IL DOLORE NELLA FEDE

Il deserto del Negev, che una volta l’anno, d’Inverno, fiorisce

Qualunque sia la narrazione della mediatica pandemia dell’anno 2020, qualunque sia la spiegazione di quanto accadde, e sta accadendo, è certo che molte persone si sono trovate, e si trovano, a chiudere l’arco della propria esistenza terrena prive degli affetti familiari, sia negli ospedali che nelle case di riposo e, spesso, non v’è nemmeno più la presenza del sacerdote, che accompagni ad un trapasso pentito e riconciliato.

Non va dimenticato, però, che infermieri e medici credenti, che no, hanno cercato e cercano di supplire per quanto a loro possibile. Ciò è più che lodevole e ammirevole.

Ho ascoltato e visto il dolore anche di amici e colleghi, incontrando situazioni delicate e che richiedono ascolto e voce sommessa.

Anche dai luoghi di lavoro e dalle case si è levato e continua a levarsi un dolore silenzioso, reso ancora più tale da norme, che impediscono, a più titoli, l’incontro tra le persone, destando seri punti interrogativi.

Ci siamo trovati in un esodo da quella vita scontata che stavamo conducendo. E’ giunto un inatteso che mai avremmo voluto immaginare, un imprevisto, che ha potuto sconvolgere la vita di molti e modificare la vita di tanti altri.

Dopo aver ascoltato Mons. Francesco Beschi commentare la sua Lettera pastorale per l’anno 2020-2021, ho pensato che una presentazione video potesse ricreare quel clima di ascolto e meditazione, che, spesso, sa offrirci, accompagnando mente e cuore alla consapevolezza nella fede, verso la Speranza di quei cieli e di quelle terre nuove, che siano Natale atteso, nascita.

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Gente seria, tornerà di moda!

      Alcide De Gasperi è una figura gigantesca della storia italiana. Tanto centrale da risultare "utile" per leggere ed interpretare la contemporaneità.… Leggi il seguito…

    • Il Papa, il Conclave. Ogni dittatore ha bisogno di un complotto, prima o poi…

      di Marco Tosatti. Cari amici e nemici di Stilum Curiae, vorrei tornare sulle straordinarie esternazioni fatte dal Pontefice regnante durante il suo incontro con i gesuiti in Slovacchia, e di cui ha già scritto benissimo Americo Mascarucci su queste pagine. Vorrei farlo riportando il lavoro di due persone che certamente non sono sospettabili di non amare il Vaticano, la Chiesa e il Pontefice regnante: Vik van Brantegem e Luis Badilla. Ed entrambi sono rimasti colpiti, per non dire sbalorditi (giustamente….), dalle frasi di papa Bergoglio. D’altronde quando mai nella storia di un dittatore non c’è un momento in cui si grida, più o meno strumentalmente, al complotto? Prologo di chiamata alle armi dei fedelissimi, e di inevitabili purghe…Ma lasciamo direttamente la parola a loro. Buona lettura Leggi il seguito…

    • La Cei tratta (poi ritratta), ma la Messa non è negoziabile

      di Stefano Fontana. L’allineamento della Chiesa italiana continua. Il presidente della Cei Bassetti parla di trattativa con lo Stato a proposito del Green pass a Messa. Poi cerca di correggersi e dice di intendere il protocollo di un anno e mezzo fa. Ma i riferimenti al lasciapassare e al coinvolgimento dei vescovi sono indizi chiari. Però l’uso del pass per partecipare alla Messa non può essere oggetto di “trattativa”. Sarebbe intollerabile e preoccupa che Bassetti abbia usato la parola “trattativa” e abbia dato la disponibilità della Cei ad una contrattazione che sarebbe scandalosa. Leggi il seguito…

    • Riflessioni (amare) sul green pass

      di Iustitia in Veritate. Una serie di articoli, redatti dai collaboratori di Iustitia in Veritate, per approfondire la virulenza liberticida del marchio verde, così come è stato concepito e applicato in Italia.

      1. CONSEGUENZE E PRESUPPOSTI NEFASTI
      L’introduzione e l’estensione ormai indiscriminata del cosiddetto green pass costringe ad alcune considerazioni sulla sua caratura morale, sulle sue implicazioni politiche e giuridiche, sui suoi effetti sulla convivenza civile. Leggi il seguito…