La “forza del dolore salvifico” testimoniata in Giovanni Paolo II anche dalla grafologa Evi Crotti.

Giotto, L’Ascensione, Cappella di Santa Maria della Carità, detta Degli Scrovegni, 1303-1305, Padova, particolare

Ieri, solennità dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, secondo la splendida espressione liturgica della tradizione Cattolica, ho letto un articolo su Il Giornale a firma della nota grafologa Evi Crotti, Ecco chi era davvero

Giovanni Paolo II. Da Cracovia al Conclave: la storia di Giovanni Paolo II raccontata con la sua grafia, Sab, 23/05/2020  (qui).

.

Consumata nello studio della personalità tramite l’analisi puntuale delle grafie, Evi Crotti traccia il profilo del Santo dal 1962 al 2001, ponendo in sintetica e puntuale relazione la sensibilità, la cultura, gli eventi, le sue scelte e stupisce là dove ella scrive:

In seguito (1992, all’ età di 72 anni), la scrittura di Giovanni Paolo II si fa più piccola, a segnalare l’andamento della sua nota malattia (morbo di Parkinson). Ma i tratti, i gesti, i legamenti e l’ordine grafico mettono in evidenza la sua permanente lucidità mentale e la sua capacità di affrontare la sofferenza con inspiegabile serenità.

In un uomo, che aveva dimostrato una grande forza d’animo, tenacia, fede, passione per l’uomo, nonostante nel fisico risultasse piegato dalla “sua nota malattia”, lo scritto mette in evidenza “la sua permanente lucidità mentale e la sua capacità di affrontare la sofferenza con inspiegabile serenità”.

Sicché, pur partendo da uno studio oggettivo, e interpretativo a un tempo, la studiosa coglie la capacità del Santo di affrontare la sofferenza con inspiegabile serenità. Serenità nella sofferenza!

Giotto, L’Ascensione, Cappella di Santa Maria della Carità, detta Degli Scrovegni, 1303-1305, Padova

Egli, da sempre dedicato a Maria, fin nel motto del suo pontificato espresso nel Tutus Tuus, Tutto Tuo, di Te, Maria, talmente si conformò a Lei da ricopiare nella profondità del proprio animo il percorso della Regina di tutti i Santi.

Maria visse nell’attesa dell’ingresso del Figlio nella Gloria del Cielo, da Giotto simboleggiata da quelle mani tagliate dalla cornice dell’affresco, per dire che Gesù compie un tuffo al rovescio nel Cielo (Roberto Filippetti), manifestando la profonda unità con il Padre. Ma cosa aveva vissuto Maria prima di questo indicibile momento di Gloria?

Natività e morte a confronto in Maria

Nell’Annunciazione aveva provato lo stupore e il tremore per un annuncio problematico: diventare Madre senza essere ancora Sposa e per di più mutando il proposito di speciale consacrazione a Dio; nella Natività, la gioia di stringere nelle braccia il Figlio di Dio e subito turbata e angosciata dalla Fuga in Egitto; il ritrovamento nel Tempio l’aveva messa a dura prova, facendole temere per la custodia di un Figlio così speciale, da dover meditare tutte queste cose nel suo cuore.

Sotto la Croce, la pena più grande: assistere alla morte ingloriosa non solo con il cuore della madre carnale, ma della Sposa di Dio, che vede la piena umiliazione del Figlio, l’exinanivit della divinità nell’umanità (cf. Fil 2, 7 spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo, sed semetipsum exinanivit, formam servi accipiens), assumendo il peccato del mondo.

Una vita, la vita mariana, attraversata dal dolore profondo: dunque, quella del Figlio, come quella della Madre.

Eppure, Maria, visitando Elisabetta, aveva cantato il canto di esplosione e tripudio del Magnificat e, secondo un’antica tradizione, ripresa anche in un’omilia da Mons. Tonino Bello, forse fu la prima ad incontrare il Risorto ancor prima della Maddalena stessa … Una vita, sì, vissuta nella Gloria del Figlio, attesa e realizzata, ma attraversata dalla sofferenza di Cristo e di Lei, che assiste impotente, sempre partecipe dell’exinanivit del Figlio! Sorretta dalla nuda fede. Anch’Ella, inspiegabilmente serena nella sofferenza.

Allora, quel Totus Tuus di San Giovanni Paolo II si è tradotto nell’unione mistica con Gesù e Maria nella fede, secondo la quale, solo chi Lo segue prendendo la sua Croce, ogni giorno, entra nel Regno dei Cieli, infatti:

23Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.

24Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. (Lc 9, 23-24)

Questo per dire, come abbiamo cercato di spiegare Padre Gianmarco ed io nel nostro libro Mio Signore e mio Dio (Gv. 20, 28). La forza del dolore salvifico (Edizioni Mimep-Docete, 2020), che quanto San Giovanni Paolo II scrisse nella Lettera Apostolica Salvifici doloris (virtutem), la forza del dolore salvifico, non fu solo l’esito magisteriale di uno studio delle Scritture e della Tradizione cristiana, ma anima dell’esistenza di un credente, che segna la via ai credenti, dietro Maria, dietro Gesù.

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • Karl Barth e la politica sudicia e malvagia

      Dottrina sociale di Stefano Fontana. Nel blog precedente ho ripreso alcune idee di Dietrich Bonhoeffer per mostrare come la teologia protestante non possa ammettere la Dottrina sociale della Chiesa e come abbia influito su questo punto anche sulla teologia cattolica. Era infatti inevitabile che la teologia cattolica, nel tentativo di intercettare i principi della modernità, si dovesse uniformare, più o meno, ai presupposti protestanti. Nel blog di oggi possiamo fare lo stesso esempio ma applicato a Karl Barth, considerato di gran lunga il più grande teologo luterano della storia recente. Con accentuazioni diverse da Bonhoeffer, anche Barth separa tra loro la vita pubblica e la fede, l’impegno politico e il cristianesimo. Leggi il seguito…

    • La priorità dei diritti sui doveri. In margine ad un libro di Stefano Fontana

      di Silvio Brachetta. Tavolo di Lavoro sulla Commissione Glendon. Stefano Fontana nel suo libro Per una politica dei doveri, dopo il fallimento della stagione dei diritti (Cantagalli, Siena 2006) presenta il principio della Dottrina sociale della Chiesa e della teologia morale in genere secondo cui c’è una priorità dei doveri sui diritti. Anche a seguito della “questione sociale” moderna, il magistero petrino, tra il XIX e il XX secolo, è tornato spesso sul rapporto tra diritti e doveri, rilevando «l’incongruenza grave di diritti senza precedenti doveri»[1]. Leggi il seguito…

    • Il Papa individua un altro nemico: silurato il cardinale Becciu

      di Nico Spuntoni. "Dimissionato" da Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi e privato dei diritti connessi al Cardinalato. Questa è il duro provvedimento preso da papa Francesco nei confronti del cardinale Angelo Becciu. Il motivo non è stato spiegato ma si dà per scontato che riguardi lo scandalo legato all'acquisto di un palazzo a Londra, che ha già fatto cadere non poche teste eccellenti. Leggi il seguito…

    • M5S nel caos. Per i grillini conta solo la poltrona

      di Ruben Razzante. Di Maio punta sull’accordo organico con il Pd, Di Battista parla di sconfitta storica e invoca gli stati generali, Fico cerca di mediare e Grillo getta benzina sul fuoco. Ma se lui e il ministro degli Esteri cantano vittoria per il “sì” al referendum, perché il Movimento non accelera sulla legge elettorale così da rendere subito operativo il risparmio per il taglio dei parlamentari? Leggi il seguito…