L’ultima cena. Il tradimento di Giuda e l’Istituzione dell’Eucaristia.

Leonardo da Vinci, L’Ultima Cena, 1494-1498,
Santa Maria delle Grazie, Milano

QUI

La Chiesa e Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie in Milano è resa particolarmente famosa dall’Ultima Cena di Leonardo.

E’ usuale che nei conventi e nei monasteri nel refettorio sia collocata una tela o un affresco dell’Ultima Cena di Gesù.

Basilica e Santuario di Santa Maria delle Grazie, 1463-1497, Milano

Capirne il senso, specialmente in questo tempo di Quaresima, cui è stato dedicato tutto il ciclo di “Arte e Fede”, curato da Roberto Filippetti, Chiara Rossi e dal tecnico Stefano (vedi QUI) è possibile ascoltando dalle vive parole dei Domenicani, anche oggi, il significato della loro vita, uno dei carismi più antichi ed ispirantesi alla stessa Regola di Sant’Agostino.

Così essi ci parlano:

Parlare di Dio esige che si parli con Dio. Il predicatore è uno che prega. … Questa preghiera è ascolto, accoglienza della Parola di Dio così come nasce dalla Bibbia; essa è anche ascolto, accoglienza della parola che sale dal cuore degli uomini ai quali Dio si rivolge attraverso noi. La preghiera del predicatore percorre tutto l’itinerario della Parola: dalla sua sorgente, la Sacra Scrittura, al suo oceano, il mondo da evangelizzare. Questa preghiera è sovente vuota, aspra, a volte arida, ma è sempre una preghiera di poveri mendicanti. Nell’Orazione, ella tende verso il silenzio che ama e che raggiunge la presenza di Dio al di là delle parole. Nella liturgia essa si fa celebrazione, intercessione. Nell’azione essa è l’anima dei gesti e dei fatti; il soffio delle parole, il vigore profondo delle lotte perché, predicare é combattere. Pregare anche. Così pregava Domenico, con questa preghiera, che proveniva dal più profondo di se stesso e che lo portava al largo, fino al più lontano degli uomini. E’ qui che la preghiera prendeva sapore di Buona Novella. (QUI )


La stella ad otto punte, rossa del sangue della Croce, indica a un tempo la regalità del Risorto nella Gloria.
(Beato Angelico, Cristo deriso, cella n. 7, Corridoio Nord, San Marco, Firenze, 1439-1445, particolare).

L’antico frate domenicano, come quello di oggi, o il laico, generato nel Battesimo ricevuto e celebrato, attinge dalla preghiera quella Parola che nella Cena si donò ai Discepoli per essere annunciata nel mondo. Una preghiera e una parola sacerdotale, che tutto consacrava al Padre.

Il domenicano ed il cristiano, che sostano per il riposo, per ritemprare le forze nel pasto quotidiano, il dì e la sera rendono grazie a Dio come in una eucaristia, benché non sacramentalmente celebrata, ma interiore, seminata nel silenzio del refettorio, ove la Preghiera sacerdotale di Cristo risuona in ogni nota. Essi paiono Angeli, non uomini, poiché saranno come Angeli in Cielo (cf Mc 12, 25).

Egli, giunta la Cena, prega il Padre per l’ora della glorificazione. 1Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. 2Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. 4Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. 5E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Egli ha dato loro le Sue parole come pane quotidiano. 6Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. 7Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. 10Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. 11Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.

Egli li ha custoditi e si intratteneva cenando con loro. 12Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. 13Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. 14Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Egli domanda al Padre di custodirli in ogni momento, specie quando sono stanchi e più deboli, nella tentazione, e di consacrarli nella Verità. 15Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. 16Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17Consacrali nella verità. La tua parola è verità. 18Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; 19per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.

Nella Cena Gesù prega per coloro che crederanno nel Padre. 20Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; 21perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

Nella Cena Gesù dona la Gloria ricevuta. 22E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. 23Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.

“Uno di voi mi tradirà!”. “Sono forse io, Signore?” (cf Mt 26, 21-25)

Nella Cena Gesù impetra il dono della comunione celeste e gloriosa. 24Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

Ho fatto conoscere loro il Tuo Nome perché il Tuo Amore sia in loro ed Io in loro. Qui Essi sanno che il Padre ama Gesù e l’amore sarà in essi ed Egli in loro. 25Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. 26E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Mercoledì 26 Marzo 2021 su YouTube

alle ore 20.45

Chiara Rossi ci svelerà i segreti dell’Ultima Cena di Leonardo

QUI

Chiara Rossi
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