cosa modificare. Non è soltanto un segno di scarsa fede, ma anche di scarsa intelligenza e di somma presunzione. Grandi geni come Agostino, Anselmo, Tommaso ecc. hanno passato la vita a cercare di capire le Verità rivelate, mostrandone la grandezza.

Le hanno prima accettate, poi indagate, ben sapendo che il mare non si raccoglie con il secchiello; ben sapendo che la Verità rivelata è un dono, non un possesso.

Per questo per la Chiesa, tutti i peccati sono perdonabili, tranne quello di volersi mettere al posto di Dio, impadronendosi della verità rivelata.

L’eretico è proprio questo: un immenso presuntuoso, scarsamente intelligente, che non decide né di rifiutare la Verità rivelata né di accettarla, ma di mettersi al posto di Dio, per RI-RIVELARLA, lui!

Ridicolo.

Fonte

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