La filosofia cristiana che spiega la crisi di oggi

di Roberto Marchesini.

È sufficiente negare la metafisica per far crollare tutto. Infatti il pensiero moderno ha negato che l’uomo possa conoscere il Logos, la legge naturale e le leggi morali e religiose; ha stabilito, infatti, che l’uomo possa conoscere esclusivamente ciò che ha una estensione, cioè la materia. Eliminata la metafisica, non c’è altra possibilità che accettare il pensiero moderno, anche se non lo si condivide. Il nuovo libro di Stefano Fontana, “La Filosofia cristiana” per Fede & Cultura. 

Una situazione ormai classica: i cattolici si oppongono ai «nuovi diritti» (aborto, maternità surrogata, omosessualità, matrimoni gay, eutanasia…) ma non sanno perché. E non sanno neppure comunicare in modo efficace le loro ragioni. Intendiamoci: non credo che, se riuscissero a comunicare meglio le loro ragioni, riuscirebbero comunque a convincere qualcuno. Ma non è questo il punto. Il punto è che molte persone, ben orientate e di buona volontà, non riescono a dare ragione della speranza che è in loro, persino… a loro stessi. Purtroppo, questo problema mina l’efficacia apologetica dei cattolici e, soprattutto, abbandona il mondo all’abisso del male, della morte e della sofferenza.

La causa di questo problema è presto detta: viviamo in un contesto culturale costruito a tavolino, da almeno cinque secoli, esattamente per raggiungere questo obiettivo. La filosofia moderna è nata con lo scopo di togliere ai cattolici gli strumenti filosofici e linguistici che permettono di costruire una barriera intorno alla legge naturale.

Facciamo qualche esempio che riguarda la filosofia. La legge naturale risplende in tutta la sua verità ed evidenza semplicemente utilizzando un pensiero di tipo metafisico. Sollevando lo sguardo dalla materia, vediamo che la realtà è un insieme meravigliosamente ordinato e finalistico; il bene è quindi ciò che porta verso il fine, male ciò che allontana da esso. Il principio che dà senso e ordine alla realtà è il Logos (che i cattolici sanno incarnato in Gesù); l’insieme delle leggi che permette la realtà come la vediamo è la legge naturale; l’uomo percepisce la legge naturale sottoforma di leggi morali e religiose; le leggi morali e religiose hanno, tra le loro conseguenze, la difesa dei più deboli. È sufficiente negare la metafisica per far crollare tutto. Infatti il pensiero moderno ha negato che l’uomo possa conoscere il Logos, la legge naturale e le leggi morali e religiose; ha stabilito, infatti, che l’uomo possa conoscere esclusivamente ciò che ha una estensione, cioè la materia. Eliminata la metafisica, non c’è altra possibilità che accettare il pensiero moderno, anche se non lo si condivide.

Veniamo al linguaggio. La parola «forma», che nella filosofia classica indicava la parte essenziale di ogni cosa, per il pensiero moderno indica ciò che è accessorio, superfluo; non diciamo forse «è solo una questione di forma»? La parola «natura» – che, nella filosofia tradizionale, indica il principio che guida lo sviluppo di ogni cosa verso il suo fine – diventa nel pensiero moderno ciò che non è contaminato dall’uomo, dal pensiero, dal Logos. Eliminate le leggi morali e religiose, ecco che i deboli sono in completa balìa del più forti. Del resto, Darwin ci dice che «lo fanno anche gli animali»… quindi è «naturale».

Ora: perché dovremmo occuparci di astruse questioni filosofiche? Perché non sono poi tanto astruse, ma hanno una ricaduta pesantissima sulla nostra vita. Un esempio? Leggiamo cosa scrive il marchese De Sade nel suo famoso pamphlet intitolato Francesi, ancora uno sforzo se volete essere repubblicani: «Se dunque è incontestabile che noi abbiamo ricevuto dalla natura il diritto di esprimere i nostri desideri indifferentemente a tutte le donne, è fuori discussione anche il diritto che abbiamo di poterle obbligare a sottomettersi a quei desideri, e non in esclusiva, il che sarebbe una contraddizione, ma momentaneamente. È incontestabile infatti che è nostro diritto stabilire delle leggi che le costringano a cedere alla passione di chi le desidera; e possiamo usare legalmente la violenza stessa, perché essa è un effetto del nostro diritto. La natura non ha forse dimostrato che esso ci spettava, dal momento che ci ha concesso la forza necessaria per sottometterle a noi?». Puntuale e preciso: la «naturale» legge del più forte permette all’uomo di fare della donna ciò che vuole.

Riassumo: accettando il contesto filosofico e linguistico attuale, la morale tradizionale diventa assurda e non trasmissibile. Il contesto è stato creato apposta per ottenere questo effetto. Ecco perché non ha senso affermare che «la Chiesa deve parlare un linguaggio moderno»: è proprio il linguaggio moderno che rende assurdo ciò che la Chiesa dice. Bisogna, piuttosto, tornare ad insegnare una filosofia e un linguaggio tradizionale, cioè gli strumenti che rendono sensate le leggi morali e religiose.

Questo è il motivo del mio entusiasmo per l’ultima pubblicazione dell’amico Stefano Fontana (in foto), firma di punta de La Nuova Bussola Quotidiana. Dopo Filosofia per tutti (2016), La sapienza dei medievali (2018) e La sapienza dei Greci (2020), tutti per i tipi Fede & Cultura di Verona, ecco il bellissimo La Filosofia cristiana (Fede & Cultura, Verona 2021). Si tratta di un vero corso di filosofia suddiviso in moduli: ontologia, gnoseologia, teologia, antropologia, morale e politica. Il linguaggio è quello dell’alta divulgazione, accessibile a tutti senza scadere nel semplicistico. Si tratta di un’opera tanto meritoria quanto importante della quale consiglio a tutti la lettura.
per ordinare il libro scrivere a info@vanthuanobservatory.org)

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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