Super ex: Roma vaticana assomiglia a una corte pagana…

di Marco Tosatti.

Bergoglio ha governato 7 anni con il pugno di ferro verso i nemici (i cattolici fedeli al I comandamento, quelli convinti che “non uccidere l’innocente” sia ancora valido ecc…) e lasciando briglia sciolta ai presunti “amici”. Ora però accade che i suoi presunti amici, ora che il Capo non è più onnipotente, ma declinante, siano non solo ingombranti, ma anche divisi tra loro: le spartizioni non sono mai facili, tra briganti, e i regolamenti di conti, le vendette,  prima o poi arrivano

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Carissimi Stilumcuriali, raro ma prezioso Super Ex (Ex di Movimento per la Vita, Ex di Avvenire e di altre scatole nominalmente cattoliche) ci ha voluto mandare la sua riflessione sul caso Becciu. Lo ringraziamo molto, e ci affrettiamo a condividerla con voi…Buona lettura. 

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Dio vede davvero tutto e l’onestà paga, prima o poi, non solo nell’aldilà, ma anche su questa terra.

Se Bergoglio credesse a questa antica convizione propria di tutti gli uomini che abbiano un po’ di senso religioso, non avrebbe impostato il suo pontificato sulla furbizia machiavellica. Credendo invece soprattutto in se stesso, nella sua astuzia, nella sua presunta capacità di attrazione delle masse ecc.., ha giocato sin dall’inizio una partita ardita, ma molto pericolosa. Poggiando su due pilastri: il sostegno del mondo nemico della Chiesa, e quindi favorevole alla sua rivoluzione, e quello degli uomini che sono nella Chiesa ma non vi appartengono, cioè gli arrivisti, i bertoniani-becciuani di ogni risma.

Il problema di questa strategia è che i furbi sono e rimangono tali: collaborano con chi ricopre la massima carica, non per fede, non per rispetto, non per senso del dovere, ma per il loro interesse. E fanno i loro affari, pestando piedi a destra e a manca, imperversando in maniera crescente, in proporzione all’anarchia religiosa ed etica permessa dal Capo. Alcuni di questi furbi, poi, possono essere maliziosi ed astuti come o più del loro superiore: è allora, dopo essere stati utili e potenti per molti anni, che diventano improvvisamente scomodi; che è bene eliminarli, imputandogli una colpa presunta, oppure anche vera (ma sino ad ora volutamente ignorata e coperta).

Bergoglio ha governato 7 anni con il pugno di ferro verso i nemici (i cattolici fedeli al I comandamento, quelli convinti che “non uccidere l’innocente” sia ancora valido ecc…) e lasciando briglia sciolta ai presunti “amici”.

Ora però accade che i suoi presunti amici, ora che il Capo non è più onnipotente, ma declinante, siano non solo ingombranti, ma anche divisi tra loro: le spartizioni non sono mai facili, tra briganti, e i regolamenti di conti, le vendette,  prima o poi arrivano.

Bergoglio, come accade ai tiranni, ha goduto di un potere arbitrario e senza limiti, ne ha ceduto parte ad alcuni pretoriani, ma ora rischia la fine di tutti i tiranni indeboliti. Prima si regna con il terrore ed i complici, poi comincia la rovina.

Qualcuno ha paragonato la chiesa di Bergoglio ad un regime sudamericano; qualcun altro ai giacobini francesi, che dopo aver sterminato i loro nemici, hanno cominciato ad uccidersi tra loro…

Aggiungo un ultimo paragone: siamo alla corte pagana di tanti imperatori romani, alla corte di Claudio o di Nerone… Una corte pagana, in cui l’imperatore non deve rispetto a nulla, perché lui stesso si erge a dio.

Nelle corti pagane il despota finiva avvelenato, magari dai suoi stessi pretoriani o dai suoi familiari, da coloro che lo avevano aiutato, in precedenza, ad eliminare gli avversari.

Roma è oggi una corte pagana, senza Dio, senza coscienza. Becciu è un pretoriano già potentissimo caduto in disgrazia (forse qualcuno della corte, negli anni, ha anche raccolto un dossier su di lui, come si fa nelle dittature, affinchè tutti siano ricattabili e scaricabili).

Ma altri pretoriani si aggirano nei corridoi, affilano le lame, consapevoli che il redde rationem, sta per arrivare. Il capo non ha più la stoffa del leader indiscusso, è, evidentemente, alle battute finali.

Di fronte a questi scandali continui, a questo graduale corrompersi di tutto, ci sono però certezze rassicuranti: umanamente parlando, i tiranni crollano, così come i regni divisi in se stessi; in un’ottica religiosa la falsa chiesa è come i partiti e le associazioni umane: non può durare.

La falsa chiesa, infatti, ha vita breve: uccide se stessa, perché non trasmette la vera Fede, non comunica Cristo. Mentre essa muore, la vera Chiesa, per quanto piccola,  persiste, fedele e perseguitata: così sopravvive, alla sua caricatura, e torna ad occupare la scena, libera finalmente dagli equivoci.

Fonte

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