EllaOne a minori: “Indagare su violazioni di legge”

di Andrea Zambrano.

«Mi aspetto che i parlamentari indaghino sulle numerose leggi violate dalla determina dell’Aifa che ha sdoganato la EllaOne». Il giudice Alfredo Mantovano denuncia in questa intervista alla Bussola tre gravi violazioni sulla concessione alle minorenni della pillola dei cinque giorni dopo che ha anche conseguenze abortive: «Assente l’aspetto risarcitorio a fronte degli effetti indesiderati, violata la legge sul consenso informato e l’articolo 12 della legge 194». 

«Mi aspetto che molti parlamentari – oltre chi lo ha già fatto – utilizzino il loro potere di sindacato ispettivo per chiedere conto al Ministro della Salute delle numerose violazioni di legge contenute nella determina dell’Aifa che permette di vendere senza ricetta la pillola dei 5 giorni dopo anche alle minorenni».

Nel silenzio generale di una società civile assuefatta alla logica abortiva, incapace ormai di distinguere le più elementari violazioni del diritto, il lavoro del giudice Alfredo Mantovano e del Centro Studi Livatino è quello di indicare una via diversa e più rispettosa non solo dell’uomo, ma anche del diritto di fronte ai cosiddetti nuovi diritti. È così anche per la decisione dell’Agenzia del farmaco che ha dato ha abbattuto anche l’ultimo scoglio frenava la libera commercializzazione della EllaOne. Il Livatino ha pubblicato uno studio dettagliato a cura di Michela Fenucci, magistrato con funzioni anche di Giudice tutelare al Tribunale di Pavia, per mostrare per quali motivi la decisione dell’Aifa contrasti con la legge.

«Anzi, con le leggi», spiega, in questa intervista alla Bussola, Mantovano.

Perché, giudice?
Perché ci sono almeno tre leggi violate con questa decisione.

Quali?
Anzitutto quella che riguarda l’aspetto risarcitorio. A fronte di effetti indesiderati anche gravi la minore a chi potrà chiedere eventuali danni?

Al farmacista.
No, perché il farmacista è autorizzato. È chiaro che la responsabilità è tutta di chi ha concesso che una minore potesse assumere liberamente e senza prescrizione medica un “farmaco” potenzialmente abortivo.

L’Aifa ha potere o il ministero deve avvalorare?
Il ministero può, anzi deve promuovere la revoca di questa decisione. Le faccio un esempio.

Prego.
Una ragazzina assume EllaOne al di fuori di qualsiasi verifica medica e senza alcuna condivisione famigliare con i genitori.

Ok.
Si manifestano da subito effetti indesiderati gravi, basta leggere il foglietto illustrativo e se ne trovano a iosa: vomito, mestruazioni dolorose, emorragie, sanguinamento vaginale, cefalea persistente etc… È evidente che la cosa in casa verrà fuori e non si potrà negare. A quel punto una mamma che vede la figlia in quelle condizioni si chiederà: chi ha autorizzato una cosa del genere? È evidente che il Ministro non può fare finta di niente e sarei più cauto fossi in Speranza.

La mamma potrebbe prendersela sempre con la figlia…
Con una ragazza in età fertile a 12 anni? E qui arriviamo alla seconda violazione di legge.
Quale?
La ragazza deve avere diritto ad essere informata. Ricordo che nel 2017 il Parlamento ha approvato una legge, la 219 che disciplina le Dat (Disposizioni Anticipate di Trattamento). E la legge disciplina anche il consenso informato.

Sta difendendo la legge sul testamento biologico?
Nient’affatto! Sto soltanto dicendo che se le norme di legge hanno un senso, anche quelle che non condividiamo, allora devono valere sempre e non solo quando sono funzionali all’imposizione di nuovi diritti.

E in questo caso il consenso informato che cosa dice?
All’articolo 3 si dice che la minore di età ha diritto a che siano valorizzate le proprie capacità di comprensione e decisione. Vale per le dat, ma deve valere anche per l’assunzione di un preparato farmacologico contraccettivo/abortivo.

Giudice, faccio l’avvocato della difesa: per queste informazioni c’è il bugiardino…
Ma per piacere! Quale tipo di comprensione può derivare dalla lettura di un foglietto illustrativo nelle mani di una persona che può avere anche 12/13 anni che si trova in uno stato di comprensibile agitazione ed è sconvolta dal timore di una gravidanza? Se il consenso informato significa qualcosa per i maggiorenni, deve valere ancora di più per le minorenni. E poi scusi…

Sì?
Se assumo un analgesico da decenni, il farmacista sa che lo prendo perché vado sempre da lui e sa che non mi produce effetti indesiderati, e nonostante questo esige la prescrizione medica. Invece qui i farmacisti sono costretti a vendere senza prescrizione medica a una sconosciuta minorenne un prodotto a così elevato tasso di effetti indesiderati.

Anche se oggi prendessi un Oki in farmacia nessuno mi chiederebbe nulla…
Sì, ma qui parliamo di un prodotto che incide così fortemente sul fisico di una donna, e questo avviene al fuori di qualsiasi valutazione medica. Non c’è più alcuna logica.

Perché si concentra sugli effetti indesiderati, la cosa più grave non è comunque quella che siamo di fronte a un “farmaco” che può essere anche abortivo?
Infatti qui veniamo alla terza violazione. EllaOne ha una funzione antinidatoria non solo in previsione, ma anche ex post, ad esempio se la ragazza l’assume quando è già incinta e non lo sa.

Cioè una gravidanza già in atto?
Esatto. È per questo motivo che il ministro Fazio dieci anni fa (ministro della salute dell’ultimo governo Berlusconi ndr.) non derogò all’obbligo di prescrizione medica anche per le maggiorenni perché la donna che lo assume potrebbe essere già incinta da un precedente rapporto senza essersene accorta, a quel punto l’assunzione di un farmaco del genere potrebbe incidere in modo pesantemente negativo su una gravidanza già in atto. E questo vìola la legge 194 perché – con riferimento alle minori – mette in discussione la procedura dell’aborto all’articolo 12.

In dieci anni dunque le barriere sono state abbattute?
La storia della EllaOne in Italia ha conosciuto tre fasi: la prima dieci anni fa con il ministro Fazio servivano la prescrizione medica e anche il test di gravidanza positivo. Poi cinque anni fa è stata eliminata la prescrizione medica per le maggiorenni e oggi siamo alla liberalizzazione totale.

L’Aifa avrà sentito il parere di medici specialisti…
È quello che mi auguro possano appurare i parlamentari attraverso un’attività ispettiva. Nella delibera si fa riferimento a un parere della CTS n.30 del 16, 17, 18 e 23 settembre 2020, con il quale è stato approvato il materiale informativo. Sarebbe interessante leggerlo.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana

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