“Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere”!

Pieter Breugel, Ritorno della mandria, 1565

“Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere. Tanto più per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili” (dal Discorso integrale di fine anno -31 Dic. 2020- del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come da Repubblica on line (QUI ).

Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha ricostruito la

memoria delle sofferenze affrontate a motivo di una pandemia, resa ancor più pesante dalle conseguenze economiche e sociali cui gli Italiani sono e saranno di certo ancora sottoposti per lungo tempo. Sicuramente, il Presidente ha anche presenti le conseguenze psicologiche in grande parte della popolazione e nei giovanissimi.

Secondo Epicentro, Centro di Studi sulla Salute Mentale, ente riconosciuto dall’OMS, il fenomeno suicidario, che è aumentato in questi mesi, potrebbe essere stato dovuto a causa delle misure restrittive introdotte per il contenimento della pandemia e grazie all’aggravarsi di tutta una serie di indicatori gravi, elencati nell’articolo: aumento del consumo di alcool, violenze domestiche, carenza di cure psichiatriche, paura di contagio, ecc. (QUI).

Il Quotidiano La Repubblica il 7 Settembre 2020 (QUI) titolava che, al Convegno Internazionale di Psichiatria, organizzato da La Sapienza di Roma, veniva dichiarato un aumento del 30% dei ricoveri per problematiche psichiatriche serie.

Sicuramente, se collegassimo tra loro tutti i motivi di sofferenza, di allarme, di lutti accumulati in tutti questi mesi, sarebbe anche a noi comprensibile l’auspicio di una soluzione capace di vincere la pandemia e, ammettiamolo, una soluzione che desse il tempo di risolvere tutti quegli altri problemi di inefficienza, che hanno ulteriormente aggravato la necesità di ricorrere al. Un ‘lockdown’, che, per ragioni di natura antropologica e morale, sarebbe meglio chiamare ‘chiusura’, ‘distanziamento’, ben altra cosa, essendo termini, questi, che lasciano spazio a una possibile ‘costruzione di ponti’ in alternativa alle ‘saracinesche abbassate’ per paura.

Un ‘vaccino’, miracolosamente realizzato in pochi mesi accordando competenze ed interessi diversi, tra nazioni solitamente in concorrenza tra loro, sembrerebbe la soluzione irrinunciabile e provvidenziale; tanto più che più di una volta il Pontefice ha lanciato l’appello ai potenti della terra di rendere il vaccino assolutamente gratuito e accessibile a tutti, ai più poveri per primi.

Così, il Presidente della Repubblica, come Ministri e politici, nonché schiere di giornalisti ed opinionisti, pur non giungendo all’estremo dell’obbligatorietà, almeno per ora, visto una recente intervista del Vice Ministro della Salute Onorevole Sileri, -che però, ormai, profila l’eventualità dell’obbligatorietà-, si è sentito in dovere di dire a tutti gli Italiani che “Vaccinarsi è una scelta di responsabilità”.

Tuttavia, secondo la stessa narrazione televisiva, diffusa 24h su 24h dal marzo 2020, l’informazione definita ufficiale, nonostante l’azione di sensibilizzazione e i dati portati a suffragio della lettura ufficiale della pandemia come della necessità di ‘vaccinarsi’, sembrerebbe incapace di scalfire la grave diffidenza degli ‘influencers dei social’, improvvisatisi competenti in materia e di gran parte della popolazione.

Ora, non posso entrare in merito alle due posizioni ancora in lizza, ma, come in miei precedenti articoli, sento la necessità di porre alcune delle domande che già rivolsi in precedenza (QUÌ).

I ‘bollettini di guerra’ (non io uso questa espressione, ma la presente situazione è stata definita tale più volte dalle televisioni) contro ogni evidenza, giocano sull’equivoco lessicale “contagiati”, “casi” e “malati”. Ma i casi sarebbero i contagiati (sani) o i malati? Nei notiziari di solito non si esplicita con chiarezza. Ogni giorno, però, si aggiunge un numero di nuovi contagiati a fronte di un minor numero di tamponi. Si sottolinea che la percentuale di malati comunque aumenta. Già dissi che l’OMS stima che il 10% delle popolazioni sia stato ‘contagiato’ (non malato), in Italia, dunque, 6 milioni. I tamponi non rilevano una novità, la evidenziano parzialmente.

I contagiati aumentano, ma non si mette in luce perché diminuiscano i tamponi. Forse molte meno persone ora hanno la necessità di sottoporvisi? Perché non ne parliamo? Non è importante questa domanda?

Forse la cosiddetta carica virale in molti è diminuita? Parliamone!

Già mi chedevo perché, per mesi, dalla televisione, fosse scomparsa ogni genere di notizia, specialmente a carattere internazionale, tranne quelle sulla “pandemia”. Ora gode di spazio la grave situazione statunitense. Al di là delle due posizioni (nemmeno circa esse mi interessa entrare in merito alle due diverse posizioni politiche) la lettura quasi generale è che il Presidente uscente sia dalla parte del torto e il vincitore della ragione. Beh, in questo nessuna novità: va sempre bene il carro del vincitore. Ma la questione qui è diversa. Sappiamo che Trump ha tentato di avviare a norma di legge azioni giudiziarie in tutte le Circoscrizioni per verificare l’esistenza di brogli elettorali. Solo una Circoscrizione ha accettato la verifica e i brogli sono stati ampiamente riscontrati. Per i suoi elettori è il paladino della democrazia in pericolo! Che ve ne pare?

Perché, a norma della Costituzione Americana, non si è accettata la verifica in tutte le Circoscrizioni? Non appare sospetto? Se fosse accaduto in Russia, non lo avremmo preteso?

Ora, il nuovo presidente viene individuato come il paladino della democrazia e la vittima. Ma il presidente uscente non è stato soddisfatto nel suo diritto di verifica dei voti. Ciò non disturba nessun democratico in Italia?

È tutto già deciso? Mi sembra chiara la strategia: creare situazioni potenzialmente conflittuali dalle quali salvare il mondo, grazie all’intervento di una persona, o di uno strumento dichiarato positivo. Costruire il nemico, o sfruttarne uno esistente, e dare la soluzione. Così si vince. È il sistema, in un campo come nell’altro ove si voglia perseguire un obiettivo di rilevanza mondiale.

Tornando ai nostri “contagiati”, “casi” e “malati”, siamo in possesso di una miriade di vaccini, non di tipo classico, ma che, anziché inoculare una dose depotenziata del virus, stimolerebbero il sistema immunitario. Però, a detta degli studiosi ufficiali, e di tutti i giornali e televisioni ufficiali, non sappiamo che risultati potrebbe dare, se non a breve periodo:

  1. Quale sarebbe l’efficacia di questi vaccini in rapporto alla durata dell’effetto nel medio e lungo periodo?
  2. Potrebbe causare danni quali malattie autoimmuni e conseguenze a livello riproduttivo? (Non preoccupiamoci, tanto si può concepire in vitro, giusto?)
  3. La sperimentazione avrebbe rilevato danni lievi alla salute sul breve periodo, però, non disponiamo di dati sul medio e lungo periodo, non essendo esso ancora trascorso. Che ne pensate? Volete egualmente sottoporvi?
  4. Una sperimentazione è costosissima e le ditte farmaceutiche hanno bisogno di fondi per pagare non solo i ricercatori, ma anche chi si sottoppone alla sperimentazione. Giusto?
  5. Le popolazioni sono disposte a sottoporsi gratuitamente alla sperimentazione affrontando qualunque rischio? Perché si tratta di questo.

Parlando con la gente, vedo che molti ritengono che, inoculandosi il vaccino, sarebbero liberi da mascherine e da ogni forma di restrizione. Eppure, anche in televisione, è stato spiegato più di qualche volta che non sarà e non potrà essere così. Questo nuovo genere di vaccinati, diversamente dai classici, sarà portatore del virus e potenzialmente contagioso, direi, un grande diffusore.

Soluzione: tutti in casa?

La questione morale. In più, sappiamo che tra le sostanze utilizzate in diversi di questi vaccini -non in tutti- sono presenti cellule provenienti da feti volontariamente abortiti e questo crea problemi di coscienza a parecchie persone, tra quelle informate (vedi la Nota sulla moralità dell’uso di alcuni vaccini anti-Covid-19 del 21 Dicembre 2020, emanata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (QUÌ).

A fronte della complessità di simili questioni specialistiche, non si può pretendere un atto di fede dei singoli, o delle popolazioni, negli ‘scienziati’ o nei governanti, anche perché in Italia vige una legge importantissima, che è quella sul Consenso informato Legge 219/17 (QUI). Ma nessun paziente potrà essere adeguatamente informato in mancanza di dati ufficiali ragionevolmente completi. Qui dunque entra in campo la più ampia discrezionalità del soggetto. Ecco perché ancora i governi non hanno avuto il coraggio di imporre l’obbligo generalizzato, anche se stanno tendando di farlo con le Forze Armate ed i Dipendenti pubblici.

Il Presedente della Repubblica forse non si è posto la questione e risolve tutto con la frase Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere!

Forse il Discorso alla nazione avrebbe potuto dire che, nonostanze tutte queste lacune e problemi di coscienza, si dovesse considerare l’opportunità della vaccinazione, fatta salva la libertà di coscienza, appunto. Invece si sono indicati come irresponsabili e disobbedienti, non ligi al loro dovere, coloro che non volessero farsi vaccinare.

Questa parrebbe essere la nuova normalità. Non dissero già più volte fin dall’inizio che da ora tutto sarebbe stato diverso? Ecco, appunto!

Ma io continuerò a porre domande!


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