Il pensiero conforme dell’Imbecille globale

di Marcello Veneziani.

A parte il corso permanente e intensivo di angoscia e terrore causa pandemia, ogni mattina, pomeriggio e sera, ovunque tu sei e a qualunque fonte d’informazione ti colleghi – video, radio, giornali, web ma anche film, concerti, omelie, lezioni a scuola o all’università, discorsi istituzionali – c’è un Imbecille Globale che ripete sempre lo stesso discorso: “Abbattiamo i muri, niente più frontiere tra popoli, fedi, razze, sessi e omosessi, non più chiusure in nazioni, generi, famiglie, tradizioni ma aperti al mondo”. Te lo dice come se stesse esprimendo un’acuta e insolita opinione personale, originale; finge di ribellarsi al conformismo della chiusura e al potere del fascismo (morto da 75 anni) mentre lui, che coraggioso, che spregiudicato, è aperto, non si conforma, ha la mente aperta, il cuore aperto, le braccia aperte, è cittadino del mondo. Sfida i potenti, lui, che forte. Sta ripetendo all’infinito, da imbecille prestampato qual è, il Catechismo Precompilato dei Cretini Allineati al Canone del Tempo. Tutti per uno, uno per tutti. L’Imbecille è globale perché lui sa dove va il mondo e si sente cittadino del mondo. L’idiota planetario si moltiplica in mille versioni.

C’è l’Imbecille Cantante che dal palco, ispirato direttamente dal dio degli artisti, dichiara che lui canta contro tutti i muri e tutti i razzismi. Che eroe, sei tutti noi. Poi vedi l’Imbecille Attore o Regista che dal podio lancia il suo messaggio originale e assai accorato, perfettamente uguale a quello del precedente cantautore, ma lui lo recita come se l’umanità l’ascoltasse per la prima volta dalla sua viva voce. “Io non amo i muri, non mi piace chi vuole alzare muri” Che bravo, che anticonformista. Segue a ruota l’Imbecille Intellettuale, profeta e opinionista che per distinguersi dal volgo rozzo e ignorante, dichiara anche lui la Medesima Cosa, sui muri ci piscio, morte al razzismo, morte a Hitler (defunto sempre da 72 anni), viva l’accoglienza, i neri, i gay e i trans. L’Idiota Collettivo, versione ebete dell’Intellettuale Collettivo post-gramsciano, non pensa in proprio ma scarica l’app ideologica che genera risposte in automatico. Poi c’è l’Imbecille a mezzo stampa o a mezzobusto che riscrive o recita ispirato l’identica pisciatina contro i Muri. E poi c’è il Presidente o la Presidente, che in veste d’Imbecille Istituzionale, esprime lo stesso, identico Concetto, col piglio intrepido di chi sfida i Poteri Forti (ai cui piedi è accucciato o funge da zerbino).

Non c’è film, telefilm, concerto, spettacolo teatrale o sportivo, gag e omelia tv in cui non si ribadisca la lotta tra il Bene e il Male: Aperti e Filantropi contro Chiusi & Ottusi, Accoglienti contro Razzisti, Omofili contro Omofobi, Xenofili contro Xenofobi e Negrofobi. Voi quelli del Muro, noi quelli del Telepass.

Le bestie da scacciare sono quasi sempre vaghe, anonime, mitologiche; e già, il male è sempre oscuro, cospira nel buio, non ha volto, solo maschere storiche o ridicole.  Ma il repertorio è ricco di bersagli, quasi tutti definiti sovranisti.

Tu senti uno, cambi canale e ne senti un altro idem, spegni la tv e senti alla radio un altro ma il Discorso è sempre quello, apri il giornale e leggi ancora l’Identica Opinione; a scuola idem con patate, all’Università peggio-mi-sento, i Palloni Gonfiati dai media compilano lo stesso Modello Unico. Nessuno di loro è sfiorato da dubbi, invece a te sorge un primo dubbio: è un’allucinazione o è sempre la stessa persona, l’Imbecille Globale, che cambia veste, fattezze e mansioni e ripete all’infinito l’Identico Discorso?

Segue un secondo dubbio: ricordo male o eravamo in democrazia, che vuol dire libertà e pluralismo, cioè opinioni libere e divergenti a confronto? Loro non credono alla Verità, sono relativisti, però guai a dissentire dal Discorso Obbligato con fervorino finale anti-Muro. Ma possibile che tutti la pensino allo stesso modo, conformi, allineati e omologati, e ritengano che la cosa più urgente e più importante del momento, il Messaggio Unisono da dare all’Umanità sia sempre quello? Allora ti sorge un terzo dubbio. E se l’Imbecille Globale a reti unificate fosse il Grande Fratello del nostro tempo? Se fosse lui il Portavoce multiplo del Non-Pensiero Unico, cioè del nuovo regime totalitario-globalitario? E se fosse proprio quell’Uniformità Totale e quel corale accodarsi la miseria prioritaria del nostro tempo? Non so voi, ma io di quell’Imbecille Planetario che ripete il Discorso Unico e Identico all’Infinito, non ne posso più.

MV, 18 novembre 2020

Fonte

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • La vera fraternità oltre l’ideologia della fratellanza. Sulla conferenza di Stefano Fontana al Convegno “Poveri tutti”

      di Silvio Brachetta. Stefano Fontana, durante il convegno Poveri Tutti del 18 novembre scorso [qui], ha parlato sul tema “La vera fraternità oltre l’ideologia della fratellanza”. A seguito dell’enciclica Fratelli Tutti di Papa Francesco, Fontana si era già espresso sulla fratellanza [qui], come pure Silvio Brachetta in un articolo per l’Osservatorio [qui]. Fontana parla di due visioni della fraternità, a cominciare dall’avvento della modernità – cioè dall’Umanesimo e dal Rinascimento – che si sono imposte nella cultura e nella civiltà: la visione cattolica e la visione mondana. Leggi il seguito…

    • Francesco e la dottrina: i cambiamenti ci sono

      Dottrina sociale di Stefano Fontana. Molti si interrogano se ci sia continuità tra la Dottrina sociale della Chiesa insegnata da papa Francesco e quella insegnata fino a Benedetto XVI. La Laudato si’ e la Fratelli tutti (ma anche l’esortazione Evangelii Gaudium) sono in linea con la Centesimus annus e la Caritas in veritate? La tendenza prevalente nei commentatori è di pensarle in continuità, sia perché spiace dover constatare che quanto i papi dicevano ieri oggi venga detto in modo diverso o addirittura negato, sia perché il criterio della “riforma nella continuità”, suggerito da Benedetto XVI nel 2005, viene adoperato spesso in modo largo. Così si sostiene che le eventuali discontinuità sono di ordine pastorale e non dottrinale e che come tali non impegnano l’autorità magisteriale del papa. Spesso però questa via altro non è che una scappatoia per aggirare il problema, dato che oggi i principali cambianti dottrinali avvengono proprio per via pastorale. Leggi il seguito…

    • Francesco, la proprietà privata e la Teologia della Liberazione che non piace a Ratzinger (ma piace alle élite mondialiste)

      di Vito de Luca. Dopo le ultime affermazioni di papa Francesco, in cui afferma, rivolto ai giudici di Africa e America Latina che si occupano di diritti sociali, che il diritto alla proprietà privata non è intoccabile – in quanto diritto secondario – appare difficile allontanare dal pontefice l’aura di esponente della Teologia della Liberazione. Un po’ di storia, tanto per intenderci meglio, su questo filone dottrinario, in quanto nulla viene dal nulla. Leggi il seguito…

    • Divorzio, la “conquista” che sfasciò famiglia e società

      di Gianfranco Amato. Non c'è nulla da festeggiare per i 50 anni della legge sul divorzio: ha costituito il primo passo della rivoluzione antropologica che stiamo tuttora vivendo. L’indissolubilità del matrimonio era la linea Maginot di quella società che era ancora in grado di mantenere e garantire una certa solidità. La profezia di Fanfani e gli utili idioti Dc grazie ai quali poi abbiamo avuto anche aborto, unioni gay e prossimamente anche legge sull'omotransfobia.  Leggi il seguito…