Il manifesto di “Si può fare!”

Postiamo il discorso di Francesco Agnoli, presidente di Si può fare!, in occasione della presentazione del manifesto valoriale del partito.

Abbiamo deciso di presentare oggi un manifesto di PRINCIPI, e non un programma elettorale. Di programmi ne abbiamo letti molti -ne abbiamo uno anche noi- ma i programmi lasciano un po’ il tempo che trovano: spesso si assomigliano tra loro, parlano un po’ di tutto, in modo più o meno vago…
Partiamo dunque con dei principi, perché riteniamo che in politica servono principi, competenze, spirito di servizio. Un po’ come in tutti i lavori.
Ma senza i principi le competenze rischiano di essere finalizzate solamente ai propri scopi; si può rischiare così di essere al servizio di se stessi, e non del bene comune.
In una cornice di principi dunque le competenze sono finalizzate ad uno scopo che va oltre quello delle nostre persone, che le supera, che le trascende.


Certo siamo abituati da tempo ad una politica fatta di grandi personalità. Dopo la crisi delle grandi ideologie abbiamo visto la presenza pervasiva dei leader, oppure l’apparire di ideologie un po’ fumose, talora anche violente…
Per fare capire cosa intendo per ideologia, ricorro ad un esempio, cito un caso locale: un consigliere provinciale, maschio, che ha sostenuto un candidato uomo alle provinciali e che supporta un altro maschio alle comunali (cosa del tutto lecita!), ci ha voluto fare un appunto: “ma perché scrivete sindaco e non sindaca!”. Si guarda il dito e non la luna: abbiamo candidato una donna, qualcuno ama dire “sindaco”, qualcuno preferisce un po’ alla moda “sindaca”, ma farne un motivo di divisione, di scontro, appartiene alla mentalità ideologica, non al riconoscimento di una realtà (che come tale dovrebbe imporsi).


Le ideologie, anche se si presentano come progressiste, portano contrasti, divisioni, muri; gli ideali, i principi riguardano l’uomo di ieri, di oggi, di domani.
Nei nostri principi parliamo ad esempio di promozione della famiglia, una realtà che esiste da sempre, che non scade; parliamo di autonomia, perché la patria è un concetto molto concreto, a differenza di concetti ideologici, come il nazionalismo, da una parte, e il globalismo dall’altra; parliamo di sicurezza e di lotta al degrado, senza farne neppure in questo caso un’ideologia, ma guardando al desiderio di ognuno di vivere in una città dove si possa passeggiare tranquillamente, una città pacifica, serena; parliamo di una città libera dalla droga, perché la libertà da ogni forma di dipendenza è un valore per (quasi) tutti…


Certo sono dichiarazioni di principio, non saremo in grado di realizzare compiutamente ideali così grandi, ma vogliamo muoverci all’ombra di essi. Zoppicanti e claudicanti, come tutti, ma guardando con fiducia ad un obiettivo, una meta.

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