“Le vie della psicologia” di Roberto Marchesini

Roberto Marchesini

Le vie della psicologia

Storia e tendenze contemporanee

Sugarco, Milano 2020

pp. 304 – € 18,80

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Come in un giallo, questo libro vi porterà, indizio dopo indizio, a scoprire la verità sulle vie della psicologia.

Sono tante? Sono una sola? Ma da dove partono? E dove ci portano queste vie? Quale scegliere? Una via è più vera di un’altra?

In questo volume, avvincente come un romanzo, vengono raccolte tante prove che solo l’abile occhio investigativo dell’autore sa cogliere e sa mettere in relazione tra loro e così, una pagina dopo l’altra, come un puzzle, tutti i pezzi combaciano tra loro; ma non solo: le diverse vie della psicologia vanno a collocarsi nel panorama storico in cui si sono sviluppate, mostrando le connessioni con gli ideali e i movimenti culturali e politici del loro tempo, rendendo il libro anche un agile libro di storia moderna.

Come in una spy story, l’autore sa raccontare gli intrighi e gli intrecci che si sono svolti dietro le quinte della  versione di storia della psicologia che è stata resa nota ai più, attraverso i classici manuali universitari.

Le vie della psicologia sono tante, questo lo sapevo. Lo ho capito già al primo anno di università quando, come in un grande calderone, studiavo i vari autori, le loro teorie e le correnti di pensiero psicologico a cui davano origine. Inoltre tutte le psicologie sono parziali, tutte guardano solo un pezzetto del funzionamento dell’uomo: anche questo lo sapevo; sebbene nessuno me lo avesse insegnato esplicitamente, era abbastanza intuibile nel passare dallo studio di una corrente ad un’altra.

Pensavo, però, che le diverse scuole di pensiero fossero l’una in concorrenza con l’altra perché ciascuna ritiene il proprio campo di competenze più importante di altri per il benessere dell’essere umano; invece questo libro mi ha svelato che queste vie sono sì tante, ma sono una la derivazione dell’altra perché tutte hanno lo stesso obiettivo: cancellare la dimensione dell’anima razionale che prima dell’epoca moderna, invece, era una dimensione di cui si teneva naturalmente conto.

L’autore ci guida, allora, anche alla riscoperta del sapere antico che, prima di ogni via psicologica attuale, sapeva guardare l’uomo e aiutarlo a divenire pienamente se stesso.

Ho trovato risposta a tante domande rimaste silenti, a tanti dubbi e incertezze che sono sorti in me quando ho iniziato ad approcciarmi alla clinica.

Un libro avvincente che si legge tutto d’un fiato, affascinante come un romanzo, ricco come un manuale, chiarificatore come una luce nel buio.

Grazie all’autore per il coraggio di aver raccontato la verità della storia della psicologia e aver riportato alla luce un sapere antico andato quasi perduto.

Francesca Rossi, psicologa

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