Giustizia, dopo la mancata sfiducia a Bonafede il centrodestra ritorni alle origini

di Roberto Cota.

A mio avviso, la linea politica del centrodestra in tema di giustizia è confusa. Eppure ci sarebbe un’autostrada larga e dritta da percorrere. Il Ministro Bonafede con la sua azione ha evidenziato i gravi danni che la linea a cinque stelle può produrre. Al giustizialismo peggiore che fu della sinistra è stata aggiunta una dose potente di incompetenza. La giustizia, per i sostenitori di Bonafede è diventata slogan, una questione di social. I problemi, nella realtà, non vengono affrontati.

Il Ministro della Giustizia, poi, dovrebbe avere ben chiari i principi costituzionali, essere figura equidistante rispetto a tutti gli operatori del diritto, ed anche non infilarsi in rapporti tali da far diventare questo o quel magistrato icona del suo movimento politico. Il contrario di quello che sta succedendo. Il PD è in imbarazzo di fronte a questa deriva. Ma il legame culturale rispetto al pensiero di certe correnti della magistratura è difficile da troncare e, soprattutto, da rinnegare. Insomma, una loro inversione ad u in direzione garantismo è complicata e poco credibile. Anche se, bisogna riconoscerlo, qualche segnale apprezzabile si è visto. Venendo a Renzi, parla oggi di garantismo soltanto perché attaccato dal ciclone mediatico/giudiziario. Ieri, quando si trattava di rottamare, gli andava bene cavalcare qualsiasi onda.

In questo contesto, il centrodestra avrebbe, anche storicamente, le carte in regola per farsi portatore ed interprete di istanze importanti che poi sono quelle proprie del pensiero liberale. Tra l’altro, oggi parlare di contrapposizione tra garantismo e giustizialismo è persino riduttivo in quanto si tratta di scongiurare un vero e proprio ritorno al medioevo del diritto. Già, perché l’idea della giustizia a 5 Stelle è quella di un sistema basato sul sospetto e la valutazione sommaria. Il sospettato si deve dimettere salvo che abbia il ”lasciapassare della persona perbene“ rilasciato dal Fatto Quotidiano. Eppure, il centrodestra sta perdendo l’ occasione. Si muove, infatti, in ordine sparso. Anzi, taluni esponenti soffiano sul fuoco dei processi di piazza. La ricerca della visibilità individuale, della comparsata televisiva o della citazione giornalistica creano sistematica confusione ed anche prese di posizione alquanto superficiali. Presunzione di innocenza, terzietà ed indipendenza del giudice, ragionevole durata del processo, tutela della segretezza delle comunicazioni delle persone, funzione rieducativa della pena, rispetto dei diritti fondamentali della persona. Tutto dimenticato pur di andare alla ricerca di qualche like in più?

Fonte: l’Occidentale

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