Dal 2020 la “vita a punti” diventa realtà in Cina

Nel 2013 in Italia entra in vigore la Patente a punti, un sistema che sanziona le infrazioni togliendo punti dalla nostra patente di guida. Si parte da un tesoretto di 20 punti che aumentano di due ogni due anni trascorsi senza infrazioni che li facciano perdere. Con gravi infrazioni al codice della strada I punti si perdono.

L’anno successivo, in Cina, parte la sperimentazione della “vita a punti”, un Sistema di Credito Sociale che entra in vigore definitivamente da quest’anno: anche qui ogni cittadino ha un bonus di partenza ancora non ben definito e che può crescere o diminuire in base al tipo di comportamento. Questo comportamento viene seguito dal sistema di telecamere e di riconoscimento facciale (la Cina è all’avanguardia in questo campo), dai dati delle carte di credito (per controllare anche gli acquisti), da quelli forniti dalle banche, e così via.

Se doni il sangue e fai del volontariato i tuoi punti cresceranno come pure se ti comporti secondo i dettami del partito. Anche il comportamento sui social, che sono controllati dal Governo, può influenzare il Sistema e non solo di chi commette queste violazioni, ma anche se queste violazioni sono commesse da amici. Occhio a mettere Mi Piace!

Criticare il Governo, non fare visita ai genitori, passare col rosso sulle strisce pedonali, tre cose abbastanza comuni, almeno da noi, fanno perdere punti e se si scende nel rating si va incontro a punizioni come non avere accesso al credito o alle assicurazioni. Un nuovo totalitarismo digitale che si affianca a quello del regime comunista cinese: anche Orwell rabbrividirebbe.

Il suo Grande Fratello ha trovato gli strumenti elettronici perfetti e il romanzo distopico si sta realizzando. Entro il 2021 tutti gli abitanti di Pechino saranno classificati col sistema a punti e il sistema si espanderà in tutto il paese. Sarà impossibile sfuggire al controllo del partito e chi scende nel rating entra in una lista nera trovando difficoltà anche ad acquistare biglietti ferroviari od aerei. Se qualcuno, nel mondo occidentale, parla di violazione della privacy basta che cerchi il significato di questa parola oltre la Grande muraglia: isolamento, nascondimento. Non ha proprio un significato positivo, come se qualcuno volesse tenere nascosto qualche cosa. E in Cina tutto ciò che ha aria di segretezza è sospetto.

Andrea Bartelloni

Print Friendly, PDF & Email
Be Sociable, Share!
    News dalla rete
    • I Paesi frugali, l’Italia e la bellezza delle cicale

      di Roberto Marchesini. Recovery Fund, al danno dei pochi spiccioli, si unisce la beffa: l’Italia, insieme ai Paesi mediterranei, è stata additata dal club dei «frugali» con lo sprezzante epiteto di «cicala». Eppure, le cicale impiegano il tempo nel canto, che è armonia e quindi riflesso dell’ordine dell’universo. L’Ue ci vorrebbe tutti formiche, ma sicuri che non sia solo invidia? Leggi il seguito…

    • La Raggi scatta, ma il MoVimento è già finito

      di Frodo. Virginia Raggi ha rotto gli indugi, affermando in almeno due occasioni in poche ore (a Il Foglio e alla sua maggioranza) di voler correre di nuovo per la poltrona di primo cittadino della capitale. L’incubo dei romani potrebbe non essere terminato. Leggi il seguito…

    • La dittatura a sorteggio, il Paese a caso

      di Marcello Veneziani. In effetti aveva ragione lui, Giuseppe Conte. Passerà alla storia. L’Italia sarà un caso da studiare, unico, speciale, da manuale. Abbiamo inventato un modello senza precedenti: un regime monocratico, para-dispotico, semi-dittatoriale, in cui l’uomo solo al comando, l’autocrate, non è un dittatore venuto da un golpe militare, non è il capo di un partito o un movimento che conquista il potere, non è un duce salito su dal popolo che marcia sulla capitale e dispone di un consenso popolare e una milizia agguerrita, non è il discendente di una dinastia che decide di incoronarsi monarca assoluto, non è un tecnocrate andato al potere come Massimo Esperto che poi sospende la democrazia per governare coi pieni poteri e non è nemmeno il viceré, il proconsole, il governatore insediato da una potenza straniera alla guida di un paese colonizzato. Leggi il seguito…

    • I bonuscratici tirano 600 euro di monetine addosso alla democrazia

      di Frodo. Il problema non è che cinque parlamentari abbiano richiesto uno dei tanti bonus predisposti dall’esecutivo Conte in questa dissennata gestione della crisi-economico sociale. Partiamo col dire questo. Il problema, semmai, è che il Parlamento – quello che i grillini vorrebbero ridotto all’osso a mezzo referendum, con non pochi problemi prospettici di rappresentanza e rappresentatività per il territorio italiano ed i cittadini – è diventato una pesca delle occasioni. Un luogo cui ambire per sistemarsi. La cultura politica è svanita dall’Italia, e chi anima le sorti della nostra Repubblica può non possedere nel suo background un minimo di etica civile. Dobbiamo farcene una ragione. Leggi il seguito…