Vaccini, ibridi uomo-topo e altri usi degli organi di bambini abortiti

Nel 2015 quando vedemmo i video dell’inchiesta sul traffico di organi fetali sentimmo fortissimo l’imperativo morale di tradurli ma non credevamo che fosse un crimine che un giorno ci avrebbe interessato in prima persona. Oggi invece ci ritroviamo con la possibilità che presto sarà obbligatorio farsi iniettare un vaccino testato su cellule di bambini abortiti volontariamente, caratteristica che al momento appartiene al 100% di quelli disponibili sul mercato (ce ne sono alcuni etici ancora in fase di studio).

La Congregazione vaticana per la dottrina della fede nel dicembre 2020 ha dichiarato che in caso di emergenza e in mancanza di alternative è lecito farseli somministrare. Nel 2005 però la Pontificia Accademia per la Vita ha detto il contrario: “Ai fedeli spetta di opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, ai sempre più diffusi attentati contro la vita e alla cultura della morte che li sostiene. L’uso di vaccini la cui produzione è collegata all’aborto provocato costituisce almeno una cooperazione materiale passiva mediata remota all’aborto, e una cooperazione materiale passiva immediata alla loro commercializzazione. Inoltre, sul piano culturale, l’uso di tali vaccini contribuisce a creare un consenso sociale generalizzato all’operato delle industrie farmaceutiche che li producono in modo immorale”.

Come spiegato nel video e nella bibliografia che segue per testare i vaccini (e per qualsiasi altro tipo di ricerca medica) non è necessario usare cellule prelevate da feti abortiti volontariamente ma si può usare ogni altro tipo di cellule umane ed animali. Usare le prime serve solo ad arricchire le cliniche abortive e le società di vendita di materiale biologico e a cooperare al crimine dell’aborto. Se ci fosse una massiva opposizione alla somministrazione di vaccini testati con cellule di feti abortiti le aziende farmaceutiche rinuncerebbero a farlo quindi chi non si oppone è complice. La decisione sulla moralità di questa scelta e sul rapporto costo-benifici in termini di salute fisica spetta a ognuno di noi.

Il giro d’affari del traffico di organi di bambini abortiti negli USA (non ci sono prove che avvenga anche all’estero) non è quantificabile perché illegale: è legale donarlo gratuitamente ai enti di ricerca ed è ciò che le cliniche dicono alle madri per convincerle a firmare il consenso informato ma l’inchiesta del Center for medical progress e i processi e le inchieste parlamentari che ne sono conseguiti hanno dimostrato che il prezzo per un organo di bambino abortito può arrivare a 200 dollari.

Il governo USA nel 2018 ha finanziato ricerche che usano questi tessuti con 115 milioni di dollari. Nel 2015 la società di vendita di materiale biologico DaVinci biosciences è stata (stranamente) condannata per traffico illecito di materiale biologico umano, costretta a chiudere e a pagare una multa di 7,8 milioni di dollari ovvero quanto i giudici hanno ritenuto avesse guadagnato nel corso degli anni da questo turpe commercio.

Lo studio sul topo umanizzato è stato pubblicato nel settembre 2020 e aveva lo scopo di studiare il decorso delle infezioni dermatologiche in soggetti immunodepressi e per questo hanno infettato dei topi a cui prima dell’innesto dello scalpo umano erano stati tolti gli organi del sistema immunitario (midollo, timo, milza e fegato) e dei topi in cui erano stati trapiantati questi stessi organi prelevati da feti abortiti volontariamente. Gli animalisti non hanno niente da dire?

PS: non abbiamo intenzione di scatenare nei commenti una discussione sui vaccini. Come abbiamo detto è una decisione personale (o almeno dovrebbe esserlo), parlarne con degli sconosciuti su internet è solo una perdita di tempo.

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https://www.nature.com/articles/s4159…

https://www.lanuovabq.it/it/vaccini-e…

https://press.vatican.va/content/sala…

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