Male-detti

Perché? Perché? Rimbalza la domanda nei cuori e nelle teste, dopo che due ragazzi di un liceo si sono tolti la vita nel giro di pochi giorni.

Gli psicologi si sforzano di consolare i vivi, ma non hanno parole, i professori, non hanno parole, i genitori degli amici, non hanno parole, i preti, non hanno parole. Dicono sia sufficiente la vicinanza fisica, l’esserci, stringersi; ma quanto dura il calore di un abbraccio?

I figli sono posseduti dalle domande; quasi fossero demoni, le domande chiudono l’anima in un cerchio tutto terreno. Per alcuni ragazzi bisogna fare, darsi da fare, andare, mai fermarsi; quale sia la direzione in fondo conta poco. I “più avveduti” invece, programmano tutto e quando i progetti e le energie vengono frustrate o quando le domande mai espresse bruciano dentro, allora ci si scopre soli, freddi, disperati; ci si scopre morti. Allora morire, farsi morire, non è più difficile. La terra, con tutto il suo darsi da fare, la luna e i pianeti, in questo mondo pieno di domande senza più risposte, non sono che un pezzo di terra in più. Ma la terra pesa, quando ti scende dentro ti toglie il respiro. Non è Gaia la terra. Anche i preti non hanno risposte, forse perché non credono più nel cielo, forse perché anche loro credono che tutta la questione di riduca al fare qualche cosa; migliorare il mondo. La scienza, gli psicologi, una vita ben programmata, l’impegno sociale, non bastano. I giovani non vogliono morire, lo sanno più di tutti d’essere fatti per il cielo, perché sentono ancora il fiato di una madre che li accarezza e ne hanno nostalgia.  Ma neanche una madre può tutto. Gli adulti negano l le risposte vere. L’infinito, sei fatto per l’infinito, lo dovremmo gridare nel momento in cui i ragazzi sono felici, non dopo. Non lo fa più nessuno. Allora, quando avremmo bisogno di una parola, non resta che il silenzio e i giovani sono ancora una volta; male detti.

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