Andres Alburquerque intervista César Vidal sulle elezioni negli USA

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=3RwBlSv75m4&feature=youtu.be

Traduco solo una parte di questa illuminante intervista che smaschera in maniera magistrale l’inganno mediatico a cui siamo sottoposti al fine di accettare come cani al collare gli ordini di padroni occulti che forse amano solo gli animali. Quando terminerò questa traduzione forse sapremo chi sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti. Anche se da giorni i maggiori media mondiali, i politici di mezzo mondo e il Papa hanno già deciso che il vincitore è Joe Biden, queste elezioni lasceranno in molti il dubbio di gravi frodi. Ndt).

Andres. – Approfitto dell’occasione di parlare con César Vidal per chiedergli di aiutarci a comprendere il momento che stiamo vivendo. Buona sera César! Come va’?

César. – Buona sera Andres! Sono felice di essere qui.

Andres. –So che nei tuoi interventi sei sempre seguito da moltissimi ascoltatori. Cercando di guardare al bicchiere mezzo pieno, invece che mezzo vuoto, vorrei ripassare con calma non solo i temi cruciali riguardanti determinate notizie, ma invece analizzare le cose pensando a voce alta. Allora, la prima domanda che ti faccio è: come siamo arrivati fin qui?

César. – Quando dici fin qui, dimmi esattamente che cosa intendi con quel fin qui, e di dirò come ci siamo arrivati.

Andres. – A queste elezioni in cui, dopo una settimana Trump va per le vie legali, mentre Biden e la stampa di tutto il mondo dice che ormai abbiamo l’eletto. Per cui ti chiedo, come siamo arrivati a questo punto?

César. – Vediamo: qui succedono diverse cose. Se torniamo indietro al momento dell’elezione di Trump, credo che sia una delle dimostrazioni del fatto che il sistema americano è molto più democratico di qualsiasi altra democrazia occidentale. Trump giunge ad essere candidato del Partito repubblicano perché sono i repubblicani che votano il loro candidato in un sistema di elezioni primarie. Questo, in Francia, in Spagna, in Italia sarebbe stato totalmente impossibile, perché è la cupola del partito quella che decide il candidato. Se nel sistema italiano, spagnolo, portoghese, francese si fosse applicato negli Stati Uniti, un uomo come Donald Tramp, quattro anni fa non sarebbe mai stato candidato. Non avrebbe potuto affrontare in modo pulito. L’establishment repubblicano l’avrebbe scacciato fin dai primi incontri.

Seconda questione. Come ha fatto Donald Trump a vincere contro Hillary Clinton? Bene, perché c’era una grande stanchezza in moltissimi americani per i due mandati di Barack Obama. Ci sono analisti europei che negli ultimi mesi hanno insistito nel dire che se Obama fosse stato presidente solo per un mandato, certamente Trump non sarebbe arrivato alla Casa Bianca. In ogni caso credo che molti erano davvero stufi dei due mandati di Obama. Ma c’era anche una grande avversione per Hillary Clinton in settori molto importanti della popolazione degli Stati uniti, in tal modo che Trump ritorna e ritorna ancora con una serie di slogan molto attrattivi per tantissimi americani, che vanno dall’abbassamento delle imposte, all’uscita dalle guerre messe in atto dalla passata amministrazione, che non danno alcun beneficio al paese, visto il loro enorme costo economico per il contribuente, per non dimenticare la Cina che è la vera minaccia. Quindi, il ventaglio di possibilità offerte da Trump diventano il trampolino di lancio che lo porterà alla Casa Bianca. Questo non è affatto sorprendente.

Sono stati certamente 4 anni molto duri. Ricordo di aver parlato con esponenti democratici molto importanti all’interno dei vertici del partito che mi assicuravano che Trump non sarebbe arrivato alla metà del suo mandato. Un altro alto esponente dello stesso partito mi disse che l’avrebbero “seppellito” prima della metà del suo mandato. Non è perciò il caso che mi soffermi ridire che cosa sono stati questi 4 anni, dal momento che abbiamo visto un accanimento contro Trump mai visto prima nella storia di questo paese.

E arriviamo quindi alla recente campagna elettorale per la quale molti sospettavano – avendo numerosi indizi -, che ci sarebbero state delle frodi. Lo dicevo già nel mese di marzo in una intervista data a radio e televisioni europee. Quando mi chiedevano chi avrebbe vinto le prossime elezioni, io rispondevo: “Certamente Donald Trump, se non vi saranno frodi”. Questa mia risposta alle volte provocava la sorpresa e il sorriso dell’interlocutore. Questo è successo anche con radio e televisioni latinoamericane. Poi molta gente si è risvegliata vedendo quello che accadeva. Ma di questo fatto erano stati avvertiti. Bene, una organizzazione enormemente seria come Judicia Whach, nello scorso ottobre consegnò un rapporto avvertendo che c’erano centinaia di seggi in cui ci sarebbero state delle frodi elettorali. E Judicia Whach, per esempio, nello Stato della California già da molto tempo stavano tentando di utilizzare 1.800.000 persone che non possono votare perché fondamentalmente morti.

Questo ci fa ricordare più la Seconda Repubblica spagnola in cui c’era un sindaco socialista (che deve aver fatto brogli incredibili. Ma non riseco a capire di che tipo, perché Andres ride sonoramente. Ndt). Ma, tornando a noi, quello che è accaduto è stato per molti una sorpresa, nonostante che alcuni per anni avevano messo in guardia di fronte a questi rischi. Infatti esistono poderosi indizi di frode elettorale.

Andres. – Credi che ci sia qualche possibilità che Trump possa dimostrare la frode e quindi riuscire ad avere un secondo mandato?

César. – Io credo che abbia delle possibilità, perché mi pare incredibile Bush figlio dica che Trump deve concedere la vittoria a Biden, quando lo stesso dovette lottare fino alla fine nel tribunale supremo per poter giungere alla Casa Bianca, non concedendo la vittoria a Al Gore. E credo che Bush aveva tutte le ragioni per farlo. È perciò sorprendente che un appartenente al tuo stesso partito, che ha vissuto il tuo stesso problema, cambi opinione e dica ciò che dicono gli avversari. Rendiamoci conto che qui assistiamo a delle situazioni che sono molto inquietanti, con una stampa completamente appiattita su una tesi. La stampa può avere le proprie opinioni o preferenze, ma non ha il compito, in un paese democratico, di proclamare anzitempo il vincitore di una elezione. (Il fatto che purtroppo molti fingono di non notare, è che anche i maggiori media italiani, e lo stesso Pontefice, si affrettino congratularsi con Biden, senza che tutto ciò crei almeno qualche sospetto. Ndt). Certo – prosegue Vidal -, questo atteggiamento ci ricorda più quello della Prabda, organo ufficiale dell’ex URRSS, che quello di uno Stato democratico. (Altra sonora risata di Andres). E quello che è ancor più grave è che lo hanno fatto le grandi catene televisive degli Stati Uniti, e ancor più incredibile, persino la catena Fox, che è una catena, per definizione, conservatrice. Per non parlare della censura a Trump fatta da Twitter.

Un conto è che lo si faccia con Manuél Pérez, che vive nel Tennessee, che nessuno conosce, ma che abbiano il coraggio di farlo con il Presidente degli Stati Uniti. È di enorme gravità, perché stiamo vivendo una situazione in cui, non sono si decide chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca, ma stiamo parlando di cose che molto importanti e vitali, come la libertà di espressione; stiamo parlando del funzionamento delle istituzioni di questo paese e di quello che sarà il suo futuro! Per questo dobbiamo chiederci se andiamo verso un noioso sistema socialista, o verso l’ordine costituzionale che questo paese ha mantenuto per 200 anni. Questo è il problema!

Andres. – Facciamo un passo indietro. Ricordati che tra i moltissimi che ci seguono (qui a Cuba) abbiamo anche una grande quantità di giovani, e me ne accordo guardando sullo schermo l numerosi messaggi che ci giungono. Per questo abbiamo il dovere di parlare a loro in modo chiaro. Perché, non è con il paternalismo, come ben sai, che si deve coprire il deficit informativo. Vorrei quindi fare due passi indietro, approfittando della tua pazienza, perché vorrei che tu ci spiegassi in quale modo Trump riuscì a vincere le primarie repubblicane quando tra di loro v’erano molte “vacche sacre”?

César. – Perché la gente ne aveva piene le scatole delle “vacche sacre”, e desideravano ascoltare qualcuno che rappresentasse il loro pensiero e le loro necessità. Questo era ed è il grande problema! Ma è un fenomeno globale, e purtroppo lo è anche per gli Stati Uniti. I politici inventano i loro slogan, lanciano i loro slogan e ci fanno girare attorno ad essi. Ed è la stessa cosa che si tratti dei Black lives matter o qualsiasi altra cosa. Il problema è che si è prodotto un distanziamento fra ciò che pensa la gente comune e i politici.

Il grande successo di Donald Trump e gli altri, è che Lui diceva ciò che pensava la gente, anche se lui a atteggiamenti da maleducato, eccetera, o quello che vuole, ma quello che Trump diceva era quello che pensava il contadino del Kentucky o quello che pensava il minatore di uno degli stati del nord; era quello che pensava il lavoratore addetto all’estrazione del petrolio in Pennsylvania o l’addetto al bestiame del Texas; o quello che pensava il fattore dell’est medio. Il fatto è che se a questa gente non si dà spazio sui mezzi di comunicazione, e a volte persino la si disprezza con un superbia olimpica, è chiaro che poi essa si identifica con Donald Trump!

E Trump diceva: «Beh, non preoccupatevi. Non è giusto che dobbiate pagare tante imposte, perché se aumentiamo le imposte non facciamo che asfissiare l’economia. Bene, scordatevi di dover inviare i vostri figli a combattere in guerre che non hanno nulla a che vedere con i reali interessi degli Stati Uniti, ma sono con gli interessi di determinati gruppi di potere. Poi, è naturale che dovremo controllare le nostre frontiere». Sappiamo infatti che se le frontiere non vengono controllate – e questo è un fatto comprovato da millenni di storia -, qualsiasi stato che non riesce più a controllare le sue frontiere, è destinato a sparire. Uno dei doveri dello Stato è la protezione delle proprie frontiere. «Oltretutto dovremo confrontarci con la Cina, che è naturalmente il nostro grande avversario del momento, che sta avanzando tremendamente!».

Inoltre è vero che ci sono persona, come la famiglia Biden, che ha enormi interessi in Cina. Ed è anche vero che il marito di Kamala Harris, che ha una schiera di avvocati specializzati nel trattare grandi affari con la Cina, e che ha contrattato membri del Partito Comunista cinese per facilitare questi affari. Però a noi, come americani, questo non interessa.

Tutti questi fatti, da un certo punto di vista, furono rivoluzionari. Inoltre, chiamiamo le cose col loro nome: «Voi non potete definire i vandali come “eroi della libertà”; voi non potete pretendere di dire che gruppi come quelli degli Antifas (antifascisti), non sono dei terroristi! E sono terroristi di estrema sinistra; voi non potete avere la pretesa di offendere quella che è la storia di questo paese, dipingendola con i colori che più di sinistra non si può», eccetera, eccetera. Tutta questa serie di motivazioni hanno determinato il successo di Trump fino a farlo giungere alla Casa Bianca, credo che abbia una sua grande logica! È ho la sensazione che dopo questi quattro anni di mandato, non posso smettere di sospettare che quando sarà terminata la riconta delle schede, Donald Trump avrà più voti di quelli ottenuti nella scorsa tornata. Oltretutto faccio notare che è il primo presidente dopo la Seconda Guerra Mondiale che non ha impegnato il suo paesi in nessuna guerra. E è stato preceduto da un presidente che, pur essendo stato nominato premio Nobel per la pace, ha bombardato 8 paesi nei suoi primi 5 anni di mandato, che è davvero meraviglioso, per aver meritato il premio Nobel per la Pace! Sarebbe come se venisse dato il premio Nobel per la castità alla proprietaria di un bordello. (André. Ms ride sonoramente per l’esempio). Ma questa – prosegue Vidal – era la situazione.

Andrés. – Ma tu non credi che la conquista del potere da parte di Trump determini, in un certo qual modo, una frattura nell’assestamento di potere nel nostro paese?

Vidal. – Credo che determinerà un enorme malessere negli assestamenti di potere, perché io non sono di quelli che credono in coloro che dicono che il partito Democratico stia per diventare un partito socialista e che in qualche modo lo stesso avvenga per il repubblicano. Certamente si tratta di una esagerazione perché bisogna vedere le cose nelle loro sfumature anche fra politico e politico. Però è vero, non si può negare che c’è una forte influenza dell’establishment sui due partiti.

Un altro aspetto innegabile è che Donald Trump cambia totalmente la situazione, e lo può fare per la semplice ragione che il sistema è un sistema molto democratico, a differenza – insisto nel dirlo – con quello che accade in Italia, in Spagna, in Francia, in Portogallo, che sono essi stessi paesi democratici. Non parlo dei paesi latinoamericani dove c’è una piccola cupola, una cabala, una cricca che nomina i candidati, mentre qui negli Stati Uniti ognuno si presenta e succede che puoi farcela o no. Il caso particolare di Donald Trump è che, pur con tutto l’establishment repubblicano contrario, lui riesce a imporsi. Ma riesce a imporsi non per cattive operazioni o perché inganna i suoi ascoltatori, ma perché moltissimi cittadini si riconosce in tante cose che lui dice! E fra questi ci sono anche persone a cui Trump non piace.

Ho avuto occasione di partecipare a conferenze nelle quali un intellettuale conservatore, a un certo punto ha detto: “A me non piace che Donald Trump sia così grossolano, non mi piace il modo con cui si esprime, non mi piace il suo modo di rapportarsi con la gente, però voterò per lui, e lo voterò perché Trump è la persona di cui abbiamo bisogno in questo momento. È l’unico politico coraggioso, sta enunciando i problemi della nazione, e cerca di risolverli. Io credo che il segreto del successo di Donald Trump sia di non essere un politico. Questa è la sua grande benedizione: quella di non essere un politico, a differenza di Biden che lo è ormai da mezzo secolo. Sinceramente per me non è un problema che un milionario diventi un politico, ma lo diventa quando un politico diventa milionario!

Andrés. – Che è quello che succede normalmente. Potresti dirmi con brevi cenni qual è il rapporto di Trump con i poteri? E per poteri intendo la stampa, gli artisti e le arti, come il mondo di Hollywood. Io e te sappiamo che esistono 4 poteri.

César. – Bene, io credo che la sua relazione con quella che viene chiamata “la palude di Swam”, direi che è stata negativa ancor prima di arrivare alla Casa Bianca. Vediamolo in rapporto con personaggi insospettabili come il presidente repubblicano Eisenhower, colui che formò il complesso industriale militare e l’uomo che diresse le forze di invasione dell’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. Egli è però anche l’uomo che mette in guardia dal pericolo del complesso militare industriale. Bene, Donald Trump in questo campo è un personaggio odioso perché nei suoi primi 4 anni non si è impegnato in nessuna guerra, mentre prima di lui ce ne sono state diverse. Certo, questo fatto dà fastidio ai produttori di armi e a coloro che vogliono rinnovare gli arsenali. È chiaro quindi che questo settore non era favorevole a lui. Per costoro era odioso.

Per i mezzi di comunicazione convenzionali, che sono quasi tutti schierati dalla parte della verità che raccontano alla gente, nascondendo altre cose, a loro dire Trump è odioso, perché a qualcuno di costoro faceva andar di traverso la colazione semplicemente con un tweet. E questo, evidentemente, era intollerabile. Per i partigiani dell’agenda globalista Donald Trump era considerato la personificazione di Satana, ossia un personaggio che concentrava la sua lotta politica in America nello stesso tempo in cui il Forum di Davos ti dice che una delle cose che dovranno succedere prima del 2030, sarà che l’America terminerà di essere la prima potenza del mondo. Per questo si sentivano disturbati dalla presenza di Trump.

Donald Trump, a questo proposito, fece un discorso in cui disse che: «La lotta è tra patrioti e globalisti». Su questo fatto sono d’accordo con lui al 150%. Poi Donald Trump è un uomo che ha creduto nel libero mercato, nell’iniziativa e nell’impresa privata per coloro che hanno costruito il loro stile di vita sulle imposte che si ricavano dai contribuenti per creare su di esse le loro clientele. Mentre Donald Trump è un personaggio odioso, perché è ha tagliato le basi per giungere al potere e per mantenerlo.

Non è affatto strano perciò che Donald Trump avesse anche molti avversari, perché quelli che lo sostenevano erano i cittadini patrioti, e di fronte aveva gente che aveva altri tipi di interessi. Io non dico che costoro non amino l’America, ma erano anche molto interessati agli affari con la Cina, anche se questo avrebbe danneggiato l’America, io non dico che non amino l’America, ma erano più interessati a gettare le basi per nuove guerre, evidentemente per ingrossare i loro conti bancari, eccetera. Questo spiega il motivo per cui molti avevano simpatia per Trump, e anche perché molti lo odiassero in maniera totale ed assoluta.

Uno dei peccati che non potevano perdonare a Trump era dovuto al fatto che lui voleva un’America integrata nella quale tu non fai preferenze di razza o di religione, eccetera, della classe sociale, di fronte a gente che pretende di giungere al potere e mantenerlo sulla divisione del paese mettendo una parte della popolazione contro l’altra. Tutto ciò è tremendo e intollerabile.

Andrés. – Pensi che la stampa possa colmare questo vuoto di autorità. Ci sono ancora molti che credono in essa, ma anche moltissimi che non credono più in questa informazione.

César. – Credo che meno di metà della popolazione creda nei media. Nell’ultima inchiesta che ho letto prima della presentazione del mio ultimo libro, “Un mondo che cambia”, dicevano che l’80% della parte conservatrice, che è circa la metà del paese, non crede nella stampa, però anche nell’altra metà, che puoi definire progressista o come vuoi, solo il 50% crede nella grande informazione. Questo ci fa capire come la grande maggioranza di questo paese non crede nella stampa. Questo non mi sorprende.

(Termino qui, ma possiamo capire che ciò che segue è altrettanto interessante. Traduzione di Claudio Forti)

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