VIDEO RISPOSTE CON DATI CURIOSI sull’Impero Spagnolo

Grazie al suggerimento della storica Angela Pellicciari ho potuto conoscere, anche attraverso il video che sto per tradurre, lo storico argentino Patricio Lons che, come la prima, ha il pregio di essere controcorrente rispetto ai racconti storici politicamente corretti appresi nelle scuole e dalla cultura dominante. Il suo modo di raccontare i fatti storici è accattivante, anche perché quanto dice è comprovato da una seria documentazione. Certamente molti, ormai convinti quasi dogmaticamente da quanto hanno appreso, storceranno il naso. Ma io mi auguro che costoro abbiano il coraggio di mettersi in discussione. Il video è stato postato il 17 settembre 2019 nella Settimana della Hispanidad. Buona lettura! Ndt).

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Eccomi a voi. Sono Patricio Lons. Mi trovo nel mio luogo di riposo nel regno di Witong, invitato dal suo primo ministro. Comincio a rispondere ad alcune delle domande e osservazioni, a volte stravagenti, che mi hanno posto i telespettatori.

Prima domanda: “Sicché lei vorrebbe consegnare l’Argentina alla Spagna?

Risposta: Come posso consegnare qualcosa che non ho? Non sono presidente, re, primo ministro, intendente, governatore, e non sono neanche un povero prete. Non posso fare nulla di nulla. Ciò che desidero per l’Argentina e per tutta l’America Latina e che si sappia ciò che sta succedendo. Ma non sappiamo cosa succede perché siamo finiti in un pozzo e non sappiamo come mai ci siamo caduti. Prima di tutto perché abbiamo perso la nostra identità. Allora, quello che desidero ardentemente è che tutti gli ispano americani, compresi, naturalmente, anche gli spagnoli, comincino a conoscere e a comprendere la nostra storia, il nostro passato, la nostra grandezza, perché sappiamo che siamo stati grandi. Togliamoci questo complesso di inferiorità che, non so perché, vedo negli argentini, e, cominciando col toglierci questi complessi, vedere quali possibilità abbiamo di costruirci come nazioni, come stato, come poteri, per poter affrontare il XXI secolo, che sarà certamente difficile, in un mondo che si sta dividendo tra Stati Uniti e Cina. Anche noi, con 700milioni di ispanici, potremmo essere forti e solidi se siamo capaci di costruire un ponte di pace per il progresso di tutto il mondo, e soprattutto per il nostro.

Però è chiaro che non intendo regalare nulla. Desidero che ogni paese sia forte. Certo, mi piacerebbe che assieme, uniti, potessimo formare una sorte di confederazione, dato che abbiamo elementi che ci accomunano e che di aiuterebbero a crescere. Perché non potremmo avere una industria cinematografica comune, una agenzia spaziale comune? Perché non potremmo avere delle forze armate comuni? Perché non potremmo pensare a una cancelleria comune e una comune bandiera? Quale potrebbe essere la bandiera? La gloriosa stampa di Borgogna.

Altra domanda tipica. Ma noi siamo italiani, spagnoli, indios. O, non siamo spagnoli, perché ognuno racconta la propria storia

Risposta. Vediamo: che lingua parliamo dal Messico Miami in California? Signori, parliamo lo spagnolo! Ciò che importa non è solamente la radice individuale di ognuno! Io, per esempio, ho un cognome francese, non ho un cognome spagnolo. Capite? Però tutti i popoli dell’America del periodo precolombiano non avevano il concetto di nazione, non avevano il concetto di Stato e non sapevano nemmeno lasciare il continente o che esistessero altri continenti. Oltretutto molti precolombiani non sono autoctoni, perché sono arrivati da diversi luoghi, per esempio dallo stretto di Bering, e si suppone che altri siano venuti dalla Micronesia, eccetera.

Cos’è che ci ha uniti? Una sola lingua, lo spagnolo. E che cos’è stato per noi lo spagnolo? Quello che ha rafforzato e corretto gli usi, i costumi e le abitudini che avevano i popoli dell’Ibero America. E che cosa si è unito al comune idioma? La religione che ha permesso di creare leggi e sistema di governo. E tutto ciò per 300 anni. In 300 anni, questi popoli, che non erano connessi l’uno con l’altro: non si conoscevano (anche se qualche occasione di conoscenza veniva dall’essere stato schiavo dell’impero più potente. Per esempio quello degli Aztechi che oltretutto era un impero parassitario perché si manteneva con gli schiavi.

Bene, questi popoli scoprirono che c’era una religione diversa, che non esigeva i sacrifici umani. Durante quei primi tre secoli dopo il 1492 ci fu una relativa pace. Della schiavitù e della encomienda, che erano nel popolo indigeno, parlerò in un prossimo video. Ma, la cosa certa è che in quei 300 anni si era formato l’impero più potente del mondo, e che nei posteriori 200 anni tutto è andato degradandosi. In quei 200 anni sono arrivati italiani, arabi, ebrei, slavi, cinesi, eccetera, e ognuno ha portato la sua impronta. Ognuno diede il meglio di sé: il suo sforzo, il suo lavoro, la sua integrazione. Però, se tutti questi popoli sono riusciti a capire che eravamo politicamente sovrani, economicamente indipendenti, che c’era una giustizia sociale,  delle leggi, un parlamento, un’educazione e un’attenzione alla salute, tutto ciò lo abbiamo ereditato dalla Spagna. E gli italiani, gli indigeni, gli ebrei, i tedeschi e tutti gli altri che sono poi venuti, come i molti cinesi che si sono insediati in Perù, tutti costoro, nello stesso continente, si comprendono parlando la stessa lingua: lo spagnolo. Oltretutto la maggioranza crede in Gesù Cristo.

Cosicché, ragazzi, ogni comunità ha apportato del suo e tutti ne abbiamo goduto. Però la nostra identità originale è un’identità spagnola, unita alla cristianità europea, dalla quale abbiamo ricevuto il diritto romano, la filosofia greca e la fede della Terra Santa.

Un altro dei temi per i quali qualcuno si è contrariato riguarda il video nel quale ho parlato di Peron e di indipendenza. In quel video Peron dice che la nostra indipendenza non è tanto semplice da capire, perché si è trattato di una manovra britannica. Ma quello che ha detto Peron coincide con quanto detto da Winston Churchill alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando, riunito con Stalin e Truman, Truman disse: “Lasciatemi mano libera in Sud America, perché vogliamo sradicare la sua indipendenza”. Lo stesso conflitto con il potere inglese e la nostra sovranità lo ebbe (non comprendo la parola). Ma questo fatto p stato denunciato anche da settori della sinistra, settori nazionalisti, settori cattolici, settori conservatori.

Voglio dire che ci sono delle ideologie che a me non piacciono, altre che mi piacciono di più, però tutte coincidono in qualcosa. Il potere britannico ebbe a che fare con la gestazione della nostra indipendenza, che però fu una frammentazione (una balcanizzazione) ti un continente che prima era unito. Sicché, più che di una indipendenza si trattò di una secessione. Si, perché per parlare di indipendenza, noi avremmo dovuto esistere prima che la Spagna arrivasse qui. Non esistevano l’Argentina, la Colombia. Il Guatemala, eccetera, prima che arrivassero gli spagnoli. Per questo, più che parlare di indipendenza, si dovrebbe parlare di secessione o di una frammentazione.

Così, un potere che, dalla California al Texas al Nevada, alle Filippine, fino alla Patagonia, si è convertito in più di 20 paesi. Tutto ciò, naturalmente, ha indebolito e debilitato ognuno degli stati che si dono formati. Dobbiamo sapere che gli inglesi si sono infiltrati per più di 100 anni nelle università, nell’esercito spagnolo, nei governi, riuscendo a frammentare l’impero spagnolo dell’America.

(Quando si parla di inglesi, bisogna parlare della massoneria inglese – e lo dice in altro video -, che ha avuto un grande ruolo nel “divide et impera” messo in atto da un impero avversario, in modo speciale dopo lo scisma anglicano causato dal capriccio di Enrico VIII. Ma bisogna dire che la massoneria inglese e americana hanno avuto un ruolo enorme anche nell’appoggiare la politica dei massoni Cavour, Mazzini, Garibaldi, eccetera, nella sanguinosa guerra civile e di conquista che avrebbe così malamente unito l’Italia. E sono convinto che queste stesse forze, un tempo oscure, ma ora venute alla luce, stanno altrettanto malamente costruendo quella che definirei “disunione europea”. Lo scopo di queste forze è ormai chiaramente – per chi lo vuol vedere, come lo fu nel Risorgimento -, quello di cancellare ogni identità, specialmente quella giudaico-cristiana, da cui deriva la nostra civiltà, per creare un indistinto mescolamento di popoli prono al mercato, al consumo e al “Nuovo Ordine Mondiale”. Per questo il più grande nemico di questo diabolico progetto diventa il populismo, divenuto “nuovo fascismo”. Si svegli chi può, sia nel continente latino americano, che nella vecchia Europa! Vediamo come ormai l’Inghilterra vuole unirsi ai cugini americani, canadesi e australiani. Ma credo che il sogno di Patricio Lons, di ricreare un impero Ispano Americano, sia difficile che si avveri. Ndt).

Perché sarebbe necessario tutto ciò, mentre tutto è fallito? Perché avrebbe avuto una espansione nel mercato asiatico. Questo avrebbe impedito agli inglesi (che come afferma Lons in altro video, erano un impero di razziatori in maniera violenta. Ndt). La realtà ci dice che quell’impero è stato un impero sanguinario. Ricordiamo che con l’oppio dominarono i cinesi causando una grande quantità di morti. Così, quando riuscirono a disintegrare l’Impero Spagnolo in America, la cui economia era complementare a quella della Cina, in quel modo riuscirono a subentrare essi, con la forza.

C’è un film che ha per titolo “La guerra dell’oppio”. Un film molto interessante, che descrive bene questa situazione. Io lo considero in linea generale un film abbastanza veritiero. Cosi, che cosa sarebbe successo se non ci fosse stata la nostra frammentazione? Sarebbe successo che saremmo un potente impero che avrebbe potuto interagire in Asia, evitando in tal modo moltissimi mali, molte disgrazie, molti massacri e, chi lo sa, forse anche la sanguinosa rivoluzione comunista.

Per questo, ciò che denunciava Peron era la stessa cosa che poi denunciarono uomini di diverso colore politico. Alcuni non mi piacciono, e li rigetto decisamente, mentre altri mi piacciono. Per questo voglio dire che la frammentazione dell’America Latina è stato per noi un disastro geopolitico.

Altro topico che nelle domande à il tema del denaro che gli spagnoli avrebbero rubato al continente conquistato.

Bene: vediamo se riusciamo a capirci. Ciò che produce il Perù e l’Argentina in un anno equivale a 150 anni di produzione. E, se guardiamo alla produzione di tutte le miniere americane in un anno, equivale a 300 anni di produzione di allora. Da questi dati vediamo che ciò che si ricavò fu ben poco. Pero, che se ne fecero di quest’oro e argento? Si dice che venne portato via. No, non fu portato in Spagna. L’80% di ciò che si ricavava serviva per sviluppare la Spagna e l’America. Perché l’America era considerata una estensione dell’impero. Così come la Spagna si era estesa all’interno della penisola (nella reconquista dei territori conquistati dai musulmani), fino ad occupare Granada, la Galizia, eccetera, allo stesso modo venne occupato il Nuovo Mondo.

E con quel denaro, visto che si dovevano costruire municipi, porti, strade, acquedotti, città, scuole, licei maggiori, università, monasteri, chiese e cattedrali. Quindi capiamo bene come venne costruita tutta una infrastruttura completa che permise ai paesi che poi si formarono di ottenere importanti infrastrutture di sviluppo.

Per fare una differenza, quando le 13 colonie nord americane si unirono, era stata creata solo una Università, quella di Harward. E questo avvenne alla fine dell’impero Inglese in America del Nord. Mentre la prima università spagnola nell’America Latina è stata fondata nel XVI secolo, a pochi decenni dall’arrivo di Cristoforo Colombo nel nuovo mondo.

Della moneta di allora, il reale, il 20% andava alla Spagna. E che cosa fece la Spagna con quel denaro? Veniva usato per creare la marina per proteggere l’America, per proteggere l’Europa dalle invasioni musulmane. Con quel denaro si contribuì a salvare l’Europa nella battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571), il recupero di Budapest, così come altri siti, tipo quello di Vienna. Senza questi interventi l’Europa sarebbe stata islamizzata.

C’è un altro aspetto interessante che spiega in che modo le imposte, con il XVIII secolo, tra il 1700 e il 1729 si abbassarono fino a un quinto, riducendosi enormemente, e nonostante ciò aumentavano i ricavi e l’economia cresceva. All’inizio del XIX secolo si ebbe una modifica impositiva. E su questo fatto si basò la propaganda dell’Impero Britannico perché l’alleanza con la borghesia commerciale e del contrabbando spingesse per ottenere la frammentazione dell’America.

Tranquilli, il denaro rimaneva qui. Quello che andava in Europa serviva per la civilizzazione. Qualcuno dice: “Se tutto il denaro fosse rimasto qui, avremmo avuto le università”. No, gli aborigeni non avrebbero mai avuto Università! Perché? Perché non ne intendevano nemmeno il concetto: il concetto di educazione, di scuola, di sanità pubblica. Gli imperi aborigeni erano fondati soprattutto sulla schiavitù. Erano imperi parassitari, come quello della Gran Antigua. Non erano imperi vocati allo sviluppo. Oltretutto i popoli autoctoni erano sconnessi tra loro, mentre poi venne creato un fondo speciale per aiutare le regioni più bisognose. Da ciò possiamo vedere come esistesse un senso di solidarietà tra la Corona e l’America.

Dopo questo secondo video invito tutti a vedere il prossimo e a sottoscriversi per poterlo ricevere. Sarà sempre dedicato alla Settimana della Hispanidad dal 6 al 12 ottobre nel nostro sito www.semanadehispanidad.com

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=nt7LeB0xphw&feature=youtu.be

Traduzione di Claudio Forti

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